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La tua guida ai sistemi di allarme

Sensori


  • I sensori d’antifurto per gli animali in casa

    13 Maggio 2019 • AntifurtiNessun commento

    Uno dei quesiti più comuni di chi possiede animali domestici, e che al contempo vuole dotarsi di un impianto di antifurto per la propria abitazione, riguarda la conciliabilità del sistema stesso con la presenza in casa di cani, gatti e così via. In tale panorama, le domande più frequenti riguardano l’eventualità di ritrovarsi a fare i conti con i falsi allarmi dovuti, per l’appunto, alla circolazione nell’edificio allarmato degli animali d’affezione. In altre circostanze, le persone che hanno già installato un impianto d’antifurto di domotica, arrivano addirittura a disattivare il sistema di allarme proprio per sfuggire al problema delle incessanti e fastidiose segnalazioni. Detto ciò, si possono installare sistemi di antifurto nella propria casa mentre gli amici a quattro zampe abitano all’interno? Per poter rispondere in maniera esaustiva a tale importante quesito, vediamo insieme di seguito le possibili soluzioni da attuare per evitare l’odioso fenomeno dei falsi allarmi.

    Nel caso di animali di taglia piccola, solitamente fino ai 30 chili, la soluzione preferibile è quella di creare una zona a loro riservata e tutelata soltanto dai contatti magnetici, senza l’installazione dei rilevatori di movimento volumetrici. In questa maniera gli animali possono circolare liberamente nell’ambiente a loto dedicato. Tale soluzione si può realizzare se c’è la presenza di una o più camere dotate di finestre in cui l’accesso dall’esterno sia difficoltoso di suo, per cui può bastare la protezione di un contatto magnetico d’apertura per rendere l’area sicura. Nel caso in cui tutto ciò non sia già predisposto in questo modo, allora si potrà provvedere a realizzare un ambiente simile, che quindi risponda ai requisiti appena specificati. Per esempio, ipotizziamo di possedere una stanza senza oggetti di valore che comunica con un corridoio monitorato da un sensore volumetrico: in questo caso si potrà dedicare tale camera agli animali. Si tratterebbe, in effetti, di un’area senza valori, e quindi di passaggio per raggiungere ed introdursi in altre stanze in cui invece vi è la protezione dei rilevatori volumetrici. In tutti i casi bisognerà fornire le finestre dei contatti magnetici d’apertura.

    Se al contrario tale soluzione non risulta possibile, non resta che installare un tipo di sensore specifico per la presenza di animali in casa, ovvero il “PET Immune”: si tratta di sensori capaci di differenziare la presenza di animali piccola taglia rispetto a quella più imponente di un essere umano per via di un determinato tipo di taratura. Tale tecnologia permette di misurare la tipologia di movimento di un corpo grazie a dei parametri specifici per la dimensione e la massa corporea. Ad esempio, se il peso di un cane non supera i 30 chili, avrà una massa corporea che permetterà al sensore di non captare una condizione di allarme, e quindi non originerà un falso allarme. A questo punto particolare attenzione va dedicata al posizionamento dei sensori PET immune, in quanto si potrà scegliere sia di proteggere tutta l’abitazione con i PET immune, sia di destinare soltanto alcune aree alla protezione dei sensori stessi, ovvero quelle in cui potrebbero circolare gli animali, risparmiandosi in tal modo l’incombenza di dover acquistare i sensori PET immune per tutti gli ambienti della casa.

    I sensori d’antifurto per gli animali in casa
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  • Dispositivi base di un sistema d’antifurto

    14 Marzo 2019 • AntifurtiNessun commento

    Un impianto di allarme è costituito da un insieme di elementi collegati fra loro tramite dei cavi o delle onde radio; tali dispositivi comunicano in maniera diretta e costante con la centrale, ed hanno il ruolo di segnalare ad essa le eventuali anomalie o irregolarità che si verificano nell’ambiente posto sotto controllo. Attraverso questo articolo andremo a delineare gli elementi base di un sistema di antifurto, analizzando le caratteristiche e le funzionalità di ognuno, ovvero della centrale, dei sensori di allarme e della sirena di antifurto.

