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La tua guida ai sistemi di allarme

Antifurti


  • Sistema d’allarme a fibra ottica: caratteristiche

    31 luglio 2018 • AntifurtiNessun commento

    Se si desidera proteggere la propria casa, la propria attività commerciale o la propria azienda dalla eventuale intrusione di ladri o di malintenzionati, ad oggi dotarsi di un buon sistema di allarme rappresenta la soluzione migliore. Per migliorare la sicurezza in casa o in ufficio, infatti, ci si può affidare alla tecnologia più avanzata: se si pensa che già la sola presenza in casa o in un negozio di un sistema di allarme è utile a scoraggiare le effrazioni da parte di malviventi, risulta prioritario scegliere un antifurto efficiente, calcolando nel modo migliore la qualità del prodotto in relazione al suo prezzo. L’obiettivo di questo articolo è infatti quello di aiutare le persone nella ricerca dell’impianto di allarme ideale in base alle loro specifiche esigenze di sicurezza, elaborando un approfondimento sul sistema di allarme a fibra ottica.

    Questo tipo di sistema, utilizzato soprattutto nell’ambito della protezione perimetrale, è capace di rilevare i tentativi di intrusione esterna (sfondamento o scavalcamento di una recinzione ecc..), e i casi di introduzione e attraversamento tramite il muro. L’allarme a fibra ottica si basa su due aspetti principali: la sollecitazione meccanica che è possibile attivare sulla fibra ottica; l’interruzione del circuito al quale sono collegati gli averi da difendere. È importante sottolineare che la fibra ottica è sensibile alle vibrazioni, ai tagli, alle pressioni e ai movimenti, in quanto questi aspetti portano ad una alterazione della trasmissione della luce all’interno della stessa. Inoltre, per poter rilevare la differenza tra il raggio di luce inviato ed il raggio di luce ricevuto, è possibile utilizzare uno speciale analizzatore, il quale si basa sugli algoritmi software.

    I sistemi di allarme a fibra ottica vengono gestiti da una centrale alla quale vengono connesse le periferiche, nonché da un software che visualizza i segnali, li memorizza su file e parametrizza il sistema. Altro aspetto importante da sottolineare è il fatto che la fibra ottica è in grado di garantire immunità, accuratezza nella rilevazione, estendibilità e indipendenza. Il sistema è senza dubbio sofisticato e capace di discriminare i segnali che si creano per via degli agenti atmosferici da quelli che si realizzano a causa di una reale violazione della proprietà posta sotto controllo. Un sistema di allarme in fibra ottica è inoltre indipendente, in quanto non ha bisogno di alimentazione in campo: quest’ultimo aspetto permette che, nel caso si verifichi un taglio, non si palesi il rischio di deflagrazioni oppure di pericolose scintille.

    E’ utile puntare l’attenzione anche sul fatto che i parametri di rilevazione possono essere personalizzati e quindi anche ottimizzati in base alle specifiche esigenze dell’utente, proprio perché il sistema può essere istruito e quindi è capace di memorizzare situazioni simulate durante la fase di taratura, per poi riconoscerle in eventi futuri. Si tratta dunque di un sistema pratico, intuitivo ed indicato soprattutto per le recinzioni perimetrali e per i pannelli fotovoltaici, proprio perché, come detto sopra, non risente delle atmosfere corrosive, della variazione della temperatura esterna e delle eventuali perturbazioni ambientali che a livello elettromagnetico risultano saturi.

    Sistema d’allarme a fibra ottica: caratteristiche
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  • Allarme in casa: come far intervenire le Forze dell’Ordine

    24 luglio 2018 • Antifurti, Fisco e leggi1 Commento

    Installare un buon impianto antifurto non vi assicura di tenere lontani i ladri. Infatti, a molti sarà capitato di aver ricevuto ugualmente la visita dei ladri. Per questo avere un buon sistema di protezione per la casa o per l’ufficio non sempre basta. Per una protezione migliore, è cosa buona far in modo che questo sistema sia collegato alle Forze dell’Ordine o a un istituto di vigilanza privata, in modo che possano intervenire con tempestività in caso di intrusione.

    Cosa bisogna fare per avere un collegamento con le Forze dell’Ordine? Innanzitutto, è necessario che il vostro impianto preveda un combinatore telefonico. Si tratta di un dispositivo che, in caso di allarme, si occupa di far partire delle chiamate per avvisare di quanto sta accadendo.

