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telecamere


  • Videosorveglianza: caratteristiche e prezzi

    16 Agosto 2021 • VideosorveglianzaNessun commento

    Quali sono i costi per dotarsi di un sistema per la videosorveglianza? Come scegliere l’impianto migliore per rispondere al meglio alle nostre specifiche esigenze di sicurezza? Prima di tutto è importante sapere che per sorvegliare in modo ottimale un qualsiasi edificio un sistema deve avere i seguenti componenti: le telecamere, i cavi, un videoregistratore Digital Video Recorder, un hard disk, un monitor ed un joystick. Generalmente per un sistema di videosorveglianza efficiente e funzionale è necessaria una telecamera ogni due metri, mentre i punti visivi vanno pensati e realizzati in modo tale che nessuna zona perimetrale resti nascosta.

    Determinare anticipatamente il costo di un sistema di videosorveglianza risulta difficile se non si conosce prima l’area da monitorare; in questo contesto bisogna dire che un sistema di tipo wireless (senza fili) indubbiamente costa meno rispetto ad un impianto tradizionale via cavo, anche se è chiaro che può comportare alcuni aspetti deboli che vanno presi in considerazione: ad esempio se il campo visivo non risulta sgombro, se la trasmissione dei dati rischia di essere intercettata, se l’area è coperta da sistemi internet Wi-Fi, sarà consigliabile puntare su un impianto filare.

    La qualità delle telecamere gioca un ruolo fondamentale nell’efficienza dell’intero sistema di videosorveglianza, in quanto tutto l’impianto si basa sulla chiarezza e risoluzione delle immagini. Pertanto la telecamera va scelta con attenzione a seconda del suo raggio di azione visivo, della sua attendibilità nel rilevare le immagini, della sua resistenza agli agenti atmosferici (vento, pioggia, nebbia ecc.) e della sua capacità di ripresa notturna. In commercio i prezzi delle telecamere possono andare dai 30 ai 50 euro l’una (ovviamente il costo varia a seconda della qualità del dispositivo).

    Per quanto riguarda il Digital Video Recorder, quest’ultimo si può trovare sul mercato ad un costo che si aggira intorno alle 150 euro; generalmente si può risparmiare acquistando un DVR usato (sempre con una precedente consulenza con il tecnico specializzato). Il monitor, oltre ad essere presente in commercio per uso esclusivo dell’impianto di vigilanza, può essere anche quello di un personal computer oppure di una televisione. L’hard disk, compreso nel sistema, ha un costo che in media risulta accessibile.

    Ovviamente, ad incidere sul costo di un impianto per la videosorveglianza c’è il lavoro di manodopera da parte di personale competente e specializzato nel campo, un aspetto imprescindibile per realizzare ed installare un sistema ad hoc. In commercio si possono trovare tantissime soluzioni pronte a soddisfare le innumerevoli esigenze di sicurezza ed economiche dei clienti; inoltre non sarà difficile trovare dispositivi usati in ottimo stato d’uso, oppure affidarsi a tecnici esperti che sapranno consigliare ciò che serve per una perfetta ed eccellente sorveglianza.

    Infine, se si decide di realizzare in prima persona un sistema per la protezione del proprio immobile, in commercio si trovano dei kit per la videosorveglianza fai da te; il costo in media parte dai 200 euro per quattro telecamere ed un cavo tradizionale (il prezzo di questi kit sale in base alle caratteristiche delle telecamere, alla qualità degli altri componenti e al tipo di tecnologia utilizzata).

  • Software per gestire e controllare le telecamere

    16 Giugno 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Nell’ambito delle telecamere di videosorveglianza, i software di gestione rappresentano il vero e proprio fulcro del sistema di protezione, sia in termini di controllo che di monitoraggio a 360 gradi. In sostanza dal software parte tutto, in quanto è grazie a tale dispositivo che ci viene assicurata la possibilità di avere il quadro completo, ossia una visione d’insieme. Per esempio, se la nostra necessità è quella di avere sotto controllo il perimetro di una struttura o di altre aree e stanze indoor, avremo bisogno di un sistema in grado di gestire tutte le telecamere per la videosorveglianza, pertanto risulta fondamentale avere il dispositivo giusto, dotato dei requisiti e delle funzionalità adatte alle nostre specifiche esigenze di sicurezza.

