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La tua guida ai sistemi di allarme

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  • Le centrali antifurto a doppia frequenza sono sicure?

    18 Maggio 2019 • Senza categoriaNessun commento

    Le centrali antifurto senza fili possono essere chiamate in diversi modi, come wireless o anche via radio. In commercio si possono trovare centrali antifurto a doppia frequenza che usano canali molto vicini, ma della stessa banda, ad esempio questo avviene nella 433 MHz. Ciò è possibile poiché la banda è abbastanza grande per dare sostegno a più canali di trasmissione, ma in realtà un tale sistema è soggetto più facilmente al jamming. Per jamming intendiamo l’oscuramento della frequenza attraverso una portante in grado di impedire alla centrale di ascoltare un allarme proveniente da una periferica.

    Certo, è assolutamente vero che causare un jamming non è una cosa alla portata di tutti. Per causarlo, ladri e detrattori dei sistemi via radio hanno bisogno di una certa capacità tecnica di trasmissione in radio frequenza e di apparecchiature abbastanza costose. Non solo, perché bisogna anche essere “fortunati”: per mettere in atto un jamming, c’è bisogno dell’orientamento del TX, oltre al fatto che, se la centrale è dotata di funzione antimanomissione, è in grado di accorgersi della saturazione della banda in ascolto, e quindi va in allarme manomissione.

    In ogni caso, la cosa migliore resta sempre non rischiare. Per questo, vi consigliamo di optare per una centrale antifurto a doppia frequenza in grado di trasmettere sulle frequenze 433 MHz e 868 MHz. Questo accorgimento è l’unico vero investimento in fatto di sicurezza via radio.

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  • Sistema antifurto: come acquistarlo di qualità?

    24 Marzo 2019 • Antifurti, Senza categoriaNessun commento

    A determinare la sicurezza e l’affidabilità di un impianto antifurto possono essere numerosi fattori. Innanzitutto, la progettazione e una corretta installazione, insieme a componenti di buona qualità, possono fare la differenza, evitare inutili falsi allarmi e garantire un funzionamento affidabile.

    Sono tante le persone che non riescono ad individuare la causa dei falsi allarmi. Le cause possono essere diverse: da una regolazione sbagliata ad una installazione scorretta. Spesso, però, è la scarsa qualità del materiale acquistato a causare questi disagi.

    Infatti, non è difficile trovare in giro antifurto realizzati in Cina oppure con componenti cinesi. Non possiamo, però, generalizzare tra tutti i prodotti e, soprattutto, la valutazione deve essere fatto nel complesso dell’impianto. Ci sono, però, alcuni consigli da seguire per acquistare un buon sistema antifurto per l’abitazione:

    1. se acquistate online, accertatevi come prima cosa che l’azienda abbia una reale sede fisica e che vi assicuri un’assistenza pre e post vendita;
    2. un’attività ed un’azienda longeva può essere indice di affidabilità;
    3. attenzione a prezzi eccessivamente bassi: alcuni componenti possono essere particolarmente economici, come i contatti magnetici o i sensori tapparella, ma altri, come una centralina antifurto, per essere di qualità non possono costare sotto i 70/80 euro.
    4. i prodotti devono avere il marchio CE e una garanzia di almeno due anni.

    State, pertanto, attenti a chi vuole fare il furbo. Non si gioca con la sicurezza, né vostra né quella della vostra famiglia!

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  • Manutenzione di sistema antifurto: cosa fare

    08 Gennaio 2019 • Antifurti, Senza categoriaNessun commento

    Chiunque abbia un allarme antifurto si sarà certamente prima o poi trovato a porsi questa domanda: ogni quanto devo cambiare le batterie del mio sistema antifurto? Oggi vi chiariamo ogni dubbio.

