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La tua guida ai sistemi di allarme

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  • Contatti magnetici Reed

    20 Giugno 2019 • AntifurtiNessun commento

    I contatti magnetici Reed sono dispositivi molto diffusi ed apprezzati nell’ambito dei prodotti per la sicurezza presenti in commercio, disponibili sia nei reparti dedicati agli apparecchi elettronici presenti nei negozi che distribuiscono tutto il necessario per il fai da te, sia nelle normali ferramenta. Inoltre, se si vuole risparmiare ulteriormente, è possibile acquistare i contatti magnetici anche on line, dove si possono trovare anche a prezzi vantaggiosi. Il contatto magnetico è costituito da due parti, ovvero il magnete ed il contatto Reed: parliamo di due piccoli contatti da installare rispettivamente sul battente della porta e sull’infisso della finestra: quando i due elementi vengono separati e quindi si allontanano l’uno dall’altro, trasmettono un segnale alla centrale di sorveglianza, che a sua volta fa partire l’allarme. Si tratta di un circuito aperto che si chiude nel momento in cui il magnete si allontana dall’interruttore.

    Sono tanti i vantaggi dovuti all’acquisto di apparecchi che utilizzano la tecnologia Reed, fra questi sono da annoverare senza dubbio la facilità dell’installazione, che si può realizzare in totale autonomia senza l’assistenza di tecnici esperti nel settore, l’acquisto decisamente accessibile da un punto di vista economico e la possibilità, come specificato prima, di poterli comprare anche su internet. I contatti magnetici vengono ideati e progettati dalle aziende che li producono sia nella modalità wireless (senza fili) che nella versione via cavo (filare). Vediamo ora quali sono le specifiche funzioni dei contatti magnetici a vista e da incasso, e di quelli che sfruttano la tecnologia senza fili e via cavo.

    Per quanto riguarda i contatti magnetici a vista, si tratta di apparecchi visibili ad occhio nudo, possiedono una forma cilindrica o rettangolare; grazie all’uso viti o di biadesivi molto potenti, vengono collocati uno sul battente e l’altro sul telaio della porta, cosicché ad infisso serrato i contatti riescono a sovrapporsi e a creare il circuito (nel caso delle finestre avviene lo stesso identico procedimento). Questa tipologia di contatti, essendo a vista, viene proposta in commercio in più colorazioni, per renderli più gradevoli ed appropriati all’arredamento dell’abitazione. Al contrario, i contatti da incasso non sono visibili, in quanto vengono inseriti all’interno della struttura del serramento; pertanto risultano più sottili ed ovviamente discreti.

    Per ciò che concerne i contatti magnetici filari, parliamo di dispositivi efficaci ma al contempo più problematici da installare, poiché bisogna prestare attenzione al corretto passaggio dei cavi; al contrario, i contatti wireless sono senza dubbio più semplici da installare anche per chi non ha chissà quale competenza tecnica. Solitamente è preferibile installare i contatti anche sulle tapparelle per avere una protezione a 360 gradi. La scelta fra queste diverse tipologie di contatti magnetici va realizzata in base alla forma, alla struttura, al materiale della porta o della finestra ed al livello di sicurezza che si intende raggiungere per la propria casa. Concludendo, è fondamentale ribadire che i contatti magnetici sono dei prodotti notevolmente economici: ovviamente i prezzi possono variare a seconda delle peculiarità che vi abbiamo riportato e ad altre specifiche funzioni in aggiunta come quella detta di anti-sabotaggio, molto utile per contrastare l’eventuale danneggiamento da parte di ladri e malintenzionati.

    Contatti magnetici Reed
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  • Miglior Antifurto per la casa wireless

    03 Febbraio 2019 • Antifurto wirelessNessun commento

    C’è chi sceglie di installare un antifurto wireless (senza fili) per la propria abitazione, chi invece opta per un impianto con il normale cablaggio (filare): in entrambi i casi si tratta della scelta giusta, in quanto tutti e due i sistemi assicurano all’utente una buona salvaguardia dei locali domestici; non si decretare il migliore, perché la preferenza tra l’uno o l’altro si basa su una serie di motivi, non ultima lo situazione di avanzamento dei lavori di ristrutturazione o costruzione dell’edificio. Nel caso in cui non si vogliano affrontare i lavori sui muri e le spese per la messa in posa dei cavi nelle apposite canaline, è preferibile di gran lunga scegliere un antifurto wireless.

