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La tua guida ai sistemi di allarme

Sistemi


  • Domande sui sistemi d’antifurto senza fili

    Buongiorno,

    mi chiamo Roberto e ti scrivo dal mio appartamento a Torino perché è un po’ di tempo che sto pensato di installare un piccolo sistema di antifurto per proteggere al meglio l’abitazione in cui risiedo, e mi piacerebbe avere un tuo parere in merito. Non sono pochi i furti che si sono verificati nell’ultimo periodo nel mio quartiere, pertanto sono convinto che non possono più aspettare! Facendo una ricerca su internet ho trovato la descrizione di diversi kit di allarme caratterizzati dai sensori via radio (quindi wireless, senza fili) e da un telecomando per poter gestire comodamente sia l’attivazione che la disattivazione del sistema.

    A questo punto la mia domanda è la seguente: nel caso in cui disgraziatamente perdessi il telecomando, darei l’accesso facile ad eventuali ladri e malintenzionati nel mio appartamento?

    Inoltre i sensori wireless possiedono al loro interno delle batterie per l’alimentazione? E se sì, necessitano di una manutenzione specifica e molto frequente per il loro funzionamento?

    Spero tu possa chiarirmi tutti i dubbi, so che possono sembrare delle domande alquanto banali, ma per me che mi avvicino per la prima volta a questo mondo sono molto importanti per poter fare la scelta giusta ed evitare di sprecare tempo e denaro. Aspetto un tuo consiglio e nel frattempo ti faccio i complimenti per questo blog, sempre interessante ed aggiornato!

    Grazie mille

    Roberto

    Buongiorno Roberto,

    grazie a te per i complimenti e per aver scelto questa piattaforma per trattare questo argomento, che sono sicuro interesserà più di un lettore. Allora, certamente se perdi il radiocomando o la chiave elettronica di antifurto, purtroppo chiunque li trovi potrà introdursi all’interno di casa tua, sapendo ovviamente il luogo esatto in cui è collocata. Detto ciò, non tutto è perso, in quanto esistono due modi per evitare queste spiacevoli e rischiose circostanze:

    – usare una chiave elettronica di antifurto, così da poter riprogrammare le altre chiavi ed eventualmente inibire quella che hai smarrito per evitare che possa finire nelle mani sbagliate ed essere utilizzata dai malintenzionati per introdursi indisturbati.

    – usare una tastiera (che può essere situata sia all’interno che all’esterno dell’abitazione in base alle esigenze) per l’attivazione e la disattivazione dell’allarme attraverso l’inserimento di un codice segreto che può essere numerico o alfanumerico in base al tipo di impianto di antifurto installato.

    Per quanto riguarda la prima situazione descritta, si potranno riprogrammare direttamente dalla centrale le altre chiavi (ovviamente si tratta di una manovra da non fare e rifare tutti i giorni, ma soltanto in caso di necessità). Per ciò che concerne il secondo caso, non sarà necessaria nessuna chiave, poiché basterà digitare un codice segreto per risolvere il problema direttamente alla radice.

    Invece, per il discorso dei sensori senza filo, senza dubbio questi ultimi sono forniti di una batteria per l’alimentazione, generalmente al litio, che dura di norma all’incirca dai due ai quattro anni. Infine, per rispondere alla tua ultima domanda, ti dico che i sensori via radio non hanno bisogno di alcuna manutenzione straordinaria, oltre all’ovvia sostituzione delle batterie quando necessario.

    Domande sui sistemi d’antifurto senza fili
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  • Domotica: come migliorare la qualità della vita in casa

    21 Aprile 2019 • AntifurtiNessun commento

    Attraverso questo articolo parleremo degli impianti di antifurto integrati in un sistema di domotica, e di come tale reciprocità possa aiutarci ad aumentare la nostra qualità di vita. Prima di tutto capiamo insieme che cos’è la domotica: con questo termine si indica il collegamento e l’unione della tecnologia (o anche dell’informatica) alle applicazioni domestiche dell’abitazione, sia nella normale quotidianità che nelle situazioni più complesse.