    Attualmente in commercio si possono trovare software per il controllo delle telecamere di videosorveglianza assai innovativi e performanti, disponibili sia per personal computer che per notebook, Tablet e Smartphone (inoltre il modello ISPY Connect è gratuito). Tutti questi apparecchi consentono la visione d’insieme, con il monitor suddiviso in varie zone, tante quante sono le telecamere attive in quel momento. Ovviamente ogni software possiede i suoi punti forti: alcuni software, infatti, garantiscono all’utente la possibilità di avere accesso alla diretta streaming da Internet attraverso il protocollo di rete IP (Internet Protocol). Dunque non vi sarà alcuna necessità della presenza fisica nel luogo da monitorare. Pertanto, attraverso una password, si potrà visualizzare il video generato e trasmesso dalle telecamere di videosorveglianza con il proprio computer, notebook, ipod ecc. a distanza comodamente via web. Un bel vantaggio non vi pare!

    Inoltre, i software di ultima generazione, sono dotati di una funzione di anti manomissione. Per fare un esempio concreto, se malauguratamente un ladro decida di cimentarsi nella manomissione o nell’oscuramento di una o più telecamere, il sistema di controllo-gestione invierà immediatamente un allarme anche tramite telefono. In più, il sistema è tarato sulla sfocatura della telecamera: pertanto, se essa non è in grado di mettere a fuoco, partirà un segnale di manomissione. La maggioranza dei software di gestione delle telecamere di videosorveglianza hanno la possibilità di registrare, di effettuare il backup automatico dei video, di chiamare o inviare messaggi in caso di allarme, di comprimere Mjpeg per salvare spazio e banda, e sono dotati di zoom automatizzato con possibilità di andare dietro ad un obiettivo attraverso la telecamera.

    Diversi software consentono anche delle funzioni riguardo i dispositivi e i circuiti remoti, come l’accensione e lo spegnimento delle luci, l’apertura dei cancelli e così via. Anche se tutti i programmi lo prevedono, è preferibile verificare con attenzione che se le telecamere lavorano nella versione wireless (senza fili) e che il segnale sia criptato in WPA. Infine, per quanto riguarda il costo di un software, generalmente è influenzato dalla quantità dei canali presenti e dal numero delle telecamere da gestire. Per fare un riferimento generico, parliamo di circa 250 euro per 4 telecamere, e di 900 euro per 16 telecamere; ovviamente, le variazioni dei costi che vi abbiamo proposto possono verificarsi in base alla qualità del prodotto acquistato e dalle sue specifiche funzionalità.

  • Telecamere per la videosorveglianza aeree

    23 Maggio 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Oggigiorno, come ormai è chiaro alla maggioranza delle persone, la tecnologia è sempre più protagonista delle nostre esistenze: tutto o quasi, nell’era contemporanea, è più smart, agevole, veloce ed intuitivo grazie alle svariate innovazioni della tecnica. In questo contesto, anche nel campo degli impianti per la videosorveglianza si è allargato di molto l’orizzonte delle innumerevoli possibilità di applicazione che le tecnologie offrono agli utenti di ogni tipo. Nella fattispecie, sul mercato dei prodotti per la sicurezza è arrivato a rivoluzionare il mondo delle telecamere un nuovissimo e curioso dispositivo, che ci consente di monitorare un’intera area direttamente dall’alto: si tratta di un quadricottero, ovvero un apparecchio realizzato dall’azienda francese Parrot, che è in grado di volare nel cielo grazie alla dotazione di una doppia telecamera di videosorveglianza, una posizionata al lato e l’altra posta al di sotto della sua “pancia”. Un maniera alternativa e del tutto efficiente per sorvegliare dall’alto un ambiente altrimenti inaccessibile, in cui vi è l’impossibilità di installare una o più telecamere fisse.

