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  • Furti in casa: il consigli di Confabitare per evitarli

    25 agosto 2018 • Antifurti, Antifurto wirelessNessun commento

    Confabitare, associazione nazionale a tutela della proprietà immobiliare, ha effettuato una dettagliata analisi sull’incremento dei furti in abitazione registrato negli ultimi anni in Italia, puntando maggior attenzione sulla situazione in cui versano le grandi città, dove il fenomeno è sicuramente più diffuso (in media un furto ogni due minuti) e quindi l’aumento dei furti risulta più rilevante. In base ai dati raccolti, in Italia l’incremento maggiore è stato registrato a Bologna (+32,3%), seguita da Milano (31%), Torino 828,2%) e Roma (27,3%). Secondo quanto riportato dall’associazione, l’aumento dei furti in casa è del 21% rispetto al 2013: questo significa che si verificano 25 furti al giorno, con una media di 80 abitazioni ogni 1000. Inoltre, durante il periodo estivo, il lavoro dei ladri raggiunge picchi rilevanti, soprattutto se pensiamo a tutte le case, alle ville o agli appartamenti che rimangono vuoti ed incustoditi per giorni o mesi durante i soggiorni fuori città per le vacanze estive.

    Considerando anche questo aspetto, vi mostriamo il decalogo stilato da Confabitare per difendersi nel modo migliore i propri beni:

    Quando si lascia la propria abitazione è bene non lasciare in nessun caso oggetti di valore all’interno: che siano soldi o gioielli, bisogna tenerli in un luogo sicuro, magari anche in una cassetta di sicurezza all’interno di una banca. Chiudere tutti gli accessi, quindi di qualsiasi porta, finestra, terrazza, cortile, garage e quant’altro presente all’interno e all’esterno della casa. Se la casa è dotata di un sistema di antifurto, controllare che sia acceso e ben funzionante prima della partenza.

    Inoltre, nell’era dei social networks, spesso ci capita di vedere post, video o foto di persone che comunicano una partenza imminente, di essere in un luogo lontano dalla residenza, o anche di vedere immagini che ritraggono l’interno di una casa oppure determinati oggetti di valori. Niente di più dannoso, in quanto si forniscono ad un pubblico illimitato delle informazioni che a un malintenzionato fanno sicuramente gola. Quindi, è bene non segnalare mai su Facebook, Twitter, Instagram e via dicendo il proprio periodo di assenza! Ovviamente, lo stesso vale se si incontra un estraneo, al quale non si dovrà comunicare il periodo in cui si lascerà l’abitazione incustodita.

    Mai lasciare messaggi registrati nella segreteria telefonica in cui si forniscono informazioni sulla propria partenza. È consigliabile mettersi d’accordo con il vicino di casa, con un amico fidato o con un parente per assicurarsi che, nel caso in cui si dovesse verificare un’effrazione, rumori sospetti o movimenti ambigui nei pressi dell’abitazione, chiami la Polizia per un intervento tempestivo. Inoltre, se l’assenza è breve, è auspicabile lasciare una luce accesa, fingendo in tal modo che dentro ci sia qualcuno. È consigliabile altresì di non far accumulare la posta nella cassetta delle lettere, in quanto ciò porterebbe un eventuale ladro ad intuire la vostra assenza (in questo caso si può chiedere ad un vicino e al portiere di ritirarla).

    Infine, se tornando a casa trovate la porta socchiusa, non bisogna mai entrare perché i ladri potrebbero essere ancora dentro e farvi del male: la prima cosa fare è chiamare immediatamente subito il 112 o il 113 per avere l’intervento delle forze dell’ordine.

    Furti in casa: il consigli di Confabitare per evitarli
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  • Certificazioni: come avere un sistema d’allarme perfetto

    Se vi trovate per lavoro o per ragioni personali ad installare allarmi wireless, è probabile che vi siate imbattuti o vi stiate imbattendo in questioni legislative. I dubbi che possono assalirci su cosa preveda la legge sono tanti, soprattutto riguardo le certificazioni da rilasciare. Cerchiamo di fare chiarezza.

    Certificazioni: Decreto Ministeriale 37/08

    Quando parliamo di antifurti e sicurezza, tutti noi vogliamo esclusivamente il meglio. E allora cosa dobbiamo fare per non sbagliare anche in materia legale? Fermo restando che un parere legale definitivo può essere dato solo da avvocati e professionisti, ecco i nostri consigli.

