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La tua guida ai sistemi di allarme

Sicurezza


  • Videosorveglianza nel parcheggio condominiale

    02 Maggio 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Capita di frequente che gli spazi condominiali siano oggetto di problematiche di vario genere legate ai furti, alle azioni di vandali e ad altri spiacevoli inconvenienti con i quali i condomini si trovano spesso a fare i conti, ed è proprio per queste ragioni che, generalmente, durante le riunioni di condominio, si decida di fornire l’area condivisa di sistemi per la videosorveglianza. Ovviamente, i vantaggi degli ambienti sottoposti alla videosorveglianza sono elevati, in quanto i residenti, unendo le forze e sostenendo ciascuno una spesa di fatto ragionevole, riescono ad ottenere un notevole ritorno in termini di qualità e sicurezza. Se pensiamo al parcheggio del condominio, le automobili in generale e soprattutto quelle che hanno un costo elevato, rischiano quotidianamente di essere danneggiate o rubate, sia per incuria che per azione volontaria; in questo contesto, grazie alle telecamere di videosorveglianza, si potranno non solo monitorare e quindi proteggere le aree soggette a questi rischi, ma soprattutto chi commette furto o danneggiamento dovrà necessariamente prendersene la responsabilità e pagarne le conseguenze.

    In tale panorama, uno dei più grandi ostacoli da sorvolare in caso di videosorveglianza nell’ambito di un parcheggio condominiale, è quello delle norme previste nella Legge sulla Privacy: è proprio il garante della privacy ad avere il compito di individuare il labile equilibrio fra il rispetto del diritto alla privacy dei cittadini e la necessità di sicurezza in determinati luoghi. In poche parole, questa figura ha predisposto delle regole da seguire obbligatoriamente nel caso in cui si decida di approntare un impianto di videosorveglianza in uno spazio pubblico, in quanto si tratta di un ambiente che, a differenza delle mura domestiche, è condiviso con molti altri individui; un esempio in questo senso è dato da un parcheggio condominiale: pertanto vanno seguite attentamente le norme sulla privacy, così da non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge italiana.

    La questione Privacy, nel settore della videosorveglianza, rappresenta una tematica controversa e di grande attualità, in quanto nel nostro Paese il processo di ripresa e di registrazione dei video generati dalle telecamere è oggetto di un regolamento molto ferreo sorretto da diverse leggi, nate con un duplice scopo principale: informare gli utenti che vengono ripresi, rivelare quale sia la motivazione del trattamento delle immagini e chi ne sia il responsabile. Nel caso della videosorveglianza nel parcheggio di condominio, essendovi soltanto eventuali visitatori e condomini da tutelare in fatto di privacy, si dovranno seguire due regole fondamentali, che riguardano l’aspetto dell’informazione e del trattamento dei dati.

    Secondo quanto previsto dalle normative vigenti nell’ambito dell’informazione, bisogna esporre uno specifico cartello in prossimità del parcheggio sorvegliato: questo cartello deve riportare la dicitura “Area Videosorvegliata”, volta ad informare i cittadini che si apprestano ad entrare nel parcheggio che tutto ciò che faranno verrà sottoposto alla registrazione della telecamera. La seconda regola riguarda il trattamento dei dati, pertanto tutte le registrazioni delle telecamere dovranno essere obbligatoriamente cancellate al massimo 24 ore dopo l’avvenuta registrazione, e potranno essere mantenute in archivio soltanto per eventuali motivi di sicurezza previa autorizzazione degli organi preposti.

    Videosorveglianza nel parcheggio condominiale
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  • Telecamere di sicurezza per la videosorveglianza

    07 Ottobre 2018 • Videosorveglianza1 Commento

    Ad oggi, lasciare incustodita la propria abitazione ma anche una attività commerciale, un ufficio, un capannone, un negozio e così via, senza dotarsi di alcuna misura di sicurezza, può rendere i propri beni un bersaglio facile per i malintenzionati. Un modo efficiente per salvaguardare ciò che ci appartiene è installare un sistema di videosorveglianza, in quanto aumenta senza alcun dubbio il livello di sicurezza del locale posto sotto monitoraggio nonché l’incolumità di chi vi risiede.

    In commercio esistono svariate tipologie di sistemi per la videosorveglianza, che si differenziano tra loro in base ai costi, alla qualità dei componenti, al tipo di edificio da monitorare ed alle specifiche esigenze di sicurezza che si vogliono raggiungere. Dunque prima di acquistare un sistema di videosorveglianza risulta importante capire quali sono le vostre necessità, così da dotarsi di un prodotto adatto alle vostre esigenze senza inutili sprechi di tempo e di denaro.

