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  • Miglior Combinatore telefonico: caratteristiche e funzioni

    14 Luglio 2019 • AntifurtiNessun commento

    Da un po’ di anni a questa parte, tantissimi cittadini hanno scelto di dotarsi di sistemi d’allarme per proteggere a 360 gradi non solo le proprie abitazioni, ma anche i negozi, gli uffici, le aziende, i locali commerciali e così via. Nel momento in cui si verifica un tentativo di effrazione ai danni del proprio immobile da parte di ladri o vandali, l’avviso di chiamata del sistema di antifurto rappresenta un servizio molto importante, grazie al quale il proprietario può intervenire tempestivamente per contrastare i furti e salvaguardare i propri beni. Il Combinatore telefonico è un dispositivo che si può unire alla centrale d’allarme o essere esterno ad essa, inoltre è possibile connetterlo alla linea telefonica PSTN oppure può funzionare attraverso una semplice SIM per Smartphone (GSM) per telefonare al proprietario in caso d’allarme.

    Gli impianti di allarme, se sono dotati di Combinatore telefonico, possiedono un grande vantaggio rispetto a quelli che ne sono sprovvisti, poiché si possono collegare in linea retta con le Forze dell’Ordine. Attualmente, molte centrali sono dotate di combinatore telefonico integrato che sfrutta la tradizionale linea telefonica; questo apparecchio, quando i sensori rilevano un’intrusione, viene “allertato” dalla centrale ed è subito operativo per far partire le telefonate ai numeri memorizzati precedentemente, ovvero nella fase di configurazione dell’impianto (è consigliabile salvare il proprio numero telefonico, quello di un amico, di un parente o di una persona fidata). Il combinatore telefonico ha il compito di segnalare l’intrusione, permettendo a chi di dovere di intervenire rapidamente.

    Tale apparecchio lavora insieme alle sirene d’allarme: queste ultime hanno lo scopo di puntare l’attenzione sull’evento per via del loro segnale sia visivo che sonoro. Dunque il combinatore telefonico ha la funzione di avvertire il proprietario in caso di irregolarità direttamente sul proprio Smartphone o su qualsiasi altro numero telefonico selezionato in precedenza e, se è stato effettuato l’iter per conseguire l’autorizzazione, può richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine. In questo contesto risulta necessario che la Polizia o i Carabinieri ricevano una domanda ufficiale per acquisire il collegamento del proprio impianto di allarme alla Caserma o al Commissariato più vicini alla struttura in questione. A questa richiesta va inoltre aggiunta una dichiarazione di conformità dell’impianto di sicurezza rilasciata dall’azienda che ha effettuato l’installazione del sistema, oppure un altro documento che attesti l’esistenza di tutti i requisiti previsti.

    Detto ciò, è fondamentale sottolineare che non è possibile effettuare una doppia domanda (ovvero sia alla Polizia che ai Carabinieri), poiché sarà necessario scegliere tra l’uno o l’altro organo di sicurezza. Tale scelta deve basarsi innanzitutto sulla vicinanza della casa e in generale dell’edificio al Comando dei Carabinieri o Commissariato di Polizia, così da consentire ai militari di adoperarsi tempestivamente in caso di allarme. C’è da dire che attualmente, ancor più efficaci e sicuri rispetto ai classici combinatori telefonici sono i combinatori GSM: come specificato prima, tali apparecchi funzionano grazie ad una SIM prepagata e risultano più affidabili degli apparecchi che usano la linea telefonica tradizionale, poiché sono meno soggetti ad eventuali manomissioni. Solitamente questi dispositivi sono integrati alla centrale, per questo un altro vantaggio è dovuto al fatto che non c’è bisogno di acquistarli a parte.

    Miglior Combinatore telefonico: caratteristiche e funzioni
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  • Sensori Volumetrici: installazione, funzionamento e costi

    13 Agosto 2018 • Sensori volumetrici1 Commento

    All’interno di un sistema di antifurto, sia che quest’ultimo venga installato in una casa, in una attività commerciale o in un ambiente di tipo industriale, i sensori volumetrici rappresentano i veri e propri “occhi dell’allarme”, quindi una componente essenziale, in quanto grazie al segnale elettrico, riportano alla centralina i movimenti, di un ladro o di un malvivente, che avvengono nell’area posta sotto il controllo. In commercio esistono diverse tipologie di sensori volumetrici, per cui a scelta di un sensore piuttosto che di un altro dipende dalle specifiche esigenze dell’utente rispetto al grado di sicurezza che si vuole raggiungere. Scopriamo insieme cosa sono i sensori volumetrici e quali pericoli sono capaci di sventare.

    I sensori volumetrici sono caratterizzati dalla tecnologia PIR (Passive Infra Red), che si basa sui raggi ad infrarossi che hanno il ruolo di rilevare il calore. Forse non tutti sanno che gli oggetti con temperature superiori allo zero, effondono energia sotto forma di radiazioni luminose. Ed ecco che entrano in gioco i sensore PIR, i quali non fanno altro che individuare la variazione di temperatura che si verificano all’interno di un determinato ambiente. Si tratta di componenti regolati per discernere i movimenti di un corpo umano da quelli originati dalle vibrazioni presenti nell’ambiente o magari dal vento.

    Per quanto riguarda invece gli animali d’affezione presenti in casa, il loro spostamento dentro il locale in cui agiscono i sensori volumetrici potrebbe provocare falsi allarmismi: pertanto è possibile trovare in commercio sensori volumetrici cosiddetti “Pet friendly”, i quali hanno la capacità di distinguere il movimento di un animale domestico (gatto, cane e quant’altro) da quello di una persona.

    Esistono in commercio anche sensori volumetrici caratterizzati dalla doppia tecnologia: in questo caso la tecnologia degli infrarossi si unisce perfettamente con quella delle Microonde (per queste ultime si parla Effetto Doppler: se un estraneo si sposta in direzione del rilevatore, la frequenza della radiazione risulta più alta di quella precedente; viceversa, se l’intruso si allontana risulterà è più bassa). Quindi quando parliamo di doppia tecnologia ci riferiamo a componenti molto più sofisticate, di conseguenza anche più costose.

    Da menzionare anche i sensori volumetrici per ambiente esterno, i quali differiscono da quelli per l’ambiente interno specialmente per il materiale di realizzazione: quest’ultimo, infatti, deve essere molto più resistente per resistere alle intemperie a cui è esposto quotidianamente.

    Per quanto concerne la fase di installazione dei sensori volumetrici, bisogna tenere conto della struttura e della disposizione dell’edificio che si intende mettere sotto controllo, nonché della conformazione del sistema d’allarme stesso: a tal proposito è sempre consigliabile collocare i sensori in aree di passaggio, ossia scalinate, ingressi, corridoi e più in generale nelle stanze in cui sono presenti oggetti di valore.

    Infine, parlando di costi per l’acquisto di questi sensori volumetrici, bisogna avere le idee chiare prima di procedere all’acquisto, in quanto ci sono delle differenze che sussistono in base alle funzionalità degli stessi: si passa sa sensori assai economici ad altre tipologie più sofisticate e performanti che possono arrivare a costare anche circa 100 euro cada uno.

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