    Prima di tutto, bisogna dire che ogni tipo di appartamento differisce da un altro, tuttavia possiamo tracciare delle regole e dei metodi comuni; è bene sapere che un antifurto per abitazioni wireless può convivere tranquillamente con un sistema cablato. Per esempio, se decidiamo di collegare in seguito una parte della casa non coperta dall’allarme (magari il garage o parte di un giardino), possiamo farlo attraverso il posizionamento di sensori o di telecamere wireless. Vediamo ora quali sono i componenti da scegliere per realizzare l’installazione e per dotarsi di un buon antifurto per la casa senza fili.

    La Centralina: si tratta del cuore pulsante dell’impianto e va collocata in modo strategico, generalmente in prossimità della porta d’ingresso. Questo dispositivo gestisce l’allarme e permette al proprietario di escludere porzioni di abitazione ed attivarne delle altre a piacimento. Le più all’avanguardia possiedono una connessione a Internet per il controllo a distanza via computer, Iphone, Ipad o Smartphone. Quasi tutte le centraline sono connesse al telefono per l’avviso di chiamata alle forze dell’ordine in caso di effrazione.

    Il Sistema di domotica: molti impianti di antifurto per abitazioni sono integrati in una soluzione domotica di gestione di qualunque utenza elettrica (controllo delle luci, del clima, delle serrande e così via).

    I Sensori a raggi infrarossi per ambiente interno ed esterno: i secondi si installano in giardino, sul balcone, in prossimità del garage ecc., controllano che eventuali ospiti indesiderati varchino l’area protetta. Sono tarati, soprattutto all’esterno, in maniera tale da non far scattare l’allarme nel momento in cui si muovono, cani, gatti o uccelli.

    I Rivelatori per esterno: non molto diversi dai raggi infrarossi, vengono installati a coppia per formare una vera e propria barriera, che se attraversata fa scattare l’allarme. Esistono anche dei dispositivi denominati “spider” da posizionare vicino ai cancelli oppure sui davanzali, per poter dormire serenamente con la finestra aperta.

    La Sirena: questo apparecchio va installato in bella vista al di sopra della porta o in punti in cui possa essere ben visibile dalla strada per permettere ai vicini, ai passanti ed alle forze dell’ordine l’identificazione sia sonora che visiva.

    Le Telecamere wireless: consentono il video-controllo anche a distanza tramite pc, dialogano con la centrale inviando immagini o riprese video 24 ore su 24. Le telecamere notturne sono inoltre capaci di funzionare anche in condizioni in cui la luminosità scarseggia o è addirittura assente.

    Miglior Antifurto per la casa wireless
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  • Vantaggi dell’allarme WI-FI

    15 Novembre 2018 • Antifurto wireless2 Commenti

    Ad oggi, installare un sistema di videosorveglianza per proteggere la propria casa, ma anche un ufficio, un negozio, una azienda o una attività commerciale, rappresenta la scelta migliore per contrastare le attività illecite di ladri e malintenzionati e proteggere così la propria incolumità. Detto ciò, è pur vero che non proprio a tutti è consentito realizzare lavori all’interno della propria abitazione: parliamo ad esempio di quelle persone che sono vincolate da contratti di affitto molto rigidi che vietano qualsiasi tipologia di interventi sui muri per la messa in posa dei cavi, sia che si tratti di piccoli che di grandi interventi. Chi vive con contratto di affitto e desidera installare un impianto per la videosorveglianza, però, non deve necessariamente subire questo tipo di privazione.

    Da un po’ di anni a questa parte, per fortuna, oltre ai classici impianti con fili o misti (denominati via cavo), si possono trovare sul mercato anche Antifurto senza fili (wireless), a onde radio: questi ultimi rappresentano la soluzione migliore per gli utenti che hanno esigenze specifiche come per esempio quella di non poter generare rumori, di non poter effettuare lavori che prevedono detriti e polvere, o più semplicemente ha un budget economico basso.

    La funzionalità di questi prodotti si caratterizza per l’invio e la ricezione dei segnali radio con bande di frequenza comprese tra i 25 MHz e i 1000 MHz, fino alla distanza utile all’obiettivo desiderato. Gli antifurto senza fili sono dotati di una centrale (il cuore dell’impianto), di rilevatori e di altri dispositivi di allarme locali o remoti, dove i rilevatori wireless trasmettono l’allarme alla centrale, la quale a sua volta lo capta, lo riconosce e lo trasmette dal comando di attuazione ai vari dispositivi.