    Lo scopo principale della domotica, dunque, è quello di facilitare ed agevolare la vita delle persone in casa: pensiamo ad esempio al riscaldamento, che si avvia dallo Smartphone nel momento in cui si sta tornando nell’abitazione, evitando in tal modo la temporizzazione automatica che a volte non corrisponde con il rientro in casa. Poter avviare la caldaia con il proprio cellulare a distanza vuol dire trovare l’abitazione calda al rientro, e diminuire anche i consumi quando si rientra tardi o non si torna per niente.

    Facciamo un altro esempio: un impianto di domotica molto usato sta nel chiudere in modo automatico tutte le tapparelle nel momento in cui si esce dall’appartamento e chiudere simultaneamente le luci. È indubbio che queste funzionalità possano aumentare il comfort, la sicurezza e la qualità della vita in casa (non è un caso che la domotica venga indicata anche come “casa intelligente”). Un sistema di domotica, inoltre, si può integrare in qualunque abitazione, ed è volto ad automatizzare i vari apparecchi già presenti in casa, come ad esempio le tapparelle, il cancello, la caldaia, le luci, gli elettrodomestici, il sistema d’allarme e così via.

    In sostanza tutti gli apparecchi vengono integrati sotto una sola centralina domotica: l’unità centrale rappresenta il cervello dell’impianto, il quale gestisce tutti gli elementi collegati. Il software dell’unità centrale si può installare in un computer, o in alternativa si trova già installato in centrali di domotica indipendenti. L’aspetto fondamentale di un sistema di domotica è rappresentato dalla sua interfaccia, la quale deve essere chiara, facile ed intuitiva per assicurare la corretta fruibilità per tutti gli abitanti della casa. Spesso, quando si parla di domotica, molti pensano al lusso inaccessibile, ma si sbagliano, in quanto i prodotti di questo settore non hanno prezzi inaccessibili, in special modo se si riflesse su quanto riescano ad assicurare determinati servizi utili sia in casa che a chilometri di distanza.

    Sul mercato dei prodotti per la sicurezza, esistono diverse espansioni domotiche per gli impianti sistemi di antifurto: parliamo di moduli che, se collegati alla centrale d’allarme, sono in gradi di integrare altri dispositivi come per esempio le luci, gli elettrodomestici e così via. Tali moduli sono facili da usare e a basso costo; inoltre, una volta uniti, consentono la gestione degli apparecchi dal telecomando o dalla tastiera dell’antifurto, oppure dallo Smartphone con un messaggio, o ancora dal modulo di domotica stesso.

    Infine, è importante sottolineare che bisogna diffidare da chi suggerisce di sostituire la vostra centrale d’allarme con un nuovo sistema totalmente domotico, in quanto le centrali di antifurto migliori vengono già predisposte per essere interfacciate con moduli di domotica da qualche centinaia di euro. Se al contrario volete rifare il sistema di antifurto, oggigiorno tutti i marchi più famosi si occupano già di sistemi di domotica nativi.

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  • Videosorveglianza: realizzazione con i Kit

    08 Marzo 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Progettare e creare un sistema di videosorveglianza sia per utilizzo domestico che commerciale, rappresentava in passato un settore specifico rivolto quasi esclusivamente ad un gruppo circoscritto di addetti ai lavori. Attualmente, per via di una rilevante semplificazione sia dell’installazione che della gestione dovuta al progresso delle tecnologie e alla notevole competitività del settore, non solo si sono ridotti di molto i costi dei prodotti per la sicurezza ma vi è la possibilità anche per un privato cittadino di creare autonomamente il proprio sistema per la videosorveglianza. Realizzare la videosorveglianza tramite l’acquisto dei kit fai da te è oggigiorno diventata molto diffusa: vediamo insieme nel dettaglio le tecnologie e i diversi modelli che consentono all’utente di creare da solo un impianto TVCC completo.

