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La tua guida ai sistemi di allarme

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  • Sensori di antifurto per animali domestici

    13 ottobre 2018 • AntifurtiNessun commento

    Una delle domande più frequenti che si pongono i possessori di animali domestici che desiderano installare un sistema di antifurto per la propria casa, riguarda la compatibilità o meno del sistema con la presenza nell’abitazione di animali d’affezione (cani, gatti ecc.). In questo caso, i dubbi maggiori riguardano la possibilità di avere a che fare con i falsi allarmi dovuti dai movimenti degli amici a quattro zampe. In altri casi, gli utenti che si sono già dotati di un sistema di antifurto domestico, arrivano anche a disattivare l’impianto d’allarme proprio per evitare l’incombenza delle assidue segnalazioni. Dunque, possono essere installati impianti di allarme antifurto nella propria abitazione mentre gli animali domestici vivono liberamente all’interno? Per rispondere a questa domanda proponiamo un approfondimento utile per chi ha a cuore questa specifica tematica.

    Quando si parla di animali di piccola taglia (ossia fino a 30 Kg), la soluzione ottimale è quella di pensare e realizzare una zona a loro dedicata: quest’ultima può essere posta sotto protezione da contatti magnetici, senza posizionare anche i rilevatori di movimento volumetrici. In tal modo l’animale potrà muoversi nella zona designata liberamente, senza dovere avere a che fare con falsi allarmi. Si tratta di una soluzione realizzabile se nella casa è presente una o più stanze dotate di finestre dove l’accesso dall’esterno sia difficoltoso, e quindi basti un contatto magnetico d’apertura.

    Nel caso contrario, dove non è possibile attuare questo tipo di situazione, è possibile tentare di creare un ambiente che rispetti i requisiti sopra descritti. Supponiamo di avere una stanza priva di valori all’interno, che a sua volta comunica con il corridoio protetto dal sensore volumetrico: in questo caso si potrà pensare di dedicare questa camera al nostro animale. In ogni caso si dovrà necessariamente dotare le finestre dei tradizionali contatti magnetici di apertura.

    Se anche questa ipotesi non dovesse essere fattibile, non rimane che dotarsi del sensore denominato “PET Immune”: si tratta di sensori immuni agli animali domestici (dal nome in inglese) capaci di discernere la presenza di animali di piccola taglia rispetto alla taglia più imponente e voluminosa di una persona grazie ad una specifica taratura: questa tecnologia riesce a misurare il tipo di movimento di un corpo attraverso dei parametri che riguardano la massa corporea la dimensione del corpo stesso. Per esempio, se un cane pesa meno di 30 kg, avrà una massa corporea che consentirà al sensore di non rilevare una situazione di allarme, e quindi non genererà falsi allarmi. Il posizionamento dei sensori PET immune diventa dunque fondamentale per liberarsi del rischio continuo di falsi allarmi.

    Ovviamente si può scegliere se dotare tutta l’abitazione di sensori PET immune, oppure destinarli soltanto ad alcune stanze, ossia quelle dove di solito si muovono gli animali d’affezione. In tal modo si potrà evitare di acquistare sensori PET immune inutili, e quindi risparmiare anche sui costi. Per concludere, se hai animali in casa non avrai problemi nel dotarti di un sistema di allarme, prestando comunque attenzione alla corretta installazione del dispositivo.

    Sensori di antifurto per animali domestici
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  • Contatti magnetici per la protezione della casa

    17 settembre 2018 • Antifurti1 Commento

    Poter vivere in una casa sicura e tranquilla è sicuramente il sogno di tutti, soprattutto quando pensiamo alle statistiche che segnalano, negli ultimi anni, un aumento dei furti ai danni delle abitazioni davvero esponenziale. Sicuramente esistono degli accorgimenti per prevenire, ridimensionare ed arginare le azioni dei malintenzionati, e così da preservare la vostra incolumità e rendere la casa più sicura. E’ importante sapere che si solito i ladri agiscono nei punti più vulnerabili degli edifici, ovvero dove ritengono vi siano meno difficoltà per riuscire nell’intento di introdursi dentro delle abitazioni, che siano appartamenti in condominio, case singole, attività commerciali o ville isolate.