    Vediamo ora di elencare i numerosi vantaggi per chi decide di dotarsi di sistemi di allarme wireless: possibilità di abbattere i costi della manodopera non dovendo apportare lavori di muratura; la fase di installazione è semplice e veloce, e si realizza in poche ore; consentono il controllo da remoto, quindi a distanza, attraverso Smartphone, Tablet o personal computer; nell’eventualità di un trasloco, questi sistemi wi-fi possono essere facilmente trasportati e reinstallati in una nuova casa; si configurano con maggiore semplicità rispetto ai tradizionali sistemi filari, ma sopra ogni cosa si riconfigurano altrettanto semplicemente nel momento in cui i sensori dovessero subire determinati spostamenti.

    Per le persone che si apprestano a comprare questo tipo di sistema senza fili, è importante sottolineare che è preferibile scegliere prodotti ad alte frequenze, che riescono ad evitare gli eventuali disturbi durante la trasmissione che possono verificarsi in caso di cambiamenti climatici oppure di disturbi radio. Un’altra garanzia in questo senso è rappresentata dalla scelta di un sistema che sfrutta la tecnologia a doppia banda, in quanto si basa sulla trasmissione simultanea della stessa informazione, ma ciò avviene su frequenze diverse; in tal modo si riescono ad azzerare le eventualità di probabili disturbi (questi ultimi, infatti, raramente si verificheranno in modo simultaneo su entrambi i canali).

    Vantaggi dell’allarme WI-FI
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  • I vantaggi dei Kit Videosorveglianza Wireless IP

    31 Ottobre 2018 • Videosorveglianza1 Commento

    Ad oggi, l’acquisto e l’installazione di un kit per la videosorveglianza con tecnologia WI-FI (senza fili), risulta molto frequente non solo per i grandi ambienti di lavoro ma anche per proteggere le abitazioni, le attività commerciali, gli uffici, i garage, i capannoni e così via . Sono davvero numerosi gli utenti che cercano in commercio dispositivi intuitivi, facili da installare, con possibilità di registrare le immagini generate e trasmesse dalle telecamere tramite DVR (Digital Video Recorder), e cosa fondamentale senza dover apportare stravolgimenti in casa per via dei lavori di muratura necessari per la messa in posa dei cavi.

    Ecco quali sono le proposte sul mercato della sicurezza riguardo i recenti sistemi di videosorveglianza wireless. Per ciò che concerne le tecnologie utilizzate per la Tvcc (Televisione a circuito chiuso), esistono due tipologie principali: quella classica analogica che consente di trasmettere con una frequenza di 2.4Ghz con quattro canali analogici e quella digitale, in cui la trasmissione avviene con protocollo IP di rete Internet.

    Vediamo insieme quali sono gli svantaggi dell’utilizzo delle telecamere wireless di tipo tradizionale: il numero massimo di telecamere da poter utilizzare è quattro; se si usano telecamere da 1.2Ghz, si sta sfruttando un apparato non omologato (la multa in questi casi è penale e può arrivare anche ad una cifra niente male di 5000 euro); la distanza operativa non supera i 10 mt, anche se diversi venditori parlano anche di 50/100mt (distanze plausibili in ambiente all’aperto, non in una abitazione o in un ufficio); il segnale delle telecamere di sorveglianza potrebbe disturbare le reti WI-FI dei personal computer; il segnale delle telecamere è facilmente intercettabile da un vicino attraverso un semplice ricevitore (ad esempio i ricevitori che si usano per trasmettere il segnale del decoder della tv): ciò può comportare eventuali rischi anche nel delicato ambito della Privacy.

    Illustriamo ora i vantaggi delle telecamere che sfruttano la tecnologia digitale: il mercato del settore offre agli utenti una vasta gamma di prodotti Wi-Fi con caratteristiche che li rendono funzionali e performanti a prezzi competitivi. Nella fattispecie, i kit di videosorveglianza wireless con telecamere IP sfruttano una tecnologia all’avanguardia, e sono caratterizzati dall’utilizzo di telecamere Ip wi-fi che nella maggior parte dei casi superano i sistemi wireless con telecamere tradizionali sia in termini di qualità che di facilità di installazione.

