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La tua guida ai sistemi di allarme

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  • Gli animali domestici e il sistema d’antifurto vanno d’accordo?

    24 Agosto 2019 • Senza categoriaNessun commento

    Vuoi acquistare ed installare un impianto di antifurto per la tua abitazione ma non sai in che modo gestire la presenza degli amici a quattro zampe? Per rispondere a questa domanda di seguito troverete consigli e suggerimenti sulle preoccupazioni legate agli animali domestici ed al fenomeno dei falsi allarmi. Uno dei dubbi di chi possiede animali in casa riguarda la compatibilità o meno con il sistema d’allarme, poiché si teme di dover avere a che fare con i falsi allarmi causati dal movimento degli animali stessi. Dunque bisogna scegliere tra il nostro peloso e la messa in sicurezza della casa installando un sistema d’antifurto? La risposta è no, possiamo avere entrambe le cose seguendo due strade principali: confinare l’animale in una stanza priva di sensori volumetrici, per esempio una camera in cui la finestra non è accessibile dall’esterno, oppure sfruttare i sensori Pet Immune. Vediamo in cosa consistono le due situazioni:

    1) Quando si tratta di animali di taglia piccola (quindi fino ai 30 chili), possiamo realizzare un ambiente a loro dedicato: quest’ultimo può essere posto sotto sorveglianza grazie all’installazione dei contatti magnetici (sensori d’apertura da montare sugli infissi) senza installare i sensori di movimento volumetrici. In tal modo l’animale potrà spostarsi liberamente nella stanza senza far scattare falsi allarmi. Questa soluzione è fattibile quando nell’appartamento c’è un locale in cui è impossibile l’accesso dal giardino o dalla strada. Se non esiste in casa una predisposizione di questo tipo, si può tentare di riproporla magari se si possiede una camera priva di oggetti valori, che a sua volta comunica con un corridoio che possiamo proteggere con il sensore volumetrico: in questo modo si potrà dedicare questa camera all’animale, dotando comunque la finestra della stanza dei contatti magnetici.

    2) Se anche questa soluzione non risulta concretizzabile, si dovrà ricorrere ai sensori denominati “PET Immune”: come si evince dal nome, si tratta di piccoli dispositivi immuni agli animali domestici, ciò vuol dire che grazie ad una specifica taratura, sono in grado di capire la differenza tra il corpo di un animale di piccola taglia rispetto a quello più massiccio di un essere umano. Questo tipo di tecnologia fa sì che i sensori riescano a misurare i movimenti di un corpo grazie a dei parametri che riguardano la dimensione e la massa corporea. Per fare un esempio concreto: se un cane entro i 30 kg transita nell’area controllata, il sensore non rileverà una situazione d’allarme, poiché la massa corporea dell’animale viene ben distinta da quella di una persona, evitando così segnalazioni inutili.

    Per quanto riguarda il posizionamento dei sensori PET immune, il proprietario della casa può decidere di dotare tutte le stanze dei sensori se dotare tutta l’abitazione di sensori PET immune, oppure destinarli solo a determinati ambienti, ovvero quelli in cui si muovono gli animali, così da evitare di comprare un numero mirato di sensori. Dunque non esistono reali impedimenti alla convivenza in casa tra gli animali domestici e un impianto di antifurto, basterà fare attenzione a realizzare una corretta installazione ed il gioco è fatto!

    Gli animali domestici e il sistema d’antifurto vanno d’accordo?
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  • Sensori di antifurto per animali domestici

    13 Ottobre 2018 • Antifurti1 Commento

    Una delle domande più frequenti che si pongono i possessori di animali domestici che desiderano installare un sistema di antifurto per la propria casa, riguarda la compatibilità o meno del sistema con la presenza nell’abitazione di animali d’affezione (cani, gatti ecc.). In questo caso, i dubbi maggiori riguardano la possibilità di avere a che fare con i falsi allarmi dovuti dai movimenti degli amici a quattro zampe. In altri casi, gli utenti che si sono già dotati di un sistema di antifurto domestico, arrivano anche a disattivare l’impianto d’allarme proprio per evitare l’incombenza delle assidue segnalazioni. Dunque, possono essere installati impianti di allarme antifurto nella propria abitazione mentre gli animali domestici vivono liberamente all’interno? Per rispondere a questa domanda proponiamo un approfondimento utile per chi ha a cuore questa specifica tematica.

    Quando si parla di animali di piccola taglia (ossia fino a 30 Kg), la soluzione ottimale è quella di pensare e realizzare una zona a loro dedicata: quest’ultima può essere posta sotto protezione da contatti magnetici, senza posizionare anche i rilevatori di movimento volumetrici. In tal modo l’animale potrà muoversi nella zona designata liberamente, senza dovere avere a che fare con falsi allarmi. Si tratta di una soluzione realizzabile se nella casa è presente una o più stanze dotate di finestre dove l’accesso dall’esterno sia difficoltoso, e quindi basti un contatto magnetico d’apertura.