    In alcuni impianti, potrete trovare il combinatore è integrato nella centralina. In altri, invece, dovrete acquistarlo separatamente e può essere di due tipi: il primo tipo, il PSTN, sfrutta la linea telefonica classica, mentre il GSM si appoggia ad una SIM. I numeri di telefono da contattare in caso di allarme vanno registrati sul combinatore; in caso di furto l’avviso viene datoo con un messaggio vocale pre-registrato. Tra questi numeri potrete inserire quello della Polizia o dei Carabinieri. Il collegamento diviene effettivo solo dopo aver presentato una richiesta scritta al Comando o al Commissariato più vicino all’abitazione, all’ufficio o all’attività commerciale in cui è installato l’allarme.

    Le Forze dell’Ordine vi forniranno un modulo nel quale è importante specificare nome e cognome del proprietario dell’abitazione, dell’ufficio o dell’attività commerciale. Dovrete inserire anche l’indirizzo in cui è installato l’impianto antifurto e i nominativi di chi ha in custodia le chiavi, nel caso in cui ci fosse necessità di disattivare l’impianto.

    Allarme in casa: come far intervenire le Forze dell’Ordine
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  • Sirena antifurto: che fare se non suona?

    19 luglio 2018 • Antifurti, Sirene1 Commento

    La sirena antifurto è un elemento essenziale e svolge un ruolo fondamentale nella sicurezza di un abitazione o proprietà. Una sirena ben funzionante e affidabile non può assolutamente mancare all’interno di un buon antifurto. È importante che funzionino il rilevamento dei sensori e per l’invio della chiamata telefonica, tuttavia la sirena esterna deve attivarsi necessariamente in caso di allarme.

    E allora cosa si può fare se non dovesse funzionare alla perfezione? Te lo spieghiamo qui.

    Cosa fare

    Innanzitutto, è indispensabile capire cosa impedisce alla sirena di suonare. Il primo passaggio fondamentale, quindi, è quello di controllare che la centrale invii il comando in caso di allarme.

    Tecnicamente, se il modello di centrale prevede che venga a mancare la tensione positiva di blocco sul collegamento con la sirena, bisogna controllare che ci sia la caduta del positivo in caso di allarme. Questo tipo di controllo va fatto anche sulla sirena: accertati che, in condizione di allarme, non ci sia il positivo di blocco.

    Una volta effettuato questo controllo, se la centrale invia il segnale e la sirena lo riceve correttamente, il problema è della sirena. È probabile che sia difettosa. Qualora non fosse difettosa, ti suggeriamo di verificare che la centrale sia programmata in modo corretto. Non devono esserci, quindi, esclusioni o settaggi che disabilitino l’uscita d’allarme.

    Se, fatti tutti i test, questi non dovessero rivelare alcun problema, il nostro consiglio è quello di mandare la scheda della centrale in assistenza.

    Sirena antifurto: che fare se non suona?
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  • Barriere perimetrali: cosa sapere

    Alcuni antifurti prevedono barriere esterne, il cui compito è quello di controllare e monitorare il perimetro di uno stabile, di una villa, o di una proprietà in genere. Questo genere di antifurto è estremamente efficiente ed adatto anche per stabili dalle grosse dimensioni.

    Le barriere esterne che compongono questi antifurto perimetrali possono essere di tante tipologie diverse. Si distinguono per funzioni, proprietà e caratteristiche.

    Barriere a microonde

    Questa tipologia è perfetta se usata in zone con visibilità ridotta, ad esempio in aree soggette a nebbia e/o pioggia. Questo impianto prevedere un’installazione di pali dotati di microonde i quali, con trasmettendo queste microonde, saturano la zona di onde ad alta frequenza. La presenza di un animale o di un essere umano causa una variazione di frequenza, facendo scattare l’allarme.

    Barriere ad infrarossi

    Si tratta di una delle tipologie di antifurto perimetrale più vendute, grazie alla sua affidabilità e precisione. Così come si può intuire dal suo nome, queste barriere si contraddistinguono per le gabbie di raggi infrarossi che si estendono su tutto il perimetro da proteggere. Questi raggi sono in grado di rilevare la presenza umana, quando attraversate e interrotte. A differenza delle barriere a microonde, questo è un antifurto poco consigliato per le zone a scarsa visibilità.