    Il Decreto Ministeriale 37/08 sancisce l’abrogazione della legge 46/90, dettando nuove regole riguardo l’installazione degli impianti elettrici e altre tipologie di impianti specificati nell’oggetto del DM. Quindi, come prima cosa, bisogna controllare se l’impianto che ti appresti a installare è tra quelli di cui si parla nel DM. Qualora rientrasse tra quelli trattati, non ci sono dubbi: vi è l’obbligo a rilasciare la dichiarazione di conformità.

    Il lavoro perfetto

    Come fare, però, ad installare un impianto a regola d’arte, perfetto? In primo luogo, è assolutamente prioritario che tu svolga il tuo lavoro con buon senso e responsabilità. È un consiglio valido sempre, in qualunque contesto, ma è ancora più importante quando si sta parlando della sicurezza delle persone.

    Ricapitolando, è fondamentale seguire innanzitutto delle regole di buon senso e responsabilità nel modo in cui viene effettuato il lavoro. Mentre il DM stabilisce per legge per eseguire un lavoro perfetto, che i determinate installazioni è necessario rilasciare le certificazioni necessarie.

    È, poi, essenziale ricordare che, se l’impianto di allarme è collegato alla rete elettrica, la certificazione per la parte elettrica è obbligatoria. Quando, invece, parliamo del solo allarme, la certificazione d’impianto e di prodotto è volontaria.

    Infine, per riassumere, è sì importante tenere sempre presente cosa stabilisce la legge e seguirla minuziosamente, ma è altrettanto importante lavorare sempre coscienziosamente, avendo cura di tutti i dettagli.

    Certificazioni: come avere un sistema d’allarme perfetto
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  • Kit antifurto wireless: efficacia, qualità e semplicità nell’installazione

    20 maggio 2018 • Antifurto wirelessNessun commento

    Ad oggi la soluzione wireless sembra essere l’ideale per chi vuole montare in semplicità ed autonomia il proprio antifurto, soprattutto perché si presenta un metodo risolutivo per chi vive in un appartamento privo di predisposizione o per chi vuole mettere in sicurezza un ufficio o una piccola zona senza diventare matto con innumerevoli cavi in giro. Si tratta di un sistema senza fili che può essere installato anche da chi non ha chissà quale manualità o da chi non possiede conoscenze tecniche specializzate.

    I kit antifurto senza fili possono essere acquistati anche online e contengono tutto il necessario per una salvaguardia sufficientemente sicura; al contempo sono integrabili con un alto numero di componenti: parliamo di telecamere, combinatori telefonici, sensori aggiuntivi e tanto altro ancora. Ecco quali sono gli elementi che compongono un kit antifurto wireless: centrale antifurto, sensori antifurto-contatti magnetici e/o sensori volumetrici, sirena sonora e lampeggiante.

    Un’ultima raccomandazione, i prezzi sono sostenibili ed alla portata di tutte le diverse esigenza ma… occhio alle truffe quando ci si imbatte in pressi stranamente ed eccessivamente bassi!

    Kit antifurto wireless: efficacia, qualità e semplicità nell’installazione
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  • Vecchi sensori ad ultrasuoni

    – I vecchi sensori ad ultrasuoni. Ancora efficaci o tecnologia sorpassata?
    Quando parliamo di sicurezza, non possiamo permetterci di lasciare nulla al caso. Le tecniche dei malintenzionati per infiltrarsi nelle abitazioni e negli esercizi commerciali si vanno facendo via via sempre più raffinate ed è necessario dotarsi di sistemi all’avanguardia per tenere al sicuro i propri beni.

    Nel corso del tempo l’offerta per i dispositivi di allarme si è molto ampliata, arrivando a comprendere anche kit per la sicurezza completamente autoinstallanti, che strizzano l’occhio agli amanti del fai da te, ma possono essere montati senza particolare impegno anche da chi non ha molta dimestichezza con i lavori manuali, senza necessità dell’intervento di un tecnico specializzato all’installazione.