    Prima di tutto va fatta una chiara distinzione tra gli impianti di videosorveglianza proposti in commercio e le tecnologie usate dagli stessi. Gli impianti tradizionali si basano sull’uso di telecamere analogiche e di videoregistratori Digital Video Recorder, o su schede di acquisizione che consentono la gestione dei canali con funzioni di accesso attraverso il web o a distanza, il tutto tramite collegamenti standard attraverso il cavo coassiale ed il connettore BNC. Gli impianti del tutto digitali, al contrario, usano primariamente le telecamere IP digitali, le quali già consentono la trasmissione del segnale video attraverso cavo di rete sul protocollo di tipo TCP/IP. I moderni sistemi per la videosorveglianza, generalmente, rappresentano delle soluzioni ibride, in quanto abbinano tecnologie diverse per ottenere un buon compresso tra la qualità della trasmissione dei flussi video, la stabilità, la sicurezza, la flessibilità, la scalabilità del sistema, l’efficacia ed i costi.

    Lasciando da parte l’attuazione di sistemi per la videosorveglianza di grandi dimensioni a cura di fornitori ed operatori specializzati nel settore, per quanto riguarda la realizzazione di impianti di piccole e medie dimensioni, è possibile ricorrere all’utilizzo dei kit di videosorveglianza. In una fase iniziale risulta importante individuare tutte le esigenze alle quali l’impianto stesso deve rispondere, specialmente riguardo il numero ed il tipo di telecamere necessarie, la qualità del segnale voluta, nonché la possibilità di accesso a distanza, l’eventualità di poter stendere i cavi, l’individuazione delle diverse fonti di alimentazione elettrica e le funzioni accessorie del software.

    Se dovesse essere necessario coprire anche ambienti esterni oltre a quelli interni, oltre alla presenza di telecamere standard, bisognerà dotarsi anche di kit per la videosorveglianza specifici da esterno, i quali sono costituiti da telecamere con protezioni idonee per resistere alle condizioni atmosferiche come pioggia, vento, neve, grandine, forte vento, temperature estreme e così via. Inoltre, l’eventuale impossibilità di poter aggiungere altri cavi nel sistema per non realizzare modifiche alla struttura o far lievitare i costi, non impedisce la possibilità di introdurre delle telecamere di videosorveglianza; al contrario, attraverso i kit wireless (senza fili), si potrà creare un sistema da gestire con software per computer, browser, Smartphone o Tablet.  I kit fai da te contengono già molti degli apparecchi utili per far funzionare il sistema stesso e per installarlo: Digital Video Recorder, involucri per le telecamere, fili adeguati, ripetitori per le telecamere WI-Fi, staffe per il montaggio e monitor per visionare le immagini.

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  • Sistemi di videosorveglianza: quale scegliere

    07 Agosto 2018 • Videosorveglianza1 Commento

    Oggi i sistemi di videosorveglianza consentono ai proprietari di abitazioni, uffici, capannoni, garage e attività commerciali di proteggere i propri beni dalle cattive intenzioni di curiosi, ladri e malviventi, in quanto qualsiasi tipo di movimento ambiguo sarà ripreso e registrato da questi innovativi impianti. Sul mercato dei prodotti per la sicurezza sono presenti diversi tipi di sistemi per la videosorveglianza, che differiscono fra loro per grado di qualità, composizione, marchio e prezzo. Fra i brand più popolari sono da annoverare sicuramente la Samsung e l’Avigilon, ma le alternative sono comunque molte, tutte volte a soddisfare le esigenze del cliente.

    A volte la scelta preferibile per vigilare sui propri beni è quella di acquistare un Kit di videosorveglianza: fra i modelli più funzionanti va annoverato il Kit costituito da quattro telecamere a cupola da 24 Led (modello H264): quest’ultimo può essere collegato a un Digital Video Recorder a quattro canali, ed è ottimale per chi desidera una visione ad alta risoluzione. Le telecamere di questo tipo di kit riescono a riprendere consentendo persino una ripresa ideale durante le ore notturne pagando un costo sicuramente ragionevole.