    Il dispositivo in questione è denominato Ar.Drone, ed è nato come una sorta di giocattolo col quale realizzare delle battaglie virtuali, che viene usato anche per riprendere dal cielo determinate zone sensibili delle case, degli uffici, delle aziende, dei parchi e così via. Questo suo duplice uso è dovuto al fatto che tale sorta di elicotterino (ossia un quadricottero con quattro motori elettrici brushless molto leggeri e privi di rotore), è dotato di una doppia telecamera che consente proprio la visione dal cielo. È inoltre fornito di un trasmettitore wireless (senza fili) che dialoga con un Iphone, Ipad, pc o notebook in modo rapido e facilitato attraverso un programma integrato (basterà trovare una rete e collegarsi a quella del Drone). In prima battuta non sarà semplice, a tal punto che risulta consigliabile l’uso del volo libero, ma con il tempo ci si prenderà la mano, fino a guidare la telecamera volante oscillando semplicemente l’Iphone (si usa l’accellerometro presente nel dispositivo Apple).

    È importante specificare che il l’Ar.Drone non può volare in situazioni atmosferiche difficili come pioggia, neve, grandine e vento oltre i 15 Km/h, e possiede una autonomia di circa 12 minuti, date le sue batterie in polimeri di litio da 1000 mAh. Tale dispositivo si muove ad una velocità di circa 18 Km/h, mentre la distanza alla quale può essere comandato è di 50 metri circa (oltre il wireless può avere problemi per quanto riguarda la ricezione). Nell’ambito della risoluzione delle due telecamere, parliamo di 640 × 480 che trasmettono in tempo reale a 15 fotogrammi al secondo; l’Ar.Drone, inoltre, è in grado di localizzare, da una distanza di 5 metri, un target, ovvero un tag con codice, molto simile a quelli per gli Smartphone per capirci. In tale circostanza l’obiettivo è ovviamente ludico, si utilizza per le “battaglie” fra droni, ma la sua applicazione nel settore della videosorveglianza può senza dubbio tornare molto utile. Infine, per ciò che concerne i costi del dispositivo, parliamo di circa 300 euro, e si può acquistare su web direttamente sul sito internet della azienda produttrice francese Parrot.

  • Migliorare immagini e video delle telecamere di videosorveglianza

    18 Marzo 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Uno degli aspetti più importanti nell’ambito della progettazione di un impianto per la videosorveglianza, riguarda senza ombra di dubbio la qualità delle foto e dei video generati dalle telecamere. Il criterio di giudizio che rileva e definisce tale fattore è dato dalla risoluzione: quest’ultima, infatti, determina quale sarà il livello dei video registrati e dei fermo immagine scattati. A tal proposito è importante rimarcare un elemento fondamentale, ovvero il fatto che bisogna fare attenzione ad acquistare un videoregistratore in grado di supportare le alte risoluzioni, ed in questo contesto la stessa cosa vale per il monitor. Ciò è importante in quanto possedere delle telecamere in grado di registrare ad elevata risoluzione, mentre gli altri apparecchi non riescono a sostenerle, rappresenta un inutile e spiacevole spreco di denaro.

    In commercio vengono proposte diverse tipologie di telecamere, dai modelli “entry level” a quelli più costosi e sofisticati. Tra i vari tipi, le telecamere standard sono quelle dal prezzo più accessibile, ovviamente il loro grado di risoluzione non è tra i migliori, ma risultano comunque efficienti quando l’utente non ha alcuna necessità di un monitoraggio meticoloso che vada a captare il piccolo dettaglio. Andando su di livello, è possibile prendere in considerazione altri due modelli, le telecamere IP Megapixel e le telecamere HDTV: parliamo di apparecchi più costosi, in special modo per ciò che concerne le HDTV, le quali operano ad alta definizione e sono anche in grado di raggiungere fermo immagini molto dettagliati per via del loro zoom potente.

    La capacità di generare immagini precise e di zoomare è senza dubbio un grande punto di forza delle telecamere più recenti e innovative; soprattutto rispetto ai dispositivi standard è stata risolta la difficoltà delle linee sovrapposte, criticità non da poco che generalmente rendeva i fermo immagine sostanzialmente inutili ed inservibili. In questo panorama è importante sottolineare che i sistemi per la videosorveglianza risultano sempre e comunque ampliabili nel corso del tempo, perciò è assolutamente normale iniziare con soluzioni entry level per poi arricchire il sistema e perfezionare l’aspetto risoluzione di foto e video. Ovviamente le case produttrici sono costantemente alla ricerca di intuizioni nuove per rendere migliori la qualità delle immagini e dei video; infatti sono attualmente in cerca di soluzioni che possano rendere le ultimissime tecnologie sempre più accessibili alle diverse fasce di mercato, a differenza di un recente passato in cui le attuali top level, risultavano ad uso praticamente esclusivo dei sistemi di videosorveglianza di tipo professionale.

