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  • Videosorveglianza e Privacy: adempimenti e sanzioni

    27 Maggio 2019 • Fisco e leggiNessun commento

    La regolamentazione per gli impianti di videosorveglianza è illustrata all’interno del Provvedimento in materia dell’8 aprile 2010, emanato dal Garante della Privacy. Tale provvedimento sostituisce quello del 2004, in vista dell’aumento considerevole, negli anni, dell’uso di questi impianti di sicurezza da parte di soggetti sia pubblici che privati. I filmati ripresi, servendosi di sistemi per la videosorveglianza, fanno parte della categoria dei dati personali; pertanto, chi utilizza tali impianti, deve obbligatoriamente conformarsi al Codice in materia dei Dati Personali, in cui vengono riportate anche le eventuali sanzioni a carico di chi risulta inadempiente.

    Per quanto riguarda gli adempimenti, il principio fondamentale riguarda il fatto che chiunque decida di installare un impianto per la videosorveglianza, debba necessariamente segnalarne la presenza, in quanto qualsiasi persona entri nella zona interessata dalle riprese sappia della presenza delle telecamere ancor prima di accedere nel raggio di ripresa. Tale avviso va effettuato attraverso l’esposizione di specifici cartelli da posizionare in a ridosso dell’ambiente interessato per essere ben visibili. Nell’eventualità in cui gli impianti di videosorveglianza restino attivi anche di notte, i cartelli vanno illuminati in modo opportuno. Tali cartelli devono riportare anche un simbolo stilizzato, ovvero di facile comprensione, che specifichi l’utilizzo delle telecamere, il nominativo di chi ha accesso alla strumentazione ed alla visualizzazione dei filmati ripresi, ed un rimando anche all’informativa, ossia all’articolo 13 del Codice in Materia dei Dati Personali.

    Per quanto riguarda le riprese realizzate per scopi di controllo dell’ordine pubblico, di prevenzione di atti vandalici e di sicurezza sui luoghi di lavoro, vi è un’eccezione, in quanto tali situazioni non rispondono all’obbligo della segnalazione. Solitamente, per poter installare un impianto per la videosorveglianza, non c’è bisogno dell’approvazione del Garante della privacy; in tale contesto, però, fanno eccezione tutte le circostanze nelle quali vi è il rischio di ledere i diritti, le libertà fondamentali e la dignità delle persone riprese. Per esempio, necessitano di accertamento preliminare gli impianti che sfruttano quelle tecnologie capaci di captare i dati biometrici, di rilevare specifici eventi o condotte anomale, o di identificare in maniera automatica un individuo sulla base delle immagini registrate.

    Per ciò che concerne la notifica al Garante della Privacy, essa si realizza soltanto nelle situazioni elencate nell’articolo 37 del Codice sui Dati Personali da applicare al settore della videosorveglianza, ossia quelle nelle quali si rilevano i dati biometrici dei cittadini ripresi o la loro determinazione geografica. Inoltre, la conservazione delle immagini generate dalle telecamere non deve superare le 24 ore; soltanto in condizioni specifiche, in cui esiste un alto fattore di pericolo (per esempio nelle banche o nei musei), si può arrivare ad una durata massima di sette giorni. Nel caso in cui vi sia la necessità di conservare le immagini più a lungo, risulterà necessaria l’accertamento preliminare del Garante della Privacy. Secondo quanto previsto nel Codice sui Dati Personali, il titolare deve inoltre predisporre determinate misure di sicurezza per evitare la perdita, la distruzione o l’accesso illecito alle immagini generate dalle telecamere di videosorveglianza, nonché il loro uso per obiettivi non in linea con le finalità previste.

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  • Videosorveglianza nel parcheggio condominiale

    02 Maggio 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Capita di frequente che gli spazi condominiali siano oggetto di problematiche di vario genere legate ai furti, alle azioni di vandali e ad altri spiacevoli inconvenienti con i quali i condomini si trovano spesso a fare i conti, ed è proprio per queste ragioni che, generalmente, durante le riunioni di condominio, si decida di fornire l’area condivisa di sistemi per la videosorveglianza. Ovviamente, i vantaggi degli ambienti sottoposti alla videosorveglianza sono elevati, in quanto i residenti, unendo le forze e sostenendo ciascuno una spesa di fatto ragionevole, riescono ad ottenere un notevole ritorno in termini di qualità e sicurezza. Se pensiamo al parcheggio del condominio, le automobili in generale e soprattutto quelle che hanno un costo elevato, rischiano quotidianamente di essere danneggiate o rubate, sia per incuria che per azione volontaria; in questo contesto, grazie alle telecamere di videosorveglianza, si potranno non solo monitorare e quindi proteggere le aree soggette a questi rischi, ma soprattutto chi commette furto o danneggiamento dovrà necessariamente prendersene la responsabilità e pagarne le conseguenze.

    In tale panorama, uno dei più grandi ostacoli da sorvolare in caso di videosorveglianza nell’ambito di un parcheggio condominiale, è quello delle norme previste nella Legge sulla Privacy: è proprio il garante della privacy ad avere il compito di individuare il labile equilibrio fra il rispetto del diritto alla privacy dei cittadini e la necessità di sicurezza in determinati luoghi. In poche parole, questa figura ha predisposto delle regole da seguire obbligatoriamente nel caso in cui si decida di approntare un impianto di videosorveglianza in uno spazio pubblico, in quanto si tratta di un ambiente che, a differenza delle mura domestiche, è condiviso con molti altri individui; un esempio in questo senso è dato da un parcheggio condominiale: pertanto vanno seguite attentamente le norme sulla privacy, così da non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge italiana.

    La questione Privacy, nel settore della videosorveglianza, rappresenta una tematica controversa e di grande attualità, in quanto nel nostro Paese il processo di ripresa e di registrazione dei video generati dalle telecamere è oggetto di un regolamento molto ferreo sorretto da diverse leggi, nate con un duplice scopo principale: informare gli utenti che vengono ripresi, rivelare quale sia la motivazione del trattamento delle immagini e chi ne sia il responsabile. Nel caso della videosorveglianza nel parcheggio di condominio, essendovi soltanto eventuali visitatori e condomini da tutelare in fatto di privacy, si dovranno seguire due regole fondamentali, che riguardano l’aspetto dell’informazione e del trattamento dei dati.

    Secondo quanto previsto dalle normative vigenti nell’ambito dell’informazione, bisogna esporre uno specifico cartello in prossimità del parcheggio sorvegliato: questo cartello deve riportare la dicitura “Area Videosorvegliata”, volta ad informare i cittadini che si apprestano ad entrare nel parcheggio che tutto ciò che faranno verrà sottoposto alla registrazione della telecamera. La seconda regola riguarda il trattamento dei dati, pertanto tutte le registrazioni delle telecamere dovranno essere obbligatoriamente cancellate al massimo 24 ore dopo l’avvenuta registrazione, e potranno essere mantenute in archivio soltanto per eventuali motivi di sicurezza previa autorizzazione degli organi preposti.

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