    Sensori interrati

    I sensori interrati sono speciali sensori che vanno installati sotto terra. La loro principale qualità è la discrezione che lo rende anche un antifurto particolarmente sicuro. Non essendo visibili a occhio nudo, questi prodotti sono perfetti se non si vuole rovinare l’estetica di uno spazio o quando si temono sabotaggi.

    Sensori perimetrali per recinzioni

    Gli antifurti dotati di questo genere di sensori vengono solitamente usati per proteggere l’esterno di grandi ville o aziende. Vengono posizionati sulle recinzioni e possono essere dotati anche di microfono. In alternativa, è possibile utilizzare cavi a fibra ottica, i quali entrano in azione nel momento in cui qualcuno cerca di manomettere la recinzione.

    In conclusioni, possiamo affermare che tutte le barriere perimetrali assicurano una protezione attiva. Una protezione reale ed affidabile che avviene in presenza o in assenza di persone all’interno dello stabile o dell’abitazione. Sono, inoltre, perfetti da usare con la parzializzazione del sistema antifurto.

    Barriere perimetrali: cosa sapere
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  • Al ladro! Come difendersi in poche mosse

    07 giugno 2018 • AntifurtiNessun commento

    Tutti temiamo di essere derubati prima o poi. Ma come fare per tenere lontani i ladri? Ce lo dicono i ladri stessi! No, non vi stiamo prendendo in giro, stiamo parlando invece di uno studio serissimo. Un gruppo di criminologi dell’Università del North Carolina ha intervistato circa 500 detenuti per reati legati al furto. Lo scopo della loro ricerca era proprio quello di capire meglio le dinamiche dei furti e di comprendere quali possono essere i principali deterrenti per evitare che avvengano.

    I risultati dello studio

    Lo studio ha fatto emergere diverse cose interessanti. È, infatti, emerso come sia proprio la presenza di un sistema di allarme e di videosorveglianza a tenere principalmente lontani i ladri. Il 60% circa dei detenuti ha ammesso di evitare i luoghi e le proprietà dove il sistema di antifurto era particolarmente visibile.

    Un altro deterrente emerso dalla ricerca riguarda la presenza di persone. In poche parole, se l’abitazione o l’ufficio preso di mira si trova in una strada o zona trafficata, circondata da automobilisti e pedoni, difficilmente i ladri concretizzeranno un furto. Ancora meno probabile che avvenga è se l’abitazione si trova in un punto sprovvisto di vie fugo e vicino a un posto di Polizia.

    La ricerca ha, inoltre, mostrato come i ladri, per entrare nelle case, i ladri lavorino su porte e finestre. Si aiutano con cacciaviti, piedi di porco e martelli oppure utilizzando chiavi sottratte in modo illecito. La maggior parte dei ladri ha, poi, dichiarato di tagliare i cavi del telefono e dell’allarme, prima di entrare in casa.

    Ancor prima, però, gli intervistati hanno ammesso di compiere diverse azioni per verificare che non ci sia nessuno nell’abitazione. Controllano che luci siano spente e che non ci sia l’auto nei paraggi, suonano il campanello e controllano la posta nella cassetta. Persino un condizionatore acceso o spento può dare un indizio al ladro.

    Tra gli oggetti più soggetti al furto ci sono, in pole position, i contanti, i gioielli e i prodotti elettronici, come pc, televisori e tablet. Sembrerà assurdo, ma può risultare un’idea vincente quella di lasciare in bella vista dei contanti: i ladri, una volta presi quelli, potrebbero non toccare il resto.

    Come tenere lontani i ladri

    Cosa fare, quindi, per evitare di essere vittima di furti? Questo studio ci dà qualche spunto, qualche piccolo trucco per evitare la visita dei ladri. Ad esempio, quando uscite, lasciate la tv accesa. Oppure, servendovi del timer per regolarne l’accensione e lo spegnimento, potrete simulare la vostra presenza in casa. Sempre nel tentativo di sembrare in casa, lasciate una luce accesa, preferendo quelle più visibili dall’esterno. Attenzione anche alla posta: ritiratela con regolarità. Infine, non serrate tutte le tapparelle e non chiudete tutte le persiane, tanto c’è il sistema d’allarme a proteggervi!

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