    Centrale di allarme: questo apparecchio si può definire come il vero e proprio cuore dell’intero impianto; l’installazione della centrale può essere effettuata in prossimità del portone di ingresso per poterla attivare e disattivare con più facilità, o ancora in zone nascoste e dislocate, meno comode per attivarla e disattivarla ma sicuramente molto più sicure in quanto fuori dalla portata di eventuali ladri e malviventi intenzionati a manometterla. Al di là della posizione, comunque, per un ladro non è proprio un gioco da ragazzi riuscire a disattivare una centrale, in quanto bisogna sapere il codice, o nel caso in cui si utilizzano dei telecomandi è necessario decifrarli e immettersi sulla stessa frequenza. Come specificato sopra, alla centrale di allarme sono allacciati tutti gli altri dispositivi che compongono il sistema di antifurto: i sensori, i contatti, le telecamere, il combinatore telefonico e così via. Le centrali possiedono inoltre una funzione fondamentale, ovvero la parzializzazione: è proprio grazie a quest’ultima che risulta possibile suddividere la casa in più zone da monitorare. Tale funzionalità è l’ideale in special modo quando si sceglie di essere protetti stando all’interno dell’abitazione, per esempio durante le ore notturne o nel momento in cui si decide di lasciare aperte le porte e le finestre. Le centrali più innovative hanno la possibilità di connettersi alla rete Internet, si possono gestire a distanza e comunicano con Smartphone, Tablet e pc. Grazie a ciò, per l’utente sarà possibile controllare la propria casa continuamente e facilmente anche da remoto.

    Sensori di allarme: questi dispositivi sono l’occhio vigile dell’impianto, ad essi è affidato il ruolo di controllo della casa. In commercio se ne possono trovare molti, i quali differiscono per il tipo di tecnologia che sfruttano e per le funzioni che possiedono. I più venduti sono i sensori ad infrarosso, capaci di captare la variazione di temperatura che si verifica all’interno della zona controllata. Molto economici e sicuramente efficienti, si possono trovare anche nella variante “Pet friendly”, volta ad evitare i falsi allarmi dovuti al movimento di animali d’affezione presenti in casa. Altrettanto facili e a buon mercato sono i contatti magnetici da applicare sugli infissi delle finestre e sui serramenti delle porte (fanno scattare l’allarme nel momento in cui vengono allontanati e quindi aperti).

    Sirena di antifurto: si tratta di un dispositivo decisivo per l’impianto di allarme, in quanto è l’elemento che emette un suono di 100 decibel, e consente di far scappare i malviventi ed allarmare vicini, passanti e forze dell’ordine (esistono modelli sia da interno che da esterno).

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  • La centrale d’allarme: il cuore del sistema d’antifurto

    25 Dicembre 2018 • Antifurti1 Commento

    L’elemento principale di qualsiasi sistema di antifurto presente in commercio è rappresentato dalla centrale d’allarme, attraverso la quale si può gestite l’intero impianto. Pertanto è possibile attivare, disattivare e coordinare il sistema soltanto tramite la centrale, che gestisce le tempistiche, prende gli impulsi e le informazioni dai sensori, avvia gli attuatori e i vari dispositivi elettronici, gestisce le segnalazioni provenienti dalle telecamere, dai rilevatori e dai contatti magnetici. Generalmente le centrali sono inoltre dotate di una batteria tampone in grado di farla funzionare malgrado l’assenza di corrente elettrica, da un display e da una tastiera che ne facilitano l’utilizzo.

    Sul mercato del mondo della sicurezza si possono trovare tante tipologie di centrale, dai modelli che consentono di gestire più aree a quelli con interfaccia wireless (senza fili), dalle centrali con sirena a bordo a quelle dotate di Combinatore telefonico integrato (dispositivo che permette di avvisare l’utente non appena si verifica un intrusione grazie ad un sms, una e-mail o una chiamata). In commercio vengono proposte diverse centrali, le quali si presentano come una scatola da installare vicino la porta d’ingresso dell’abitazione ma anche di un ufficio, di un negozio o di un qualsiasi locale che si intende allarmare. La scelta tra questi diversi prodotti va fatta in base alle proprie specifiche esigenze di sicurezza. Vediamo insieme le caratteristiche e le funzionalità delle diverse centrali d’allarme:

    Centralina con definizione delle zone – la centrale di allarme consente di suddividere l’impianto in zone da gestire distintamente; in base alla configurazione del sistema, ogni area può essere associata ad uno o più sensori. La divisione in aree dell’edificio risulta davvero molto importante e non va sottovalutata, al contrario va realizzata tenendo ben presente la conformazione dell’abitazione e delle abitudini di chi vi risiede. La divisione in zone è fondamentale soprattutto per due aspetti: 1 – Grazie alla funzione di parzializzazione, che consiste nell’escludere alcune stanze dell’edificio mentre in contemporanea si sceglie di allarmarne delle altre, è possibile attivare soltanto una parte del sistema; per esempio, mentre la protezione perimetrale salvaguarda il perimetro attraverso i suoi sensori posti sulle porte e sulle finestre, all’utente sarà concesso di spostarsi liberamente all’interno della casa senza che far scattare l’allarme. 2 – La divisione in aree permette anche di rilevare con molta precisione i vari allarmi, individuando rapidamente i sensori andati in allarme e determinare se si tratti di falsi allarmi oppure no.