    Prima cosa, bisogna individuare le caratteristiche dell’area da controllare: se il sistema di videosorveglianza serve per monitorare l’ambiente esterno, è consigliabile scegliere delle telecamere specifiche, dunque robuste, potenti e resistenti alle intemperie. Nel caso contrario, invece, per controllare l’ambiente interno bisognerà optare per modelli di telecamere da interno, che possono funzionare sia in maniera autonoma, sia associate alla centrale del sistema (sicuramente anche meno costose rispetto a quelle da esterno).

    Per quanto riguarda la risoluzione, nelle telecamere per videosorveglianza di ultima generazione vi sono tre categorie (bassa, media e alta): la bassa risoluzione risulta utile quando c’è bisogno di individuare persone, veicoli ed oggetti vari senza scendere troppo nei dettagli; la media risoluzione permette di definire meglio i volti delle persone, oppure i numeri di targa delle automobili; le telecamere ad alta risoluzione riescono a captare anche le più piccole peculiarità delle persone o degli oggetti all’interno del raggio di inquadratura.

    Ovviamente, oltre all’aspetto della risoluzione, per ottenere immagini chiare è importante anche prendere in considerazione la distanza che sussiste tra le telecamere e ciò che viene ripreso. In tutti i casi, comunque, per la videosorveglianza all’interno di una abitazione le telecamere a media risoluzione risultano la scelta ottimale.

    Altro importante aspetto da considerare è quello delle riprese in notturna: in questo caso le telecamere devono riprendere in condizioni in cui la luce scarseggia o è assente, per cui necessitano di una specifica tecnologia che sfrutta i raggi ad infrarossi. Rispetto a quelle per riprese diurne, le telecamere notturne hanno un costo più elevato (ovviamente se la zona da riprendere è ben illuminata, le telecamere tradizionali andranno più che bene).

    Infine, è bene soffermarci su una domanda che molti si pongono: le telecamere devono essere visibili oppure no? In questo contesto è utile dire che sul mercato esistono svariati modelli di telecamere, alcune delle quali sono pensate e progettate proprio per essere discrete; generalmente le telecamere più grandi e quindi più visibili servono anche e soprattutto da deterrente per i malintenzionati, ma proprio perché maggiormente visibili, possono subire la manomissione da parte di chi è intenzionato ad agire ai danni della proprietà.

    Telecamere di sicurezza per la videosorveglianza
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  • Contatti magnetici per la protezione della casa

    17 Settembre 2018 • Antifurti1 Commento

    Poter vivere in una casa sicura e tranquilla è sicuramente il sogno di tutti, soprattutto quando pensiamo alle statistiche che segnalano, negli ultimi anni, un aumento dei furti ai danni delle abitazioni davvero esponenziale. Sicuramente esistono degli accorgimenti per prevenire, ridimensionare ed arginare le azioni dei malintenzionati, e così da preservare la vostra incolumità e rendere la casa più sicura. E’ importante sapere che si solito i ladri agiscono nei punti più vulnerabili degli edifici, ovvero dove ritengono vi siano meno difficoltà per riuscire nell’intento di introdursi dentro delle abitazioni, che siano appartamenti in condominio, case singole, attività commerciali o ville isolate.

    I contatti magnetici, ad oggi, rappresentano la soluzione più popolare, diffusa ed anche più economica per porre sotto controllo tutti i punti di accesso della casa (porte e finestre): si tratta di due magneti di piccole dimensioni che vengono posizionati vicino l’apertura delle finestre e delle porte, uno sull’infisso e l’altro sul battente. I due dispositivi hanno il compito di inviare alla centrale una segnalazione nel momento in cui vengono separati, cioè nell’istante in cui si verifica la rottura del contatto e quindi l’apertura della porta oppure dell’anta.

    Dunque, per far sì che non scatti l’allarme, i due contatti magnetici devono rimanere uniti: pertanto in caso di un tentativo di forzatura o di apertura imprevista, il dispositivo invia alla centrale un segnale che viene immediatamente elaborato per far scattare l’allarme. Per quanto riguarda l’aspetto estetico dei contatti magnetici, si presentano come piccolo e non invasivi; infatti, si possono facilmente mimetizzare magari verniciandoli dello stesso colore di porte e finestre. In commercio si possono trovare diverse tipologie di contatti magnetici, che differiscono tra loro per dimensioni, funzionalità e costi: ad esempio esistono quelli “a vista” o quelli con installazione  ad “incasso”. La scelta di optare tra l’uno o l’altro modello di contatto deve basarsi sia sul tipo di apertura da proteggere, sia sulla sua conformazione e struttura.