    I contatti magnetici, ad oggi, rappresentano la soluzione più popolare, diffusa ed anche più economica per porre sotto controllo tutti i punti di accesso della casa (porte e finestre): si tratta di due magneti di piccole dimensioni che vengono posizionati vicino l’apertura delle finestre e delle porte, uno sull’infisso e l’altro sul battente. I due dispositivi hanno il compito di inviare alla centrale una segnalazione nel momento in cui vengono separati, cioè nell’istante in cui si verifica la rottura del contatto e quindi l’apertura della porta oppure dell’anta.

    Dunque, per far sì che non scatti l’allarme, i due contatti magnetici devono rimanere uniti: pertanto in caso di un tentativo di forzatura o di apertura imprevista, il dispositivo invia alla centrale un segnale che viene immediatamente elaborato per far scattare l’allarme. Per quanto riguarda l’aspetto estetico dei contatti magnetici, si presentano come piccolo e non invasivi; infatti, si possono facilmente mimetizzare magari verniciandoli dello stesso colore di porte e finestre. In commercio si possono trovare diverse tipologie di contatti magnetici, che differiscono tra loro per dimensioni, funzionalità e costi: ad esempio esistono quelli “a vista” o quelli con installazione  ad “incasso”. La scelta di optare tra l’uno o l’altro modello di contatto deve basarsi sia sul tipo di apertura da proteggere, sia sulla sua conformazione e struttura.

    Ciò presuppone che i contatti prevedano necessariamente che le porte e finestre siano chiuse, pertanto se si desidera un tipo di protezione attivo con finestre aperte, è consigliabile scegliere un altro tipo di dispositivo. C’è da dire che i contatti magnetici risultano estremamente versatili, in quanto possono essere applicati anche sulle tapparelle o serrande: in questo caso, però, bisogna sottolineare che per questo tipo di funzione esistono in commercio dispositivi specifici, come i roller tapparella, che proteggono le tapparelle avvolgibili dalle eventuali manovre indesiderate di strappo, sollevamento o sfondamento.

    Infine, è importante sottolineare che il collegamento dei contatti magnetici in centrale si può effettuare in due modi, ossia in parallelo o in serie: la differenza sostanziale fra le due metodiche sta nel fatto che nel collegamento in parallelo l’identificazione del sensore in caso di allarme o di guasto avviene in maniera immediata; diversamente, con il collegamento in serie, si occupa soltanto una uscita in centrale. Possiamo dunque concludere che i contatti magnetici risultano economici, efficaci e funzionali nel rilevare le intrusioni.

    Contatti magnetici per la protezione della casa
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  • Antifurto e animali domestici: sono compatibili?

    12 settembre 2018 • Antifurti1 Commento

    “Ho un animale domestico, posso installare un antifurto a casa?”. Questa è una delle domande che sentiamo porci e che più spesso vi ponete prima dell’acquisto di un antifurto.

    Si tratta di una questione tutt’altro che scontata. Infatti, non è raro che in molti, nel tempo, abbiano rinunciato ad avere un allarme casa perché pensavano non fosse compatibile con la presenza di animali domestici. In altri casi ancora, è successo che impianti di sicurezza siano stati spenti perché i continui falsi allarmi erano diventati fonte di forte stress.

    E, allora, gli animali domestici sono compatibili con un allarme casa? Sì, sono compatibili, ma vediamo come.

    Antifurti Pet Immune

    È probabile che abbiate già capito di cosa stiamo parlando: come si evince dal nome stesso, questi rilevatori permettono di limitare o addirittura eliminare le problematiche relative alla presenza di animali domestici. Infatti, questi sensori PET immune sono stati creati in modo tale da distinguere un essere umano da un animale. Com’è possibile? È possibile perché sono progettati per misurare il movimento in base alla massa e alla taglia/dimensione del soggetto in movimento.

    Infatti, è la massa il parametro che seguono i sensori e non il peso. Ad esempio, se il mio cane pesa meno di 20 kg, la sua massa farà sì di non essere rilevata, così da non generare una situazione di allarme che sarebbe falsa.

