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  • Software per gestire e controllare le telecamere

    16 Giugno 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Nell’ambito delle telecamere di videosorveglianza, i software di gestione rappresentano il vero e proprio fulcro del sistema di protezione, sia in termini di controllo che di monitoraggio a 360 gradi. In sostanza dal software parte tutto, in quanto è grazie a tale dispositivo che ci viene assicurata la possibilità di avere il quadro completo, ossia una visione d’insieme. Per esempio, se la nostra necessità è quella di avere sotto controllo il perimetro di una struttura o di altre aree e stanze indoor, avremo bisogno di un sistema in grado di gestire tutte le telecamere per la videosorveglianza, pertanto risulta fondamentale avere il dispositivo giusto, dotato dei requisiti e delle funzionalità adatte alle nostre specifiche esigenze di sicurezza.

    Attualmente in commercio si possono trovare software per il controllo delle telecamere di videosorveglianza assai innovativi e performanti, disponibili sia per personal computer che per notebook, Tablet e Smartphone (inoltre il modello ISPY Connect è gratuito). Tutti questi apparecchi consentono la visione d’insieme, con il monitor suddiviso in varie zone, tante quante sono le telecamere attive in quel momento. Ovviamente ogni software possiede i suoi punti forti: alcuni software, infatti, garantiscono all’utente la possibilità di avere accesso alla diretta streaming da Internet attraverso il protocollo di rete IP (Internet Protocol). Dunque non vi sarà alcuna necessità della presenza fisica nel luogo da monitorare. Pertanto, attraverso una password, si potrà visualizzare il video generato e trasmesso dalle telecamere di videosorveglianza con il proprio computer, notebook, ipod ecc. a distanza comodamente via web. Un bel vantaggio non vi pare!

    Inoltre, i software di ultima generazione, sono dotati di una funzione di anti manomissione. Per fare un esempio concreto, se malauguratamente un ladro decida di cimentarsi nella manomissione o nell’oscuramento di una o più telecamere, il sistema di controllo-gestione invierà immediatamente un allarme anche tramite telefono. In più, il sistema è tarato sulla sfocatura della telecamera: pertanto, se essa non è in grado di mettere a fuoco, partirà un segnale di manomissione. La maggioranza dei software di gestione delle telecamere di videosorveglianza hanno la possibilità di registrare, di effettuare il backup automatico dei video, di chiamare o inviare messaggi in caso di allarme, di comprimere Mjpeg per salvare spazio e banda, e sono dotati di zoom automatizzato con possibilità di andare dietro ad un obiettivo attraverso la telecamera.

    Diversi software consentono anche delle funzioni riguardo i dispositivi e i circuiti remoti, come l’accensione e lo spegnimento delle luci, l’apertura dei cancelli e così via. Anche se tutti i programmi lo prevedono, è preferibile verificare con attenzione che se le telecamere lavorano nella versione wireless (senza fili) e che il segnale sia criptato in WPA. Infine, per quanto riguarda il costo di un software, generalmente è influenzato dalla quantità dei canali presenti e dal numero delle telecamere da gestire. Per fare un riferimento generico, parliamo di circa 250 euro per 4 telecamere, e di 900 euro per 16 telecamere; ovviamente, le variazioni dei costi che vi abbiamo proposto possono verificarsi in base alla qualità del prodotto acquistato e dalle sue specifiche funzionalità.

    Software per gestire e controllare le telecamere
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  • Videosorveglianza e Privacy: adempimenti e sanzioni

    27 Maggio 2019 • Fisco e leggiNessun commento

    La regolamentazione per gli impianti di videosorveglianza è illustrata all’interno del Provvedimento in materia dell’8 aprile 2010, emanato dal Garante della Privacy. Tale provvedimento sostituisce quello del 2004, in vista dell’aumento considerevole, negli anni, dell’uso di questi impianti di sicurezza da parte di soggetti sia pubblici che privati. I filmati ripresi, servendosi di sistemi per la videosorveglianza, fanno parte della categoria dei dati personali; pertanto, chi utilizza tali impianti, deve obbligatoriamente conformarsi al Codice in materia dei Dati Personali, in cui vengono riportate anche le eventuali sanzioni a carico di chi risulta inadempiente.