    Nel passato, il principale sistema di rilevazione di un’ intrusione montato in casa, negli esercizi commerciali, ma anche nelle automobili e nei camion come dispositivo antifurto, era costituito da sensori ad ultrasuoni che sono nati nel 1953, ad opera di Samuel M. Bagno e distribuiti dalla Alertronic Corp. Il principio applicato per il funzionamento di questi dispositivi è l’effetto doppler; lo strumento emette una serie di onde sonore ad elevata frequenza, che si irradiano nello spazio circostante e sono, in realtà, in grado di coprire degli spazi anche discretamente elevati. Il sistema si basa sull’analisi degli spostamenti imprevisti d’aria in uno spazio chiuso e rilevava eventuali persone in movimento, ma poteva essere applicato anche alle finestre o per monitorare gli incendi. Qual è però il difetto di una strumentazione di questo tipo? Nonostante l’affidabilità di questo genere di sensori fosse stata migliorata col tempo da Bagno permettendo un settaggio delle impostazioni più preciso, i falsi allarmi erano comunque frequenti. Ogni variazione più sensibile della pressione dell’aria poteva generarne l’attivazione, anche se in realtà non era in corso alcuna intrusione. Il problema si presentava spesso sugli autoveicoli, prima che il sistema venisse del tutto sostituito dagli antifurto di ultima generazione, dal momento che bastava un veicolo che passasse a velocità più sostenuta per far scattare l’allarme sonoro

    – Le alternative ad infrarossi e microonde.
    Attualmente vengono venduti comodi kit da installare in autonomia che sfruttano le migliori tecnologie attualmente disponibili. Infrarossi e microonde hanno da tempo soppiantato i sensori da ultrasuoni, eliminando quasi del tutto il problema dei falsi allarmi con un meccanismo più preciso e sensibile e garantendo all’impianto un’efficienza senza precedenti. Esistono alternative progettate per essere gestite completamente in wireless, quindi senza nessun cavo, combinate con l’uso del proprio smartphone o tablet. A questi si associano una serie di sirene, sensori e altri componenti in grado di rilevare qualsiasi anomalia. Spesso le centraline sono collegate 24 h al giorno ad un hub di assistenza in grado di fornire risposte ai dubbi e suggerimenti di installazione, oltre ad intervenire nelle situazioni di emergenza, ad esempio contattando le autorità.

    Vecchi sensori ad ultrasuoni
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  • Tamper allarme anti sabotaggio

    In un sistema di allarme il tamper è una linea di sicurezza il cui compito è quello di rilevare il corretto collegamento elettrico alla centralina di ogni dispositivo presente nel sistema. Il tamper viene anche detto linea antisabotaggio in quanto serve proprio a rilevare eventuali manomissioni o tentativi di alterazione dei dispositivi del sistema di allarme (sensori, sirena e altro ancora), oppure rilevare se i cavi della linea stessa sono stati volutamente tranciati.
    Dal punto di vista elettrico, ogni dispositivo del sistema di allarme è provvisto di un interruttore (microswitch) di tipo NC (normalmente chiuso) con una coppia di fili che, all’interno di un cavo multipolare, portano un segnale negativo all’ingresso 24h della centrale di allarme. Tipicamente, l’interruttore viene poi collegato al coperchio di ogni dispositivo presente nel sistema di allarme. Normalmente, la linea rimane chiusa verso il negativo dell’alimentazione, ma se il coperchio viene rimosso oppure i relativi cavi tagliati, l’interruttore si apre e la linea tamper passerà dallo stato NC a quello NO (normalmente aperto), attivando l’allarme sabotaggio. Gli interruttori sono di tipo NC in quanto la condizione di circuito aperto equivale allo stato di allarme.
    La linea antisabotaggio viene anche indicata con il termine 24h per il suo requisito di essere sempre attiva e funzionante e il suo stato deve poter essere rilevato dalla centrale anche quando il sistema di allarme è non attivo oppure parzializzato.
    Se, come avviene in un tipico sistema di allarme, occorre collegare più dispositivi alla linea tamper,occorre tenere presente che il collegamento elettrico deve necessariamente essere eseguito “in serie”. Ciò garantisce che, aprendo uno qualunque degli interruttori NC collegati alla linea 24h, l’allarme sabotaggio verrà attivato. Viceversa, se gli interruttori venissero collegati in parallelo (anziché in serie), sarebbe necessario aprire tutti gli interruttori per attivare l’allarme sabotaggio.
    Come esseri sicuri di avere eseguito correttamente il collegamento in serie? Il procedimento è molto semplice. Supponiamo che ogni interruttore NC sia dotato di due fili di colore diverso, ad esempio verde e blu. Per eseguire correttamente il collegamento in serie sarà sufficiente collegare il filo blu del primo interruttore NC al filo verde del secondo interruttore NC, il filo blu del secondo interruttore NC al filo verde del terzo interruttore NC e così via, sino a quando tutti gli interruttori saranno stati collegati tra loro. Alla fine dovranno rimanere non collegati soltanto due fili, che andranno a questo punto collegati uno al negativo dell’alimentazione e l’altro all’ingresso 24h della centrale di allarme.

    Tamper allarme anti sabotaggio
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