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La tua guida ai sistemi di allarme

Antifurto wireless


  • Certificazioni: come avere un sistema d’allarme perfetto

    Se vi trovate per lavoro o per ragioni personali ad installare allarmi wireless, è probabile che vi siate imbattuti o vi stiate imbattendo in questioni legislative. I dubbi che possono assalirci su cosa preveda la legge sono tanti, soprattutto riguardo le certificazioni da rilasciare. Cerchiamo di fare chiarezza.

    Certificazioni: Decreto Ministeriale 37/08

    Quando parliamo di antifurti e sicurezza, tutti noi vogliamo esclusivamente il meglio. E allora cosa dobbiamo fare per non sbagliare anche in materia legale? Fermo restando che un parere legale definitivo può essere dato solo da avvocati e professionisti, ecco i nostri consigli.

    Il Decreto Ministeriale 37/08 sancisce l’abrogazione della legge 46/90, dettando nuove regole riguardo l’installazione degli impianti elettrici e altre tipologie di impianti specificati nell’oggetto del DM. Quindi, come prima cosa, bisogna controllare se l’impianto che ti appresti a installare è tra quelli di cui si parla nel DM. Qualora rientrasse tra quelli trattati, non ci sono dubbi: vi è l’obbligo a rilasciare la dichiarazione di conformità.

    Il lavoro perfetto

    Come fare, però, ad installare un impianto a regola d’arte, perfetto? In primo luogo, è assolutamente prioritario che tu svolga il tuo lavoro con buon senso e responsabilità. È un consiglio valido sempre, in qualunque contesto, ma è ancora più importante quando si sta parlando della sicurezza delle persone.

    Ricapitolando, è fondamentale seguire innanzitutto delle regole di buon senso e responsabilità nel modo in cui viene effettuato il lavoro. Mentre il DM stabilisce per legge per eseguire un lavoro perfetto, che i determinate installazioni è necessario rilasciare le certificazioni necessarie.

    È, poi, essenziale ricordare che, se l’impianto di allarme è collegato alla rete elettrica, la certificazione per la parte elettrica è obbligatoria. Quando, invece, parliamo del solo allarme, la certificazione d’impianto e di prodotto è volontaria.

    Infine, per riassumere, è sì importante tenere sempre presente cosa stabilisce la legge e seguirla minuziosamente, ma è altrettanto importante lavorare sempre coscienziosamente, avendo cura di tutti i dettagli.

    Certificazioni: come avere un sistema d’allarme perfetto
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  • Kit antifurto wireless: efficacia, qualità e semplicità nell’installazione

    20 maggio 2018 • Antifurto wirelessNessun commento

    Ad oggi la soluzione wireless sembra essere l’ideale per chi vuole montare in semplicità ed autonomia il proprio antifurto, soprattutto perché si presenta un metodo risolutivo per chi vive in un appartamento privo di predisposizione o per chi vuole mettere in sicurezza un ufficio o una piccola zona senza diventare matto con innumerevoli cavi in giro. Si tratta di un sistema senza fili che può essere installato anche da chi non ha chissà quale manualità o da chi non possiede conoscenze tecniche specializzate.

    I kit antifurto senza fili possono essere acquistati anche online e contengono tutto il necessario per una salvaguardia sufficientemente sicura; al contempo sono integrabili con un alto numero di componenti: parliamo di telecamere, combinatori telefonici, sensori aggiuntivi e tanto altro ancora. Ecco quali sono gli elementi che compongono un kit antifurto wireless: centrale antifurto, sensori antifurto-contatti magnetici e/o sensori volumetrici, sirena sonora e lampeggiante.

    Un’ultima raccomandazione, i prezzi sono sostenibili ed alla portata di tutte le diverse esigenza ma… occhio alle truffe quando ci si imbatte in pressi stranamente ed eccessivamente bassi!

    Kit antifurto wireless: efficacia, qualità e semplicità nell’installazione
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  • Vecchi sensori ad ultrasuoni

    – I vecchi sensori ad ultrasuoni. Ancora efficaci o tecnologia sorpassata?
    Quando parliamo di sicurezza, non possiamo permetterci di lasciare nulla al caso. Le tecniche dei malintenzionati per infiltrarsi nelle abitazioni e negli esercizi commerciali si vanno facendo via via sempre più raffinate ed è necessario dotarsi di sistemi all’avanguardia per tenere al sicuro i propri beni.

