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  • Gli impianti d’antifurto via radio sono dannosi per la salute?

    18 Luglio 2019 • Senza categoriaNessun commento

    Sono molti gli utenti a chiedersi se in caso di impiego di sistemi di allarme via radio (senza fili) per proteggere la propria abitazione da ladri e malintenzionati, si possa verificare inquinamento elettromagnetico, e quindi se le onde radio emesse dalla centrale e dai sensori dell’impianto di antifurto siano nocive per la salute di chi vi è a contatto. In realtà è bene rimarcare che non vi è nessuna radiazione dannosa per la salute delle persone in caso di installazione di sistemi di allarme wireless, poiché la potenza della trasmissione è notevolmente bassa e i sensori dialogano con la centrale soltanto per motivi di controllo e nel caso in cui si verifica un evento anomalo. I sistemi di sicurezza senza fili funzionano su frequenze radio e con modalità di trasmissione autorizzate dall’ETSI, ovvero l’European Telecommunications Standards Institute, l’organismo ufficiale, internazionale, indipendente e senza scopo di lucro responsabile della determinazione e dell’emissione di standard in tutta Europa nel settore delle telecomunicazioni. È importante ribadire, inoltre, che la trasmissione radio non è affatto continuativa, in quanto un sensore trasmette dati alla centrale d’antifurto soltanto nel caso in cui rileva una situazione d’allarme; pertanto si verifica una esposizione trascurabile e ridotta nel corso del tempo.

    Ricapitolando, un sistema di antifurto wireless, anche se costituito da numerosi elementi, non costituisce alcun rischio per la salute degli utenti. Erroneamente molti cittadini pensano che tali apparecchiature irradiano onde radio tali da tramutare le nostre case in veri e propri forni a microonde, ma la verità è lontana da questo luogo comune. Innanzitutto va specificato che la regolamentazione in fatto di leggi obbliga che la potenza erogata dalle diverse periferiche (ovvero i contatti per le porte e le finestre o ancora i sensori che rilevano la presenza di oggetti o persone ecc.), non debba superare i 10 milliwatt: pertanto, per fare un esempio concreto ed alla portata di tutti, parliamo di una cifra di circa 200 volte inferiore alla potenza emessa da uno Smartphone.

    Inoltre va spiegato anche che gli apparecchi che sfruttano la tecnologia via radio funzionano grazie alle batterie, per cui da parte di chi progetta ci deve essere la responsabilità di limitare al minimo i consumi dei dispositivi per evitare all’utente continui e frequenti interventi per la manutenzione. Per questo motivo la trasmissione da parte delle periferiche si verifica per un tempo di due o tre secondi e soltanto quando sono realmente in allarme. Di conseguenza la tossicità per gli esseri umani è praticamente pari a zero, anche se si considera il fatto che, diversamente dal telefono cellulare, questi apparecchi sono molto più lontani dal corpo.

    Infine, è bene specificare che, sia per ciò che concerne l’esposizione che la potenza, non ci si avvicina neanche un po’ a un livello come quello del WI FI oppure dei trasmettitori per telefoni cellulari. Infatti, basta pensare al fatto che se usiamo il nostro Smartphone per circa quattro minuti, ci esponiamo ad una potenza di trasmissione di molto superiore a quella di un sistema di allarme wireless in un intero anno.

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  • Impianti di Videosorveglianza domestici: i più economici

    06 Settembre 2018 • Videosorveglianza1 Commento

    Dotarsi di un buon sistema di telecamere è il modo più efficiente e facile per proteggere la propria abitazione. Ad oggi, sul mercato, esistono svariate tipologie di impianti per la videosorveglianza che cambiano per costo, funzioni e caratteristiche, grazie ai quali è possibile controllare e monitorare l’ambiente domestico ventiquattro ore su ventiquattro: un modo funzionale e sicuro per prevenire le eventuali azioni criminose da parte di malintenzionati, anche quando siamo lontani da casa. A questo punto è bene saper scegliere il giusto impianto di videosorveglianza rispettando le proprie esigenze sia in termini di qualità che di spesa economica.

    La realizzazione di un impianto di videosorveglianza completo, richiede l’unione di diversi elementi (dispositivi, accessori e apparecchi vari): ciò non vuol dire necessariamente spendere una fortuna, in quanto nell’era contemporanea, le videocamere analogiche “Entry Level” sono disponibili a costi accessibili senza per questo risultare di bassa qualità, anzi. Se la vostra idea è quella di avere una videosorveglianza basic, un dispositivo entry level è la scelta ottimale dal punto di vista economico. In tutti i casi, se nel corso del tempo si volesse alzare il livello di sicurezza, si può tranquillamente attuare il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale.

    Esistono anche dispositivi più economici, come le telecamere IP, grazie alle quali si può risparmiare sull’acquisto di monitor e di videoregistratori; si tratta di un tipo di videocamera che crea in segnale video in forma digitalizzata per la trasmissione diretta sulla rete dati. È bene sottolineare che un piccolo impianto per uso domestico non necessita di un monitoraggio ventiquattro ore su ventiquattro come invece accade magari all’interno di un ambiente aziendale, in quanto si serve di un numero irrisorio di telecamere. Detto ciò si può optare per due diverse tipologie di telecamera: le analogiche o le digitali. Vediamo insieme i pro e i contro di entrambe:

    Le analogiche richiedono cavi coassiali, UTP o a fibre ottiche; inoltre necessitano di un DVR (Digital Video Recorder) per poter archiviare le immagini generate dalle telecamere, e di un monitor per la visualizzazione delle stesse. Le telecamere digitali, invece, hanno un costo lievemente superiore ma al contempo fanno risparmiare sull’acquisto di videoregistratori e monitor. Hanno una risoluzione migliore rispetto alle telecamere analogiche, possono essere collegate al personal computer o Tablet e consentono di visualizzare le immagini anche da remoto tramite la semplice connessione web. Per spendere ancora meno si può optare per l’acquisto di un kit per la videosorveglianza: si tratta di un equipaggiamento completo ed affidabile dotato di tutti gli elementi necessari per la realizzazione fai da te di un piccolo ma efficace impianto per la propria abitazione.

    I costi di un impianto per la videosorveglianza da installare in ambiente domestico, dunque, risultano accessibili, mentre si sale di prezzo per quelli specifici per l’area esterna, in quanto i prodotti per esterno necessitano di determinate caratteristiche: parlando delle telecamere, ad esempio, queste ultime devono essere dotate di specifiche protezioni dagli agenti atmosferici, nonché di sensori che lavorano anche in condizioni di scarsità o assenza di luce.

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