    La centrale d’allarme ed il controllo da remoto – da un po’ di anni a questa parte il settore del mondo della tecnologia è progredito notevolmente facendo molti passi in avanti sia in termini di accessibilità economica che di funzionalità ed efficienza, a tal punto che attualmente le centrali di allarme possono essere gestite e controllate dal proprietario in modo semplice e intuitivo anche a distanza tramite personal computer, Smartphone e Tablet: il tutto avviene grazie a dei specifici software e applicazioni sviluppati direttamente ed appositamente dalle aziende produttrici, facilitando e velocizzando non poco l’uso di questi dispositivi da parte delle persone.

    La centrale d’allarme: il cuore del sistema d’antifurto
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  • Caratteristiche e tipologie dei Sensori da esterno

    I sensori da esterno vengono usati per captare e di conseguenza segnalare le eventuali intrusioni da parte di ospiti indesiderati in zone molto ampie; frequentemente vengono utilizzati anche per consentire un intervento rapido da parte del proprietario dell’abitazione prima che il ladro o il malintenzionati riesca a forzare dia le porte che le finestre presenti. In commercio esistono svariate tipologie di sensori da esterno, di seguito vediamo insieme quali sono le principali:

    Sensori ad infrarosso attivo: si tratta di sensori caratterizzati da due componenti che si inviano a vicenda raggi ad infrarosso; in tal modo si genera una sorta di barriera invisibile all’occhio umano che, se interrotta, fa scattare l’allarme. Parliamo di barriere sottilissime, perfette per essere applicate sia sulle porte che sulle finestre, gradevoli a livello estetico ma soprattutto efficienti. I sensori che sfruttano la tecnologia ad infrarosso si possono programmare in base alle specifiche esigenze dell’utente, così da evitare il verificarsi di odiosi falsi allarmi causati per esempio dalle foglie spostate dal vento o ancora per lo spostamento degli animali domestici. Il grosso vantaggio di questo tipo di apparecchi è costituito dal fatto che sono dotati di due sensori che dialogano fra loro, aspetto che rende assai difficile un eventuale tentativo di sabotaggio. Inoltre, risultano funzionanti in modo ottimale anche con porte e finestre aperte, cosa che consente la parzializzazione del sistema.

    Sensori a microonde: parliamo di sensori che creano una barriera sensibile, generando una serie di onde elettromagnetiche ad alta frequenza; risultano molto sicuri soprattutto perché sono in grado di ridurre al minimo i falsi allarmi ed è difficile sabotarli. Questi sensori a microonde sono caratterizzati da due componenti principali: un ricevitore ed un trasmettitore. Nel caso in cui venisse rilevato l’attraversamento della zona sottoposta al monitoraggio, l’intensità del segnale captato dal ricevitore si abbasserà e verrà segnalato l’alert. Per un buon funzionamento dei sensori a microonde è consigliabile mantenere il segnale sempre costante (uno svantaggio sta nel fatto che il sensore è molto sensibile anche agli agenti atmosferici come pioggia e grandine, che potrebbero diminuire il segnale). Risultano l’ideale soprattutto per le aree ampie come i giardini e i cortili, proprio perché assicurano una copertura maggiore rispetto a quella dei sensori con tecnologia ad infrarosso.

    Sensori ad infrarosso passivo: si tratta di sensori caratterizzati da un unico elemento che monta lenti particolari capaci di rilevare la variazione di temperatura dovuta all’attraversamento della zona sottoposta al controllo. Questi sensori ad infrarosso ti tipo passivo sono la soluzione più diffusa per via della semplicità dell’installazione ma anche per l’ampia copertura che sono in grado di garantire e per il prezzo abbastanza contenuto (nel momento dell’acquisto è bene assicurarsi che siano dotati di protezione anti-mascheramento e anti-accecamento).