    In primo luogo, non è possibile rispondere a questa domanda in maniera univoca. Il primo aspetto da prendere in considerazione è la differenza tra il tipo di antifurto. Nel caso in cui avessi un sistema antifurto via filo, devi controllare e sostituire solo alcune batterie. Parliamo di quelle della centrale e delle eventuali sirene autoalimentate. Nel caso di sistema filare, una manutenzione ogni circa 3/4 anni potrebbe essere sufficiente. Si tratta, però, di un tempo molto indicativo: in questo tipo di sistema influisce molto la grandezza dell’impianto.

    Quando, invece, parliamo di un antifurto wireless, ossia quelli via radio, le batterie da controllare sono anche quelle dei sensori. E, in questo caso, le batterie vanno vanno cambiate molto più frequentemente: circa ogni anno, anno e mezzo.

    Il controllo, qualunque sia il sistema, bisogna che sia regolare e preciso. Nei sistemi di antifurto filari, le batterie intervengono quando manca la corrente elettrica, che può avvenire sia perché c’è stata un’interruzione involontaria sia perché si è verificato un sabotaggio. Non è difficile capire che, se le batterie non dovessero risultare cariche e pronte a fronteggiare il problema, il sistema antifurto si rivelerebbe praticamente inutile. In un sistema wireless, invece, la funzione delle batterie è ancora più centrale. Infatti, non cambiare le batterie ai sensori volumetrici corrisponde a non averli installati affatto.

    In conclusione, per usufruire di un sistema di sicurezza davvero efficiente e affidabile, un antifurto non può bastare. Infatti, quello che non può mancare una manutenzione costante!

    Manutenzione di sistema antifurto: cosa fare
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  • Furto in abitazione da oltre 5 milioni di euro

    29 Novembre 2018 • Senza categoria2 Commenti

    Parliamo di un furto storico, un vero e proprio record in quanto si tratta di uno dei colpi più consistenti mai messo a segno nel corso degli ultimi anni. Il valore ipotizzato (in quanto la cifra potrebbe essere anche maggiore) si aggira attorno ai 5 milioni di euro; il fatto di cronaca è avvenuto nella notte a cavallo tra il 19 ed il 20 settembre del 2015, ai danni di alcuni ex industriali residenti nella città di Torino, all’interno dello stabile situato in Via Giolitti. All’interno della cassaforte, nella quale erano serbati i preziosi e i vari ricordi di famiglia, erano presenti anche alcuni gioielli molto rari risalenti alla fine dell’Ottocento e agli inizi del Novecento. Alcuni di questi oggetti di inestimabile valore erano stati realizzati da maestri orafi milanesi e veneti nell’800, così come le parure e i bracciali con smeraldi, diamanti e rubini. La cassaforte era occultata all’interno di una parete nascosta con un doppio fondo (soltanto pochissimi familiari, oltre ai domestici, conoscevano il luogo in cui era nascosto il forziere con tutti i suoi tesori).

    Per quanto riguarda le indagini, la proprietaria, una donna di 62 anni, aveva presentato la denuncia quel fine settimana, mentre si trovava fuori città per passare dei giorni nella tenuta in campagna. Inoltre nessun inquilino dichiara di aver sentito rumori particolari o di aver percepito qualche circostanza ambigua. Probabilmente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i ladri sono stati informati da qualcuno sulle abitudini della proprietaria e, soprattutto, sui suoi movimenti.

    I malviventi sono riusciti a scassinare la porta di ingresso, insieme alla cassaforte ed al sistema di allarme, il tutto senza lasciare alcuna traccia, nessuna impronta o segno di effrazione. Un furto sicuramente ben studiato ed attuato da veri professionisti. In base a quanto dichiarato dagli investigatori, alla manovra avrebbero partecipato in quattro, il tutto concentrandosi sulla cassaforte senza al contempo considerare di rubare altri oggetti preziosi di cui la casa era piena. Per introdursi nella porta di ingresso hanno usato i doppioni delle chiavi, o comunque determinati attrezzi utili per duplicare le chiavi originali. Ancora da chiarire se i malviventi sono passati dalla porta di ingresso principale o se si sono calati dai balconi vicini. L’aspetto più eclatante è che questi ladri siano riusciti a sfuggire al sistema di allarme e a bypassare il problema della combinazione della cassaforte.

