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cavo coassiale


  • Il cavo coassiale nella videosorveglianza: materiali e caratteristiche

    05 Novembre 2018 • Videosorveglianza2 Commenti

    Il cavo coassiale rappresenta uno degli elementi più importanti presenti all’interno di un sistema per la videosorveglianza: si tratta di un mezzo di trasmissione di segnali informativi che collega la telecamera al videoregistratore Digital Video Recorder (DVR), ed è responsabile del trasporto delle immagini dall’uno all’altro dispositivo (dunque fondamentale per il funzionamento corretto dell’intero sistema di videosoveglianza). Il cavo coassiale ha diverse funzioni in base alla frequenza del segnale da trasportare ed alla potenza dello stesso. I cavi coassiali sono apparecchi detti “passivi”, poiché in base alla loro lunghezza può verificarsi un certo tipo di attenuazione del segnale.

    I cavi coassiali, nati inizialmente per le trasmissioni di tipo analogico, furono successivamente adattati alla comunicazione dei dati in formato digitale: questi ultimi, infatti, sono sicuramente più suscettibili, rispetto ai dati di tipo analogico, ai rumori ed alle distorsioni di segnale che si verificano nel momento in cui i segnali viaggiano su vaste distanze. Un cavo coassiale di alta qualità ha una attenuazione contenuta, e riveste l’importante ruolo di proteggere il segnale da eventuali sollecitazioni meccaniche o da interferenze provenienti dall’ambiente esterno. Un cavo di qualità, realizzato con buoni materiali, riesce infatti a resistere agli agenti atmosferici che nel tempo possono danneggiarlo e pregiudicarne la funzionalità (come la pioggia, il forte vento, la neve, la nebbia, l’umidità, il caldo afoso ecc.).

    Per quanto riguarda l’aspetto dell’attenuazione, è importante sottolineare che con questa parola si designa la diminuzione in ampiezza e la distorsione del segnale durante il passaggio che trasporta le immagini dalla telecamera al Digital Video Recorder. La riuscita della fase di attenuazione è vincolata prima di tutto alla qualità del cavo stesso, nonché alla sua capacità di trattenere la perdita resistiva dei conduttori ed alla perdita nel dielettrico (uno degli strati isolanti che costituiscono il cavo). Il cavo coassiale, infatti, è costituito da più strati: il primo è rappresentato da una guaina di protezione esterna, poi si ha la treccia (lamina avvolta a spirale), poi ancora l’anima interna, ossia il conduttore di rame posto al centro del cavo in cui viaggia il segnale, e ancora il dielettrico (uno speciale materiale che separa l’anima dallo schermo esterno). Dal diametro del conduttore centrale dipende appunto l’attenuazione (maggiore sarà il diametro e minore sarà l’attenuazione).

    Andiamo ora ad approfondire la composizione dei vari strati che compongono il cavo coassiale: come detto prima, dopo il conduttore interno troviamo il dielettrico (solitamente in materiale detto polietilene), un particolare materiale compatto con capacità isolante, capace di abbassare il livello di perdite sia elettriche che meccaniche; il nastro, invece, ha il compito di aumentare il livello di qualità del cavo coassiale, inoltre le sue funzionalità permettono di schermare il conduttore dai campi elettromagnetici isolando l’ambiente esterno dalle emissione elettromagnetiche generate dal conduttore interno; la treccia (il nome viene proprio dalla forma a spirale) può essere più o meno spessa a seconda delle esigenze; ed infine la guaina, lo strato più superficiale che assolve l’importante compito di proteggere tutti gli strati presenti nel cavo coassiale fino ad ora descritti.

    Il cavo coassiale nella videosorveglianza: materiali e caratteristiche
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