    Per quanto riguarda gli adempimenti, il principio fondamentale riguarda il fatto che chiunque decida di installare un impianto per la videosorveglianza, debba necessariamente segnalarne la presenza, in quanto qualsiasi persona entri nella zona interessata dalle riprese sappia della presenza delle telecamere ancor prima di accedere nel raggio di ripresa. Tale avviso va effettuato attraverso l’esposizione di specifici cartelli da posizionare in a ridosso dell’ambiente interessato per essere ben visibili. Nell’eventualità in cui gli impianti di videosorveglianza restino attivi anche di notte, i cartelli vanno illuminati in modo opportuno. Tali cartelli devono riportare anche un simbolo stilizzato, ovvero di facile comprensione, che specifichi l’utilizzo delle telecamere, il nominativo di chi ha accesso alla strumentazione ed alla visualizzazione dei filmati ripresi, ed un rimando anche all’informativa, ossia all’articolo 13 del Codice in Materia dei Dati Personali.

    Per quanto riguarda le riprese realizzate per scopi di controllo dell’ordine pubblico, di prevenzione di atti vandalici e di sicurezza sui luoghi di lavoro, vi è un’eccezione, in quanto tali situazioni non rispondono all’obbligo della segnalazione. Solitamente, per poter installare un impianto per la videosorveglianza, non c’è bisogno dell’approvazione del Garante della privacy; in tale contesto, però, fanno eccezione tutte le circostanze nelle quali vi è il rischio di ledere i diritti, le libertà fondamentali e la dignità delle persone riprese. Per esempio, necessitano di accertamento preliminare gli impianti che sfruttano quelle tecnologie capaci di captare i dati biometrici, di rilevare specifici eventi o condotte anomale, o di identificare in maniera automatica un individuo sulla base delle immagini registrate.

    Per ciò che concerne la notifica al Garante della Privacy, essa si realizza soltanto nelle situazioni elencate nell’articolo 37 del Codice sui Dati Personali da applicare al settore della videosorveglianza, ossia quelle nelle quali si rilevano i dati biometrici dei cittadini ripresi o la loro determinazione geografica. Inoltre, la conservazione delle immagini generate dalle telecamere non deve superare le 24 ore; soltanto in condizioni specifiche, in cui esiste un alto fattore di pericolo (per esempio nelle banche o nei musei), si può arrivare ad una durata massima di sette giorni. Nel caso in cui vi sia la necessità di conservare le immagini più a lungo, risulterà necessaria l’accertamento preliminare del Garante della Privacy. Secondo quanto previsto nel Codice sui Dati Personali, il titolare deve inoltre predisporre determinate misure di sicurezza per evitare la perdita, la distruzione o l’accesso illecito alle immagini generate dalle telecamere di videosorveglianza, nonché il loro uso per obiettivi non in linea con le finalità previste.

    Videosorveglianza e Privacy: adempimenti e sanzioni
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  • Telecamere per la videosorveglianza aeree

    23 Maggio 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Oggigiorno, come ormai è chiaro alla maggioranza delle persone, la tecnologia è sempre più protagonista delle nostre esistenze: tutto o quasi, nell’era contemporanea, è più smart, agevole, veloce ed intuitivo grazie alle svariate innovazioni della tecnica. In questo contesto, anche nel campo degli impianti per la videosorveglianza si è allargato di molto l’orizzonte delle innumerevoli possibilità di applicazione che le tecnologie offrono agli utenti di ogni tipo. Nella fattispecie, sul mercato dei prodotti per la sicurezza è arrivato a rivoluzionare il mondo delle telecamere un nuovissimo e curioso dispositivo, che ci consente di monitorare un’intera area direttamente dall’alto: si tratta di un quadricottero, ovvero un apparecchio realizzato dall’azienda francese Parrot, che è in grado di volare nel cielo grazie alla dotazione di una doppia telecamera di videosorveglianza, una posizionata al lato e l’altra posta al di sotto della sua “pancia”. Un maniera alternativa e del tutto efficiente per sorvegliare dall’alto un ambiente altrimenti inaccessibile, in cui vi è l’impossibilità di installare una o più telecamere fisse.