    Ugualmente consigliabile è il Kit di Videosorveglianza caratterizzato da quattro telecamere IR web cellulare (modello H264). Tale equipaggiamento garantisce un’alta qualità di videosorveglianza, dando inoltre la possibilità di trasmettere la visione delle immagini sullo Smartphone per un monitoraggio h24 dell’edificio videosorvegliato. Questo kit è dotato di telecamere ad infrarossi, perfetto sia per ambienti interni che per aree esterne.

    Generalmente, quando ci si dota di un sistemi di videosorveglianza, si prediligono le Telecamere IP, capaci di convertire l’immagine registrata direttamente in immagine digitale, trasmettendola già pronta sui dispositivi associati ad essa. In tal modo le fasi di ripresa e registrazione dei dati sarà più facile ed immediata, senza la noiosa attesa della conversione dall’analogico al digitale. Un altro sistema molto apprezzato è quello con Telecamere IP Wireless (senza fili), molto più veloci e facili da installare; va sottolineata una certa diversità di costo tra queste e le altre telecamere, anche se la loro resa professionale garantisce una buona risoluzione ed un servizio sicuro.

    Le telecamere possono avere sistemi centralizzati (non permettono la registrazione autonoma dei dati, quindi necessitano di un supporto esterno per la memorizzazione), e sistemi decentralizzati (permettono una memorizzazione interna dei dati). Per poter installare un kit di videosorveglianza, saranno necessari un monito o un televisore per proiettare le immagini dell’ambiente esterno alla casa, e ancora un sistema in cui archiviare e accumulare le immagini registrate (ad esempio un semplice pc), ed infine una connessione internet per visionare subito le immagini.

    Per quanto riguarda la posizione delle telecamere, bisogna scegliere con accuratezza i punti della casa o del negozio da sorvegliare, in modo da coprire tutti gli angoli di quel locale. Spesso le telecamere vengono posizionate sulle pareti, sui cancelli davanti all’ingresso, davanti le serrande dei garage o dei giardini, in modo tale da avere sotto controllo sia le entrate che le uscite. È fondamentale posizionarle ad una certa distanza dalla portata delle persone, proprio per evitare il rischio di manomissione da parte dei malviventi. Al contempo, però, non vanno collocate troppo in alto in quanto si renderebbero improduttive dal punto di vista della focalizzazione (Dunque la perfetta collocazione è a circa undici metri dal terreno).

    Sistemi di videosorveglianza: quale scegliere
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  • Sistemi attivi di protezione – Gas e nebbie

    25 Febbraio 2015 • AntifurtiNessun commento

    nebbiogeniBuongiorno,

    ho una casa particolarmente esposta e, oltre a un tradizionale impianto d’allarme, vorrei dei sistemi di difesa attiva, qualcosa che agisca sul ladro in caso di intrusione…

    Da una mia personale ricerca è venuto fuori che si potrebbe usare GAS OC oppure nebbiogeni. Vorrei conoscere il tuo parere, ho notato che non ne parli mai nei tuoi post…

    Grazie

    Luca

     

    Ciao Luca,

    in effetti è un argomento poco trattato in questo blog, ma ti ringrazio per l’intervento che mi dà modo di approfondire un po’.

    I metodi di cui parli si chiamano sistemi attivi di protezione e sono complementari ai normali sistemi antintrusione; sono particolarmente utili quando l’abitazione è isolata oppure quando non si può ricorrere a un tempestivo intervento da parte delle Forze del’Ordine o di un Istituto di Vigilanza.

    Purtroppo però, questi sistemi sono molto costosi e danno qualche problematica a livello installativo (penso alle case a più piani o a un eventuale falso allarme).

    Pensa se per sbaglio rientri in casa senza aver disattivato l’allarme, i danni in casa sarebbero enormi e la ricarica del sistema costosissima!

    In ogni caso, rimangono sistemi validi, soprattutto per le attività commerciali!

    Sistemi attivi di protezione – Gas e nebbie
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