    Riassumendo, possiamo dire che la maniera migliore per avere foto e video ottimali è quello di usare telecamere ad elevata definizione ed apparecchi capaci di supportarle. È consigliabile, allorché abbiate comprato delle telecamere ad alta definizione ma non riusciate ad acquisire immagini e video di qualità, controllare attentamente se il videoregistratore ed il monitor siano in grado di essere all’altezza delle telecamere per la videosorveglianza. Solitamente, infatti, le criticità in questo senso nascono dalla loro incomunicabilità ed incompatibilità, pertanto risolvere il problema può voler dire semplicemente cambiarli ed ottenere finalmente immagini e video al alta risoluzione.

  • Monitor per la videosorveglianza: come sceglierlo

    21 Febbraio 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Ad oggi gli impianti di videosorveglianza sono gli strumenti più usati per monitorare giorno e notte sia gli ambienti interni che quelli esterni: non soltanto strutture di prestigio come le banche, i musei e gli edifici pubblici, ma anche semplici attività commerciali, aziende, uffici e case private vengono messe in sicurezza tramite l’installazione di impianti costituiti da diverse telecamere, un videoregistratore digitale Digital Video Recorder (DVR), un apposito software ed un monitor adibiti alla visualizzazione delle immagini generate in tempo reale o registrate. In passato tali sistemi erano quasi esclusivamente appannaggio di persone benestanti, oggi invece gli impianti di videosorveglianza sono alla portata dei più. Il settore tecnologico, infatti, ha compiuto passi da giganti, ed attualmente chiunque può permettersi di acquistare un kit per la videosorveglianza completo di tutto il necessario, disponibile presso i negozi fisici presenti sul territorio oppure sugli store online specializzati e sui siti di e-commerce, i quali offrono una vasta scelta a prezzi accessibili e competitivi.

    Tra i dispositivi più importanti di questi kit, sono da annoverare i monitor per gli impianti di videosorveglianza, ovvero l’elemento hardware tramite cui il proprietario può controllare le immagini generate dalle telecamere. Vista la vastità dell’offerta commerciale, scegliere il monitor giusto per il nostro sistema non è una cosa semplice. Prima si tutto è necessario avere ben presenti molti fattori, tra cui il proprio budget e le caratteristiche che il monitor deve possedere. Il ruolo principale del monitor in un impianto per la videosorveglianza, è quello di convertire il segnale video originato dalle telecamere e filtrato dal Digital Video Recorder, in immagini che il proprietario visualizzerà alla ricerca di eventuali autori di danneggiamenti o intrusioni. In questo contesto, la qualità del monitor deve essere all’altezza di quella delle telecamere, in quanto soltanto così sarà possibile una fedele riproduzione delle immagini captate dal sistema di ripresa.

    Oggigiorno, nel campo della videosorveglianza, vengono utilizzate due principali tipologie di monitor: i modelli a tubo catodico (CRT) e la versione a cristalli liquidi (LCD). Scegliere il tipo più adatto al nostro impianto deve dipendere anche dalla grandezza del monitor stesso (la quale si misura in pollici) e dalla sua capacità risoluzione, fattore che determina la qualità delle immagini. Se si ha a diposizione uno spazio limitato, sarà meglio scegliere un monitor più piccolo (ad esempio da 4 pollici), tenendo conto che possono essere grandi sino a 21 pollici.

    Infine, per ciò che concerne la risoluzione, i tradizionali monitor a tubo catodico risultano più che sufficienti per assicurare all’utente immagini di buona qualità, tramite le quali si potranno riconoscere sia gli oggetti che le persone. Ovviamente, se si desidera ottenere immagini minuziose, a colori e con un livello di risoluzione elevato, sarà opportuno scegliere il modello di monitor LCD, sicuramente più innovativo, meno ingombrante e capace di garantire maggiori funzioni. Se si decide di installare un impianto per la videosorveglianza con all’interno telecamere di rete IP (Internet Protocol), è consigliare optare per questa tipologia di monitor, che tra le caratteristiche sopra citate, riescono a rendere al meglio anche le immagini digitali ad elevata risoluzione.