    Per quanto concerne la pista, gli investigatori hanno sentito uno ad uno sia i familiari che i domestici, proprio per cercare il maggior numero di informazioni e contingenze anomale verificatesi nei giorni procedenti al colpo. Ovviamente, la refurtiva in questione non può trovare mercato attraverso i tradizionali canali di ricettazione, proprio perché il rischio di rivendere determinati gioielli catalogati e realizzati apposta per i membri della famiglia sarebbe troppo alto. Questa specifica tipologia di colpo suggerisce invece la pista del furto su commissione, magari proprio da parte di collezionisti d’oltralpe particolarmente interessati all’arte orafa del nostro Paese.

    Furto in abitazione da oltre 5 milioni di euro
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  • Impianti allarme via cavo o via radio: quale scegliere?

    17 Settembre 2017 • Senza categoriaNessun commento

    Gli elementi principali di un sistema di antifurto sono una centrale, una sirena e i sensori, i quali devono operare tra loro attraverso i cavi o le onde radio. La scelta tra un impianto via cavo o via radio è fondamentale per chi intraprende un viaggio allʼinterno del mondo degli antifurto. Un primo elemento che aiuta a sciogliere i dubbi tra i due sistemi di antifurto è la presenza allʼinterno della casa della predisposizione. Qualora la casa fosse dotata di predisposizione è preferibile un antifurto via cavo, ma se non ci fossero le condizioni per creare una predisposizione lʼantifurto via radio è lʼopzione più veloce. Il sistema via cavo esige tempistiche più ampie per l’installazione, ma nel lungo periodo non ci saranno batterie da sostituire.

    Grazie alle innovazioni degli ultimi anni i sistemi antifurto via cavo e via radio si equivalgono in quanto ad affidabilità e sicurezza, non ci sono più infatti i problemi di interferenze radio, occultamento delle frequenze e altre problematiche.

    Nel sistema di allarme con fili si trova un cablaggio del sistema che unisce tra loro tutti i rilevatori di movimento direttamente alla centrale, come porte, finestre, e contatti, eliminando quasi totalmente la possibilità di falsi allarmi. Questi sistemi presentano una forte compatibilità con altri dispositivi e accessori presenti nellʼabitazione. Le batterie degli elementi da cui è composto, come la centrale e la sirena, non devono essere cambiate frequentemente, poiché hanno una resistenza anche di dieci anni, richiedono dunque una minore manutenzione. I costi di installazione sono più alti rispetto ai sistemi via radio, a causa del posizionamento dei fili e spesso non è possibile intervenire nel punto della casa desiderato. In secondo luogo i fili sono soggetti a maggiore possibilità di manomissione e usura, ciò rende meno sicuro il prodotto.

    I kit fai da te sono in maggioranza via radio, poiché installabili in maniera più facile e rapida, non necessitano di opere di muratura, non ci sarà bisogno infatti di creare tracce sui muri e inserire canaline ed è possibile collocarli anche dove non è presente la corrente elettrica. I Kit completi di ultima generazione sono dotati di centralina di allarme con un supporto GSM, SMS e per una ulteriore sicurezza si possono collegare alla linea fissa di casa e sono gestibili in remoto con i cellulari.

    Lo svantaggio dei sistemi antifurto via radio è quello del frequente ricambio delle batterie, che sono le uniche fonti di alimentazione, ma è unʼoperazione attuabile in autonomia senza necessità di assistenza tecnica. I kit via cavo sono la soluzione ottimale per chi cerca un buon prodotto per la protezione di piccoli spazi o case, per via dei prezzi particolarmente accattivanti. I sistemi via radio sono più costosi rispetto a quelli con filo.

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