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La tua guida ai sistemi di allarme

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  • Alimentazione centrale antifurto

    19 Febbraio 2020 • Antifurti, BatterieNessun commento

    Buon pomeriggio,

    mi chiamo Giorgio e da un po’ di tempo a questa parte sto cercando informazioni nell’ambito degli impianti di antifurto per capire quale possa essere il migliore per la protezione del mio appartamento situato al centro di Bergamo; a tal proposito ti scrivo per domandarti a cosa serve l’alimentatore in una centralina d’antifurto, e in che modo si può valutare se la sua potenza è sufficiente o meno. Ti ringrazio tanto per l’attenzione e per l’aiuto che vorrai darmi, attendo di conoscere la tua risposta. Cordiali saluti e complimenti per il tuo blog, lo trovo molto interessante e sempre aggiornato sulle ultime dal mondo dei prodotti per la sicurezza!

    Giorgio da Bergamo

    Risposta:

    Buon pomeriggio Giorgio,

    prima di cominciare a rispondere alle tue domande ci tengo a ringraziarti per i complimenti sul blog, mi fa molto piacere saperti contento del servizio che giorno dopo giorno offriamo con passione e dedizione ai nostri lettori! Allora, una centralina di antifurto ha il compito di gestire tutti gli elementi che compongono l’impianto d’allarme, e per farlo deve necessariamente ricevere l’energia utile e indispensabile al suo corretto funzionamento. Se c’è una tensione di rete, allora l’energia alla centralina viene fornita dall’alimentatore; nel caso opposto, l’energia viene fornita da una batteria tampone che si trova dentro la centralina stessa. Senza dubbio un valido sistema di alimentazione è importante ai fini del buon funzionamento della centralina e dell’intero impianto di antifurto; a tal proposito risultano migliori le soluzioni esterne, poiché in caso di guasto sono più facili e veloci da sostituire (l’ho riscontrato anche io personalmente sul campo).

    Invece, per quanto riguarda la domanda sul metodo per calcolare il grado di potenza di un alimentatore, la maniera più semplice è senza dubbio quella di realizzare un rapido calcolo partendo da determinate informazioni sull’impianto d’allarme, come ad esempio la capacità della batteria tampone e i dati riguardanti gli assorbimenti a riposo e in allarme degli elementi che compongono il sistema (li puoi reperire nella sezione dedicata ai requisiti tecnici riportati sul manuale delle istruzioni). Una volta determinati questi dati, basterà utilizzare la seguente formula, Cu = (∑Cb : Tr) x 0,8 + Cr, dove Cu sta per Corrente in uscita dall’alimentatore; ∑Cb sta per Somma di tutte le capacità delle batterie tampone presenti nel sistema di antifurto; Tr sta per Tempo minimo della ricarica delle batterie calcolato in ore; Cr sta per assorbimento della corrente a riposo di tutti gli apparecchi alimentati dalla centralina in Ampere.

    Spero d’essere stato sufficientemente chiaro ed esaustivo, ad ogni modo ci tengo a darti un ultimo suggerimento, ovvero quello di usare un alimentatore che abbia un livello di potenza superiore al risultato che ottieni, poiché utilizzare un alimentatore al massimo della sua potenza potrebbe provocare nel tempo eventi di surriscaldamento e/0 di malfunzionamento. Fammi sapere come andrà, e se dovessi avere bisogno di chiedermi altro o di chiarire qualche passaggio non farti problemi a scrivermi ancora, mi fa piacere dare una mano! Un saluto e auguri per il tuo nuovo impianto di sicurezza!

    Alimentazione centrale antifurto
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  • Sensori perimetrali e falsi allarmi

    16 Ottobre 2019 • Sensori perimetraliNessun commento

    Buon pomeriggio,

    mi chiamo Giacomo e ti scrivo da Como, ti premetto che non sono un professionista ma ho comunque una certa dimestichezza ed esperienza riguardo l’installazione di piccoli sistemi di allarme. Tra i vari impianti che ho avuto sotto mano mi sono occupato anche dell’installazione di quello della mia abitazione: quest’ultimo, tra gli altri componenti, è costituito anche da tre sensori a tripla tecnologia. Il primo è nella versione a tenda ed è posizionato a filo muro a protezione del portone principale e di una finestra, di fronte c’è un muro spoglio, nessuna pianta, con il sole diretto soltanto nella mattinata; il secondo, sempre nella versione a tenda, è installato a filo muro e protegge due finestre, in questo caso lo spazio di fronte è aperto ma non ci sono piante, mentre il sole è diretto nel pomeriggio; il terzo, sempre a tenda, è posizionato a filo muro per proteggere due finestre ed una parte del cortile, il sole è diretto nel tardo pomeriggio fino a scemare.

    Per diversi mesi non ho avuto alcun tipo di problematica, adesso invece con il caldo, si sono verificati diversi falsi allarmi. In un primo momento ho creduto fossero causati da una caduta di tensione, ma dopo averla misurata ho capito che non era quello il motivo. Non si tratta neanche della centralina d’allarme, in quanto ho chiuso le due linee con una resistenza di terminazione per utilizzare il sistema, e non si sono verificati nuovi episodi. Devo dire inoltre che ho notato molta casualità nella manifestazione dei falsi allarmi, e comunque non mi pare siano legati neanche all’andamento del calore del sole. Infine ho pensato anche all’anti mascheramento che ho unito in serie con il tamper ed il contatto NC ma non ho alcuna certezza in merito… Tu che idea ti sei fatto? Grazie mille per l’attenzione e per il tempo che vorrai dedicarmi!

    Cordiali saluti

    Giacomo da Como

    Buon pomeriggio Giacomo,

    grazie a te per avermi scritto, devo dire che la tua si presenta come una situazione non poco strana e anomala: falsi allarmi connessi a un sensore con doppia microonda e doppio infrarosso irregolari e non collegati al sole?? Da come mi descrivi il tutto sembra una criticità legata all’aumento della temperatura, anche se le supposizioni che si possono fare sono comunque numerose, mi viene da dire che forse potrebbe trattarsi anche dell’alimentazione… ma prima di continuare a formulare delle ipotesi che non portano a risoluzioni concrete, ti consiglio di realizzare queste due prove del nove: prima di tutto devi separare l’anti mascheramento dalla linea di allarme, magari lasciandolo in serie soltanto con il tamper, per essere sicuro del tipo di falso allarme con cui hai a che fare e soprattutto della sua provenienza. In seconda battuta, ti consiglio di aggiungere un’alimentazione secondaria che non è mai uno svantaggio anzi. Fatto ciò, se i falsi allarmi dovessero verificarsi ancora, avresti sicuramente ristretto il campo. Spero di esserti stato utile, per qualsiasi altra domanda sono qui e tienimi aggiornato sulla situazione.

    Sensori perimetrali e falsi allarmi
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