    Affidabilità al 100%?

    Non ve la possiamo assicurare. Purtroppo, infatti, non si possono escludere completamente dei falsi allarmi. Uno dei casi in cui è possibile che si verifichino è se l’animale entra in un raggio d’azione molto ravvicinato. Ad esempio, se un uccellino o un gatto saltano e riescono a posizionarsi proprio davanti al sensore, è possibile che l’allarme scatti.

    Ad ogni modo, possiamo comunque seguire degli accorgimenti. Il primo accorgimento riguarda il posizionamento del sensore. Il sensore, rigorosamente pet immune, va montato seguendo il parere di un esperto, che saprà guidarvi e segnalarvi le criticità.

    Cos’altro possiamo fare per limitare al minimo il pericolo di falsi allarmi se abbiamo animali domestici che circolano per casa? Videosorvegliarla! Con l’utilizzo di immagini in tempo reale, potremo subito capire se si tratta di un pericolo reale o meno.

    In conclusione, animali domestici e antifurto possono convivere insieme, facendo solo un po’ più di attenzione.

    Antifurto e animali domestici: sono compatibili?
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  • Furti in casa: il consigli di Confabitare per evitarli

    25 agosto 2018 • Antifurti, Antifurto wireless1 Commento

    Confabitare, associazione nazionale a tutela della proprietà immobiliare, ha effettuato una dettagliata analisi sull’incremento dei furti in abitazione registrato negli ultimi anni in Italia, puntando maggior attenzione sulla situazione in cui versano le grandi città, dove il fenomeno è sicuramente più diffuso (in media un furto ogni due minuti) e quindi l’aumento dei furti risulta più rilevante. In base ai dati raccolti, in Italia l’incremento maggiore è stato registrato a Bologna (+32,3%), seguita da Milano (31%), Torino 828,2%) e Roma (27,3%). Secondo quanto riportato dall’associazione, l’aumento dei furti in casa è del 21% rispetto al 2013: questo significa che si verificano 25 furti al giorno, con una media di 80 abitazioni ogni 1000. Inoltre, durante il periodo estivo, il lavoro dei ladri raggiunge picchi rilevanti, soprattutto se pensiamo a tutte le case, alle ville o agli appartamenti che rimangono vuoti ed incustoditi per giorni o mesi durante i soggiorni fuori città per le vacanze estive.

    Considerando anche questo aspetto, vi mostriamo il decalogo stilato da Confabitare per difendersi nel modo migliore i propri beni:

    Quando si lascia la propria abitazione è bene non lasciare in nessun caso oggetti di valore all’interno: che siano soldi o gioielli, bisogna tenerli in un luogo sicuro, magari anche in una cassetta di sicurezza all’interno di una banca. Chiudere tutti gli accessi, quindi di qualsiasi porta, finestra, terrazza, cortile, garage e quant’altro presente all’interno e all’esterno della casa. Se la casa è dotata di un sistema di antifurto, controllare che sia acceso e ben funzionante prima della partenza.

    Inoltre, nell’era dei social networks, spesso ci capita di vedere post, video o foto di persone che comunicano una partenza imminente, di essere in un luogo lontano dalla residenza, o anche di vedere immagini che ritraggono l’interno di una casa oppure determinati oggetti di valori. Niente di più dannoso, in quanto si forniscono ad un pubblico illimitato delle informazioni che a un malintenzionato fanno sicuramente gola. Quindi, è bene non segnalare mai su Facebook, Twitter, Instagram e via dicendo il proprio periodo di assenza! Ovviamente, lo stesso vale se si incontra un estraneo, al quale non si dovrà comunicare il periodo in cui si lascerà l’abitazione incustodita.

    Mai lasciare messaggi registrati nella segreteria telefonica in cui si forniscono informazioni sulla propria partenza. È consigliabile mettersi d’accordo con il vicino di casa, con un amico fidato o con un parente per assicurarsi che, nel caso in cui si dovesse verificare un’effrazione, rumori sospetti o movimenti ambigui nei pressi dell’abitazione, chiami la Polizia per un intervento tempestivo. Inoltre, se l’assenza è breve, è auspicabile lasciare una luce accesa, fingendo in tal modo che dentro ci sia qualcuno. È consigliabile altresì di non far accumulare la posta nella cassetta delle lettere, in quanto ciò porterebbe un eventuale ladro ad intuire la vostra assenza (in questo caso si può chiedere ad un vicino e al portiere di ritirarla).