    Il dispositivo in questione è denominato Ar.Drone, ed è nato come una sorta di giocattolo col quale realizzare delle battaglie virtuali, che viene usato anche per riprendere dal cielo determinate zone sensibili delle case, degli uffici, delle aziende, dei parchi e così via. Questo suo duplice uso è dovuto al fatto che tale sorta di elicotterino (ossia un quadricottero con quattro motori elettrici brushless molto leggeri e privi di rotore), è dotato di una doppia telecamera che consente proprio la visione dal cielo. È inoltre fornito di un trasmettitore wireless (senza fili) che dialoga con un Iphone, Ipad, pc o notebook in modo rapido e facilitato attraverso un programma integrato (basterà trovare una rete e collegarsi a quella del Drone). In prima battuta non sarà semplice, a tal punto che risulta consigliabile l’uso del volo libero, ma con il tempo ci si prenderà la mano, fino a guidare la telecamera volante oscillando semplicemente l’Iphone (si usa l’accellerometro presente nel dispositivo Apple).

    È importante specificare che il l’Ar.Drone non può volare in situazioni atmosferiche difficili come pioggia, neve, grandine e vento oltre i 15 Km/h, e possiede una autonomia di circa 12 minuti, date le sue batterie in polimeri di litio da 1000 mAh. Tale dispositivo si muove ad una velocità di circa 18 Km/h, mentre la distanza alla quale può essere comandato è di 50 metri circa (oltre il wireless può avere problemi per quanto riguarda la ricezione). Nell’ambito della risoluzione delle due telecamere, parliamo di 640 × 480 che trasmettono in tempo reale a 15 fotogrammi al secondo; l’Ar.Drone, inoltre, è in grado di localizzare, da una distanza di 5 metri, un target, ovvero un tag con codice, molto simile a quelli per gli Smartphone per capirci. In tale circostanza l’obiettivo è ovviamente ludico, si utilizza per le “battaglie” fra droni, ma la sua applicazione nel settore della videosorveglianza può senza dubbio tornare molto utile. Infine, per ciò che concerne i costi del dispositivo, parliamo di circa 300 euro, e si può acquistare su web direttamente sul sito internet della azienda produttrice francese Parrot.

    Telecamere per la videosorveglianza aeree
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  • Videosorveglianza nel parcheggio condominiale

    02 Maggio 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Capita di frequente che gli spazi condominiali siano oggetto di problematiche di vario genere legate ai furti, alle azioni di vandali e ad altri spiacevoli inconvenienti con i quali i condomini si trovano spesso a fare i conti, ed è proprio per queste ragioni che, generalmente, durante le riunioni di condominio, si decida di fornire l’area condivisa di sistemi per la videosorveglianza. Ovviamente, i vantaggi degli ambienti sottoposti alla videosorveglianza sono elevati, in quanto i residenti, unendo le forze e sostenendo ciascuno una spesa di fatto ragionevole, riescono ad ottenere un notevole ritorno in termini di qualità e sicurezza. Se pensiamo al parcheggio del condominio, le automobili in generale e soprattutto quelle che hanno un costo elevato, rischiano quotidianamente di essere danneggiate o rubate, sia per incuria che per azione volontaria; in questo contesto, grazie alle telecamere di videosorveglianza, si potranno non solo monitorare e quindi proteggere le aree soggette a questi rischi, ma soprattutto chi commette furto o danneggiamento dovrà necessariamente prendersene la responsabilità e pagarne le conseguenze.

    In tale panorama, uno dei più grandi ostacoli da sorvolare in caso di videosorveglianza nell’ambito di un parcheggio condominiale, è quello delle norme previste nella Legge sulla Privacy: è proprio il garante della privacy ad avere il compito di individuare il labile equilibrio fra il rispetto del diritto alla privacy dei cittadini e la necessità di sicurezza in determinati luoghi. In poche parole, questa figura ha predisposto delle regole da seguire obbligatoriamente nel caso in cui si decida di approntare un impianto di videosorveglianza in uno spazio pubblico, in quanto si tratta di un ambiente che, a differenza delle mura domestiche, è condiviso con molti altri individui; un esempio in questo senso è dato da un parcheggio condominiale: pertanto vanno seguite attentamente le norme sulla privacy, così da non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge italiana.

    La questione Privacy, nel settore della videosorveglianza, rappresenta una tematica controversa e di grande attualità, in quanto nel nostro Paese il processo di ripresa e di registrazione dei video generati dalle telecamere è oggetto di un regolamento molto ferreo sorretto da diverse leggi, nate con un duplice scopo principale: informare gli utenti che vengono ripresi, rivelare quale sia la motivazione del trattamento delle immagini e chi ne sia il responsabile. Nel caso della videosorveglianza nel parcheggio di condominio, essendovi soltanto eventuali visitatori e condomini da tutelare in fatto di privacy, si dovranno seguire due regole fondamentali, che riguardano l’aspetto dell’informazione e del trattamento dei dati.