    Ciò presuppone che i contatti prevedano necessariamente che le porte e finestre siano chiuse, pertanto se si desidera un tipo di protezione attivo con finestre aperte, è consigliabile scegliere un altro tipo di dispositivo. C’è da dire che i contatti magnetici risultano estremamente versatili, in quanto possono essere applicati anche sulle tapparelle o serrande: in questo caso, però, bisogna sottolineare che per questo tipo di funzione esistono in commercio dispositivi specifici, come i roller tapparella, che proteggono le tapparelle avvolgibili dalle eventuali manovre indesiderate di strappo, sollevamento o sfondamento.

    Infine, è importante sottolineare che il collegamento dei contatti magnetici in centrale si può effettuare in due modi, ossia in parallelo o in serie: la differenza sostanziale fra le due metodiche sta nel fatto che nel collegamento in parallelo l’identificazione del sensore in caso di allarme o di guasto avviene in maniera immediata; diversamente, con il collegamento in serie, si occupa soltanto una uscita in centrale. Possiamo dunque concludere che i contatti magnetici risultano economici, efficaci e funzionali nel rilevare le intrusioni.

    Contatti magnetici per la protezione della casa
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  • Sistemi di videosorveglianza: quale scegliere

    07 Agosto 2018 • Videosorveglianza1 Commento

    Oggi i sistemi di videosorveglianza consentono ai proprietari di abitazioni, uffici, capannoni, garage e attività commerciali di proteggere i propri beni dalle cattive intenzioni di curiosi, ladri e malviventi, in quanto qualsiasi tipo di movimento ambiguo sarà ripreso e registrato da questi innovativi impianti. Sul mercato dei prodotti per la sicurezza sono presenti diversi tipi di sistemi per la videosorveglianza, che differiscono fra loro per grado di qualità, composizione, marchio e prezzo. Fra i brand più popolari sono da annoverare sicuramente la Samsung e l’Avigilon, ma le alternative sono comunque molte, tutte volte a soddisfare le esigenze del cliente.

    A volte la scelta preferibile per vigilare sui propri beni è quella di acquistare un Kit di videosorveglianza: fra i modelli più funzionanti va annoverato il Kit costituito da quattro telecamere a cupola da 24 Led (modello H264): quest’ultimo può essere collegato a un Digital Video Recorder a quattro canali, ed è ottimale per chi desidera una visione ad alta risoluzione. Le telecamere di questo tipo di kit riescono a riprendere consentendo persino una ripresa ideale durante le ore notturne pagando un costo sicuramente ragionevole.

    Ugualmente consigliabile è il Kit di Videosorveglianza caratterizzato da quattro telecamere IR web cellulare (modello H264). Tale equipaggiamento garantisce un’alta qualità di videosorveglianza, dando inoltre la possibilità di trasmettere la visione delle immagini sullo Smartphone per un monitoraggio h24 dell’edificio videosorvegliato. Questo kit è dotato di telecamere ad infrarossi, perfetto sia per ambienti interni che per aree esterne.

    Generalmente, quando ci si dota di un sistemi di videosorveglianza, si prediligono le Telecamere IP, capaci di convertire l’immagine registrata direttamente in immagine digitale, trasmettendola già pronta sui dispositivi associati ad essa. In tal modo le fasi di ripresa e registrazione dei dati sarà più facile ed immediata, senza la noiosa attesa della conversione dall’analogico al digitale. Un altro sistema molto apprezzato è quello con Telecamere IP Wireless (senza fili), molto più veloci e facili da installare; va sottolineata una certa diversità di costo tra queste e le altre telecamere, anche se la loro resa professionale garantisce una buona risoluzione ed un servizio sicuro.

    Le telecamere possono avere sistemi centralizzati (non permettono la registrazione autonoma dei dati, quindi necessitano di un supporto esterno per la memorizzazione), e sistemi decentralizzati (permettono una memorizzazione interna dei dati). Per poter installare un kit di videosorveglianza, saranno necessari un monito o un televisore per proiettare le immagini dell’ambiente esterno alla casa, e ancora un sistema in cui archiviare e accumulare le immagini registrate (ad esempio un semplice pc), ed infine una connessione internet per visionare subito le immagini.