    Nel corso del tempo l’offerta per i dispositivi di allarme si è molto ampliata, arrivando a comprendere anche kit per la sicurezza completamente autoinstallanti, che strizzano l’occhio agli amanti del fai da te, ma possono essere montati senza particolare impegno anche da chi non ha molta dimestichezza con i lavori manuali, senza necessità dell’intervento di un tecnico specializzato all’installazione.

    Nel passato, il principale sistema di rilevazione di un’ intrusione montato in casa, negli esercizi commerciali, ma anche nelle automobili e nei camion come dispositivo antifurto, era costituito da sensori ad ultrasuoni che sono nati nel 1953, ad opera di Samuel M. Bagno e distribuiti dalla Alertronic Corp. Il principio applicato per il funzionamento di questi dispositivi è l’effetto doppler; lo strumento emette una serie di onde sonore ad elevata frequenza, che si irradiano nello spazio circostante e sono, in realtà, in grado di coprire degli spazi anche discretamente elevati. Il sistema si basa sull’analisi degli spostamenti imprevisti d’aria in uno spazio chiuso e rilevava eventuali persone in movimento, ma poteva essere applicato anche alle finestre o per monitorare gli incendi. Qual è però il difetto di una strumentazione di questo tipo? Nonostante l’affidabilità di questo genere di sensori fosse stata migliorata col tempo da Bagno permettendo un settaggio delle impostazioni più preciso, i falsi allarmi erano comunque frequenti. Ogni variazione più sensibile della pressione dell’aria poteva generarne l’attivazione, anche se in realtà non era in corso alcuna intrusione. Il problema si presentava spesso sugli autoveicoli, prima che il sistema venisse del tutto sostituito dagli antifurto di ultima generazione, dal momento che bastava un veicolo che passasse a velocità più sostenuta per far scattare l’allarme sonoro

    – Le alternative ad infrarossi e microonde.
    Attualmente vengono venduti comodi kit da installare in autonomia che sfruttano le migliori tecnologie attualmente disponibili. Infrarossi e microonde hanno da tempo soppiantato i sensori da ultrasuoni, eliminando quasi del tutto il problema dei falsi allarmi con un meccanismo più preciso e sensibile e garantendo all’impianto un’efficienza senza precedenti. Esistono alternative progettate per essere gestite completamente in wireless, quindi senza nessun cavo, combinate con l’uso del proprio smartphone o tablet. A questi si associano una serie di sirene, sensori e altri componenti in grado di rilevare qualsiasi anomalia. Spesso le centraline sono collegate 24 h al giorno ad un hub di assistenza in grado di fornire risposte ai dubbi e suggerimenti di installazione, oltre ad intervenire nelle situazioni di emergenza, ad esempio contattando le autorità.

    Vecchi sensori ad ultrasuoni
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  • Tamper allarme anti sabotaggio