    Infine, se tornando a casa trovate la porta socchiusa, non bisogna mai entrare perché i ladri potrebbero essere ancora dentro e farvi del male: la prima cosa fare è chiamare immediatamente subito il 112 o il 113 per avere l’intervento delle forze dell’ordine.

    Furti in casa: il consigli di Confabitare per evitarli
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  • Sistema d’allarme a fibra ottica: caratteristiche

    31 luglio 2018 • Antifurti1 Commento

    Se si desidera proteggere la propria casa, la propria attività commerciale o la propria azienda dalla eventuale intrusione di ladri o di malintenzionati, ad oggi dotarsi di un buon sistema di allarme rappresenta la soluzione migliore. Per migliorare la sicurezza in casa o in ufficio, infatti, ci si può affidare alla tecnologia più avanzata: se si pensa che già la sola presenza in casa o in un negozio di un sistema di allarme è utile a scoraggiare le effrazioni da parte di malviventi, risulta prioritario scegliere un antifurto efficiente, calcolando nel modo migliore la qualità del prodotto in relazione al suo prezzo. L’obiettivo di questo articolo è infatti quello di aiutare le persone nella ricerca dell’impianto di allarme ideale in base alle loro specifiche esigenze di sicurezza, elaborando un approfondimento sul sistema di allarme a fibra ottica.

    Questo tipo di sistema, utilizzato soprattutto nell’ambito della protezione perimetrale, è capace di rilevare i tentativi di intrusione esterna (sfondamento o scavalcamento di una recinzione ecc..), e i casi di introduzione e attraversamento tramite il muro. L’allarme a fibra ottica si basa su due aspetti principali: la sollecitazione meccanica che è possibile attivare sulla fibra ottica; l’interruzione del circuito al quale sono collegati gli averi da difendere. È importante sottolineare che la fibra ottica è sensibile alle vibrazioni, ai tagli, alle pressioni e ai movimenti, in quanto questi aspetti portano ad una alterazione della trasmissione della luce all’interno della stessa. Inoltre, per poter rilevare la differenza tra il raggio di luce inviato ed il raggio di luce ricevuto, è possibile utilizzare uno speciale analizzatore, il quale si basa sugli algoritmi software.

    I sistemi di allarme a fibra ottica vengono gestiti da una centrale alla quale vengono connesse le periferiche, nonché da un software che visualizza i segnali, li memorizza su file e parametrizza il sistema. Altro aspetto importante da sottolineare è il fatto che la fibra ottica è in grado di garantire immunità, accuratezza nella rilevazione, estendibilità e indipendenza. Il sistema è senza dubbio sofisticato e capace di discriminare i segnali che si creano per via degli agenti atmosferici da quelli che si realizzano a causa di una reale violazione della proprietà posta sotto controllo. Un sistema di allarme in fibra ottica è inoltre indipendente, in quanto non ha bisogno di alimentazione in campo: quest’ultimo aspetto permette che, nel caso si verifichi un taglio, non si palesi il rischio di deflagrazioni oppure di pericolose scintille.

    E’ utile puntare l’attenzione anche sul fatto che i parametri di rilevazione possono essere personalizzati e quindi anche ottimizzati in base alle specifiche esigenze dell’utente, proprio perché il sistema può essere istruito e quindi è capace di memorizzare situazioni simulate durante la fase di taratura, per poi riconoscerle in eventi futuri. Si tratta dunque di un sistema pratico, intuitivo ed indicato soprattutto per le recinzioni perimetrali e per i pannelli fotovoltaici, proprio perché, come detto sopra, non risente delle atmosfere corrosive, della variazione della temperatura esterna e delle eventuali perturbazioni ambientali che a livello elettromagnetico risultano saturi.

    Sistema d’allarme a fibra ottica: caratteristiche
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