    Per quanto riguarda la posizione delle telecamere, bisogna scegliere con accuratezza i punti della casa o del negozio da sorvegliare, in modo da coprire tutti gli angoli di quel locale. Spesso le telecamere vengono posizionate sulle pareti, sui cancelli davanti all’ingresso, davanti le serrande dei garage o dei giardini, in modo tale da avere sotto controllo sia le entrate che le uscite. È fondamentale posizionarle ad una certa distanza dalla portata delle persone, proprio per evitare il rischio di manomissione da parte dei malviventi. Al contempo, però, non vanno collocate troppo in alto in quanto si renderebbero improduttive dal punto di vista della focalizzazione (Dunque la perfetta collocazione è a circa undici metri dal terreno).

    Sistemi di videosorveglianza: quale scegliere
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  • Sistema d’allarme a fibra ottica: caratteristiche

    31 Luglio 2018 • Antifurti1 Commento

    Se si desidera proteggere la propria casa, la propria attività commerciale o la propria azienda dalla eventuale intrusione di ladri o di malintenzionati, ad oggi dotarsi di un buon sistema di allarme rappresenta la soluzione migliore. Per migliorare la sicurezza in casa o in ufficio, infatti, ci si può affidare alla tecnologia più avanzata: se si pensa che già la sola presenza in casa o in un negozio di un sistema di allarme è utile a scoraggiare le effrazioni da parte di malviventi, risulta prioritario scegliere un antifurto efficiente, calcolando nel modo migliore la qualità del prodotto in relazione al suo prezzo. L’obiettivo di questo articolo è infatti quello di aiutare le persone nella ricerca dell’impianto di allarme ideale in base alle loro specifiche esigenze di sicurezza, elaborando un approfondimento sul sistema di allarme a fibra ottica.

    Questo tipo di sistema, utilizzato soprattutto nell’ambito della protezione perimetrale, è capace di rilevare i tentativi di intrusione esterna (sfondamento o scavalcamento di una recinzione ecc..), e i casi di introduzione e attraversamento tramite il muro. L’allarme a fibra ottica si basa su due aspetti principali: la sollecitazione meccanica che è possibile attivare sulla fibra ottica; l’interruzione del circuito al quale sono collegati gli averi da difendere. È importante sottolineare che la fibra ottica è sensibile alle vibrazioni, ai tagli, alle pressioni e ai movimenti, in quanto questi aspetti portano ad una alterazione della trasmissione della luce all’interno della stessa. Inoltre, per poter rilevare la differenza tra il raggio di luce inviato ed il raggio di luce ricevuto, è possibile utilizzare uno speciale analizzatore, il quale si basa sugli algoritmi software.

    I sistemi di allarme a fibra ottica vengono gestiti da una centrale alla quale vengono connesse le periferiche, nonché da un software che visualizza i segnali, li memorizza su file e parametrizza il sistema. Altro aspetto importante da sottolineare è il fatto che la fibra ottica è in grado di garantire immunità, accuratezza nella rilevazione, estendibilità e indipendenza. Il sistema è senza dubbio sofisticato e capace di discriminare i segnali che si creano per via degli agenti atmosferici da quelli che si realizzano a causa di una reale violazione della proprietà posta sotto controllo. Un sistema di allarme in fibra ottica è inoltre indipendente, in quanto non ha bisogno di alimentazione in campo: quest’ultimo aspetto permette che, nel caso si verifichi un taglio, non si palesi il rischio di deflagrazioni oppure di pericolose scintille.

    E’ utile puntare l’attenzione anche sul fatto che i parametri di rilevazione possono essere personalizzati e quindi anche ottimizzati in base alle specifiche esigenze dell’utente, proprio perché il sistema può essere istruito e quindi è capace di memorizzare situazioni simulate durante la fase di taratura, per poi riconoscerle in eventi futuri. Si tratta dunque di un sistema pratico, intuitivo ed indicato soprattutto per le recinzioni perimetrali e per i pannelli fotovoltaici, proprio perché, come detto sopra, non risente delle atmosfere corrosive, della variazione della temperatura esterna e delle eventuali perturbazioni ambientali che a livello elettromagnetico risultano saturi.

    Sistema d’allarme a fibra ottica: caratteristiche
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