    Nel caso contrario, dove non è possibile attuare questo tipo di situazione, è possibile tentare di creare un ambiente che rispetti i requisiti sopra descritti. Supponiamo di avere una stanza priva di valori all’interno, che a sua volta comunica con il corridoio protetto dal sensore volumetrico: in questo caso si potrà pensare di dedicare questa camera al nostro animale. In ogni caso si dovrà necessariamente dotare le finestre dei tradizionali contatti magnetici di apertura.

    Se anche questa ipotesi non dovesse essere fattibile, non rimane che dotarsi del sensore denominato “PET Immune”: si tratta di sensori immuni agli animali domestici (dal nome in inglese) capaci di discernere la presenza di animali di piccola taglia rispetto alla taglia più imponente e voluminosa di una persona grazie ad una specifica taratura: questa tecnologia riesce a misurare il tipo di movimento di un corpo attraverso dei parametri che riguardano la massa corporea la dimensione del corpo stesso. Per esempio, se un cane pesa meno di 30 kg, avrà una massa corporea che consentirà al sensore di non rilevare una situazione di allarme, e quindi non genererà falsi allarmi. Il posizionamento dei sensori PET immune diventa dunque fondamentale per liberarsi del rischio continuo di falsi allarmi.

    Ovviamente si può scegliere se dotare tutta l’abitazione di sensori PET immune, oppure destinarli soltanto ad alcune stanze, ossia quelle dove di solito si muovono gli animali d’affezione. In tal modo si potrà evitare di acquistare sensori PET immune inutili, e quindi risparmiare anche sui costi. Per concludere, se hai animali in casa non avrai problemi nel dotarti di un sistema di allarme, prestando comunque attenzione alla corretta installazione del dispositivo.

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  • Impianti di Videosorveglianza domestici: i più economici

    06 Settembre 2018 • Videosorveglianza1 Commento

    Dotarsi di un buon sistema di telecamere è il modo più efficiente e facile per proteggere la propria abitazione. Ad oggi, sul mercato, esistono svariate tipologie di impianti per la videosorveglianza che cambiano per costo, funzioni e caratteristiche, grazie ai quali è possibile controllare e monitorare l’ambiente domestico ventiquattro ore su ventiquattro: un modo funzionale e sicuro per prevenire le eventuali azioni criminose da parte di malintenzionati, anche quando siamo lontani da casa. A questo punto è bene saper scegliere il giusto impianto di videosorveglianza rispettando le proprie esigenze sia in termini di qualità che di spesa economica.

    La realizzazione di un impianto di videosorveglianza completo, richiede l’unione di diversi elementi (dispositivi, accessori e apparecchi vari): ciò non vuol dire necessariamente spendere una fortuna, in quanto nell’era contemporanea, le videocamere analogiche “Entry Level” sono disponibili a costi accessibili senza per questo risultare di bassa qualità, anzi. Se la vostra idea è quella di avere una videosorveglianza basic, un dispositivo entry level è la scelta ottimale dal punto di vista economico. In tutti i casi, se nel corso del tempo si volesse alzare il livello di sicurezza, si può tranquillamente attuare il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale.

    Esistono anche dispositivi più economici, come le telecamere IP, grazie alle quali si può risparmiare sull’acquisto di monitor e di videoregistratori; si tratta di un tipo di videocamera che crea in segnale video in forma digitalizzata per la trasmissione diretta sulla rete dati. È bene sottolineare che un piccolo impianto per uso domestico non necessita di un monitoraggio ventiquattro ore su ventiquattro come invece accade magari all’interno di un ambiente aziendale, in quanto si serve di un numero irrisorio di telecamere. Detto ciò si può optare per due diverse tipologie di telecamera: le analogiche o le digitali. Vediamo insieme i pro e i contro di entrambe:

    Le analogiche richiedono cavi coassiali, UTP o a fibre ottiche; inoltre necessitano di un DVR (Digital Video Recorder) per poter archiviare le immagini generate dalle telecamere, e di un monitor per la visualizzazione delle stesse. Le telecamere digitali, invece, hanno un costo lievemente superiore ma al contempo fanno risparmiare sull’acquisto di videoregistratori e monitor. Hanno una risoluzione migliore rispetto alle telecamere analogiche, possono essere collegate al personal computer o Tablet e consentono di visualizzare le immagini anche da remoto tramite la semplice connessione web. Per spendere ancora meno si può optare per l’acquisto di un kit per la videosorveglianza: si tratta di un equipaggiamento completo ed affidabile dotato di tutti gli elementi necessari per la realizzazione fai da te di un piccolo ma efficace impianto per la propria abitazione.

    I costi di un impianto per la videosorveglianza da installare in ambiente domestico, dunque, risultano accessibili, mentre si sale di prezzo per quelli specifici per l’area esterna, in quanto i prodotti per esterno necessitano di determinate caratteristiche: parlando delle telecamere, ad esempio, queste ultime devono essere dotate di specifiche protezioni dagli agenti atmosferici, nonché di sensori che lavorano anche in condizioni di scarsità o assenza di luce.

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