    Sensori a doppia tecnologia – infrarosso e microonde: questa tipologia di sensori rappresentano una interessante sviluppo dei sensori ad infrarosso passivo. Sono pensati e realizzati per assicurare maggior sicurezza e per limitare al massimo i fastidiosi i falsi allarmi, sfruttano sia la tecnologia ai raggi ad infrarosso sia quella a microonde. È proprio l’unione di queste sue tecnologie a far sì che si riescano a superare determinati limiti presenti nei tradizionali sensori ad infrarosso passivo (generalmente sono dotati di protezioni anti-mascheramento e anti-accecamento).

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  • Barriere Perimetrali ad Infrarossi per uso esterno

    10 Novembre 2018 • Sensori perimetrali2 Commenti

    Nel momento in cui si sceglie di proteggere la casa, ma anche un ufficio, un negozio, una azienda, una attività commerciale e così via, la migliore soluzione per evitare al meglio le eventuali intrusioni da parte dei ladri o dei malintenzionati, è quella di installare nell’impianto di antifurto le cosiddette Barriere Perimetrali ad Infrarossi. Parliamo di una tecnologia di protezione invisibile, sicura, efficiente e sicuramente accessibile da un punto di vista economico, grazie alla quale è possibile far scattare l’allarme in caso di violazione della zona posta sotto controllo. Per quanto riguarda le Barriere perimetrali ad infrarossi per esterno, queste ultime si presentano in diversi modi: è possibile usare sia i sensori PIR singoli (ossia passivi), sia i sensori PIR attivi, ossia composti da ricevitore e emettitore. Vediamo ora tutti i dettagli di questi sensori.

    Prendiamo in considerazione il funzionamento del sensore perimetrale: in questo caso il rilevatore di movimento è capace di percepire a distanza, nel caso di violazione dell’area controllata, il calore generato da un corpo umano. Per fare ciò sfrutta delle radiazioni con una lunghezza d’onda compresa tra 700 nm ed 1 mm: è proprio quando questo avviene che invia l’allarme. Questo è quanto accade con un singolo sensore: quest’ultimo, nel caso di spazi aperti, può essere installato a muro per poterne controllare il perimetro. Per quanto concerne la Barriera perimetrale ad infrarossi vera e propria, quest’ultima è caratterizzata da due sensori (un ricevitore ed un emettitore). Più che un ricevitore si tratta di un “riflessore”, che ha il ruolo di far rimbalzare il fascio ad infrarossi: in tal modo si genera un filo invisibile all’occhio umano che, se interrotto per via del passaggio di un essere umano, fa scattare l’invio di un segnale di allarme alla centralina.

    Oltre ai sensori PIR possono essere usati dei rilevatori a microonde (Micro Wave – in sigla MW), o in alternativa dei sensori a doppia tecnologia (questi ultimi fanno uso sia di infrarossi che di microonde). Per quanto riguarda il funzionamento di un sensore MW, si usa il principio di Doppler, lo stesso utilizzato dai radar: l’area viene saturata da onde elettromagnetiche che adoperano una certa energia per riempirla; nel momento in cui viene effettuata una nuova rilevazione e l’energia per saturare è diversa, è qui che scatta l’allarme. Come detto sopra, diversi rilevatori perimetrali sfruttano invece la doppia tecnologia: in questo caso il segnale di allarme viene inviato nel momento in cui sia il controllo ad Infrarossi che quello tramite le microonde danno esito positivo (assai utile per evitare i falsi allarmi che si verificano ad esempio al passaggio degli animali).

    Le barriere perimetrali ad infrarossi da ambiente esterno possono essere montate lungo il muro, sia a mezza aria che a terra: questo tipo di tecnologia riesce a coprire spazi che possono arrivare anche a più di 100 metri e, cosa molto importante, funzionano anche nelle ore notturne. Un’altra alternativa per realizzare delle protezioni all’esterno della nostra abitazione è l’installazione dai sensori interrati: questi ultimi vengono posizionati a pochi centimetri da terra, e sono capaci di individuare in modo magnetico il calpestio di eventuali ospiti sgraditi; inoltre non interferiscono con la presenza di piante o vegetazione varia (sono molto più costosi rispetto ai PIR e ai sensori a microonde). Per quanto riguarda i costi, una barriera ad infrarossi con PIR Attivi con copertura fino a 50 metri può costare 150 euro circa a coppia.

    Barriere Perimetrali ad Infrarossi per uso esterno
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