    In un sistema di allarme il tamper è una linea di sicurezza il cui compito è quello di rilevare il corretto collegamento elettrico alla centralina di ogni dispositivo presente nel sistema. Il tamper viene anche detto linea antisabotaggio in quanto serve proprio a rilevare eventuali manomissioni o tentativi di alterazione dei dispositivi del sistema di allarme (sensori, sirena e altro ancora), oppure rilevare se i cavi della linea stessa sono stati volutamente tranciati.
    Dal punto di vista elettrico, ogni dispositivo del sistema di allarme è provvisto di un interruttore (microswitch) di tipo NC (normalmente chiuso) con una coppia di fili che, all’interno di un cavo multipolare, portano un segnale negativo all’ingresso 24h della centrale di allarme. Tipicamente, l’interruttore viene poi collegato al coperchio di ogni dispositivo presente nel sistema di allarme. Normalmente, la linea rimane chiusa verso il negativo dell’alimentazione, ma se il coperchio viene rimosso oppure i relativi cavi tagliati, l’interruttore si apre e la linea tamper passerà dallo stato NC a quello NO (normalmente aperto), attivando l’allarme sabotaggio. Gli interruttori sono di tipo NC in quanto la condizione di circuito aperto equivale allo stato di allarme.
    La linea antisabotaggio viene anche indicata con il termine 24h per il suo requisito di essere sempre attiva e funzionante e il suo stato deve poter essere rilevato dalla centrale anche quando il sistema di allarme è non attivo oppure parzializzato.
    Se, come avviene in un tipico sistema di allarme, occorre collegare più dispositivi alla linea tamper,occorre tenere presente che il collegamento elettrico deve necessariamente essere eseguito “in serie”. Ciò garantisce che, aprendo uno qualunque degli interruttori NC collegati alla linea 24h, l’allarme sabotaggio verrà attivato. Viceversa, se gli interruttori venissero collegati in parallelo (anziché in serie), sarebbe necessario aprire tutti gli interruttori per attivare l’allarme sabotaggio.
    Come esseri sicuri di avere eseguito correttamente il collegamento in serie? Il procedimento è molto semplice. Supponiamo che ogni interruttore NC sia dotato di due fili di colore diverso, ad esempio verde e blu. Per eseguire correttamente il collegamento in serie sarà sufficiente collegare il filo blu del primo interruttore NC al filo verde del secondo interruttore NC, il filo blu del secondo interruttore NC al filo verde del terzo interruttore NC e così via, sino a quando tutti gli interruttori saranno stati collegati tra loro. Alla fine dovranno rimanere non collegati soltanto due fili, che andranno a questo punto collegati uno al negativo dell’alimentazione e l’altro all’ingresso 24h della centrale di allarme.

    Tamper allarme anti sabotaggio
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  • Sensori esterno antifurto

    I rilevatori di movimento, conosciuti anche come antifurti o sensori da esterno, sono dei veri e propri occhi elettronici che hanno il compito di rilevare, tramite infrarossi, le ondate di calore che vanno ad irradiarsi sugli oggetti in movimento. Nel momento in cui il sensore va ad individuare un oggetto in movimento, va ad autogirare elettronicamente le luci, le quali rimangono accese per il tempo che si è stabilito mediante la preimpostazione del timer. Inoltre questo va a spegnersi automaticamente, sebbene la luce che è posta al suo interno continui incessantemente a rilevare ogni movimento.

    Come installare un sensore da esterno fai da te

    Sebbene siano in molti a sostenere che, per poter possedere un buon antifurto, sia necessario affidarsi unicamente ad un professionista del settore, non è per forza così. E’ infatti possibile cablare un sensore per esterni anche in maniera totalmente autonoma, seguendo attentamente alcune semplici istruzioni.
    Innanzitutto occorre partire tenendo presente quella che è la posizione della centralina: questa deve essere posizionata il più lontano possibile da tutti gli altri componenti e non troppo in vista, in maniera tale da evitare che possa esser manomessa subito da qualsiasi malintenzionato. Questa deve poi possedere un’ottima batteria, la quale si rivelerà estremamente importante nel momento in cui dovesse esserci un’improvvisa interruzione della corrente elettrica sia casuale che provocata volontariamente da qualcuno.
    Altro aspetto importante a cui occorre fare attenzione durante l’installazione fai da te è che le onde radio non vadano ad incontrare troppi ostacoli durante il loro passaggio.
    Il sensore stesso, inoltre, deve essere posizionato in maniera tale che si attivi unicamente nel caso di pericolo.
    Per quanto riguarda la sirena incaricata di far scattare l’allarme, è particolarmente consigliabile posizionarla in punti come balconi o il principale accesso dell’abitazione, così da scoraggiare già dall’esterno eventuali malintenzionati e ladri.
    Le onde radio non devono trovare troppi ostacoli al proprio passaggio ed è necessario fare attenzione alla posizione dei sensori, che dovranno attivarsi solo nei casi di pericolo.

    Come scegliere il miglior kit di allarme fai da te

    Indubbiamente, nel momento in cui si sceglie un kit di questa tipologia, ci si basa perlopiù sul prezzo. Ciò è senza dubbio giusto, ma occorre anche porre la propria attenzione su aspetti come ad esempio la garanzia garantita dal prodotto e il modello del prodotto stesso: ogni sensore esterno, infatti, presenta caratteristiche differenti a seconda delle esigenze di ognuno e, per questo, è bene scegliere l’articolo che più è in grado di soddisfare le proprie necessità e che sappia garantire il maggior senso di sicurezza possibile.

    Sensori esterno antifurto
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