    Secondo quanto previsto dalle normative vigenti nell’ambito dell’informazione, bisogna esporre uno specifico cartello in prossimità del parcheggio sorvegliato: questo cartello deve riportare la dicitura “Area Videosorvegliata”, volta ad informare i cittadini che si apprestano ad entrare nel parcheggio che tutto ciò che faranno verrà sottoposto alla registrazione della telecamera. La seconda regola riguarda il trattamento dei dati, pertanto tutte le registrazioni delle telecamere dovranno essere obbligatoriamente cancellate al massimo 24 ore dopo l’avvenuta registrazione, e potranno essere mantenute in archivio soltanto per eventuali motivi di sicurezza previa autorizzazione degli organi preposti.

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  • Migliorare immagini e video delle telecamere di videosorveglianza

    18 Marzo 2019 • VideosorveglianzaNessun commento

    Uno degli aspetti più importanti nell’ambito della progettazione di un impianto per la videosorveglianza, riguarda senza ombra di dubbio la qualità delle foto e dei video generati dalle telecamere. Il criterio di giudizio che rileva e definisce tale fattore è dato dalla risoluzione: quest’ultima, infatti, determina quale sarà il livello dei video registrati e dei fermo immagine scattati. A tal proposito è importante rimarcare un elemento fondamentale, ovvero il fatto che bisogna fare attenzione ad acquistare un videoregistratore in grado di supportare le alte risoluzioni, ed in questo contesto la stessa cosa vale per il monitor. Ciò è importante in quanto possedere delle telecamere in grado di registrare ad elevata risoluzione, mentre gli altri apparecchi non riescono a sostenerle, rappresenta un inutile e spiacevole spreco di denaro.

    In commercio vengono proposte diverse tipologie di telecamere, dai modelli “entry level” a quelli più costosi e sofisticati. Tra i vari tipi, le telecamere standard sono quelle dal prezzo più accessibile, ovviamente il loro grado di risoluzione non è tra i migliori, ma risultano comunque efficienti quando l’utente non ha alcuna necessità di un monitoraggio meticoloso che vada a captare il piccolo dettaglio. Andando su di livello, è possibile prendere in considerazione altri due modelli, le telecamere IP Megapixel e le telecamere HDTV: parliamo di apparecchi più costosi, in special modo per ciò che concerne le HDTV, le quali operano ad alta definizione e sono anche in grado di raggiungere fermo immagini molto dettagliati per via del loro zoom potente.

    La capacità di generare immagini precise e di zoomare è senza dubbio un grande punto di forza delle telecamere più recenti e innovative; soprattutto rispetto ai dispositivi standard è stata risolta la difficoltà delle linee sovrapposte, criticità non da poco che generalmente rendeva i fermo immagine sostanzialmente inutili ed inservibili. In questo panorama è importante sottolineare che i sistemi per la videosorveglianza risultano sempre e comunque ampliabili nel corso del tempo, perciò è assolutamente normale iniziare con soluzioni entry level per poi arricchire il sistema e perfezionare l’aspetto risoluzione di foto e video. Ovviamente le case produttrici sono costantemente alla ricerca di intuizioni nuove per rendere migliori la qualità delle immagini e dei video; infatti sono attualmente in cerca di soluzioni che possano rendere le ultimissime tecnologie sempre più accessibili alle diverse fasce di mercato, a differenza di un recente passato in cui le attuali top level, risultavano ad uso praticamente esclusivo dei sistemi di videosorveglianza di tipo professionale.

    Riassumendo, possiamo dire che la maniera migliore per avere foto e video ottimali è quello di usare telecamere ad elevata definizione ed apparecchi capaci di supportarle. È consigliabile, allorché abbiate comprato delle telecamere ad alta definizione ma non riusciate ad acquisire immagini e video di qualità, controllare attentamente se il videoregistratore ed il monitor siano in grado di essere all’altezza delle telecamere per la videosorveglianza. Solitamente, infatti, le criticità in questo senso nascono dalla loro incomunicabilità ed incompatibilità, pertanto risolvere il problema può voler dire semplicemente cambiarli ed ottenere finalmente immagini e video al alta risoluzione.

    Migliorare immagini e video delle telecamere di videosorveglianza
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