    Vediamo insieme le peculiarità delle telecamere che sfruttano la tecnologia digitale mettendole a confronto con le caratteristiche descritte sopra delle telecamere di tipo tradizionale: non disturbano in quanto funzionano con la stessa tecnologia WI FI dei personal computer; il segnale delle telecamere IP non è intercettabile in quanto tutti i pacchetti presenti sono rigorosamente criptati; le telecamere presenti nei kit per la videosorveglianza sono tutte omologate (dunque non si rischiano multe salate); si possono connettere fino ad un numero di 16 telecamere senza fili; la distanza di trasmissione arriva ad un numero di metri di gran lunga superiore rispetto alle tradizionali (può anche essere ampliata da un numero variabile di ripetitori, così da riuscire a coprire anche strutture molto grandi con più piani).

    I vantaggi dei Kit Videosorveglianza Wireless IP
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  • Antifurto a tripla frequenza wireless

    30 Settembre 2018 • Antifurto wirelessNessun commento

    All’interno dei sistemi d’allarme wireless la comunicazione tra i dispositivi presenti, ossia la centralina, le telecamere, le sirene, i sensori ecc., si realizza tramite le onde radio, mentre la trasmissione dei segnali viene gestita dalla centralina. Da un po’ di anni a questa parte si è assistito ad un vero e proprio boom delle vendite di sistemi d’allarmi senza fili rispetto ai tradizionali sistemi via cavo, i quali necessitano del collegamento filare tra i diversi componenti del sistema. In passato, i primi sistemi di allarme senza fili, sfruttavano un “range” di frequenza (tra 433,075 e 434,775MHz). Nel corso del tempo, grazie all’evoluzione progressiva della tecnologia, è possibile usare anche un range di frequenza sugli 868MHz. Detto questo è importante stabilire, ad oggi, quale possa essere la frequenza più sicura ed affidabile tra la 433Mhz e la 868Mhz per poter classificare il livello di qualità dei sistemi senza fili presenti attualmente sul mercato, ma sempre in riferimento ad ogni specifica situazione in cui il cliente installa il sistema.

    In realtà il punto sostanziale non è decretare quale sia la frequenza migliore, bensì capire come avviene la comunicazione tra i componenti (centralina, sensori e sirene). Qui entra in gioco la tecnologia antifurto a doppia frequenza: quest’ultima permette ai dispositivi di inviare e di ricevere i segnali su due frequenze; pertanto la presenza di un doppio canale di comunicazione permette una connessione ed un dialogo più efficacie e sicuro fra i diversi dispositivi. È pur vero che un malintenzionato capace di inibire una frequenza riesca a farlo anche con due: per evitare questo inconveniente, i sistemi a doppia frequenza sono stati dotati di altre funzioni di controllo, ossia l’anti-jamming, che aiuta ad individuare l’eventuale accecamento radio. Un’altra peculiarità della tecnologia a doppia frequenza è data dall’antifurto a tripla frequenza, studiato per rendere maggiormente sicuro il sistema d’allarme e per garantire un livello maggiore di compatibilità tra i diversi dispositivi.

    L’obiettivo principe di un sistema d’allarme wireless è quello di inviare e di ricevere segnali via radio ben decifrabili entro distanze volte ad un utilizzo dia da parte di utenze private che di attività commerciali. Per quanto riguarda il funzionamento, risulta essere molto semplice e intuitivo: il sensore trasmette l’allarme alla centrale, il cuore del sistema, che a sua volta lo decifra e lo trasmette ai dispositivi di comando per la segnalazione dell’allarme. Questi ultimi i dispositivi, per esempio il telecomando, allo stesso modo trasmettono alla centrale i segnali di attivazione (armamento) e disattivazione (disarmamento).

    Gli antifurti wireless utilizzano tecnologie a bassa potenza (Short Range Devices), molto indicata per gli ambienti interni in quanto permettono di oltrepassare gli ostacoli fisici e di trasmettere segnali codificati ad alte velocità. I dispositivi SRD hanno inoltre consumi energetici ridotti ed utilizzano potenze limitate entro i 100mW (non generano inquinamento elettromagnetico). Per quanto riguarda la normativa europea, quest’ultima prevede che per i sistemi senza fili possono essere usate bande di frequenza tra 25MHz e 1.000MHz. Le frequenze dipendono da dispositivi denominati oscillatori di trasmissione: di questi ne esistono due tipi, l’oscillatore al quarzo e l’oscillatore ceramico. Il primo può creare frequenze tra 26,995MHz e 40,700MHz; il secondo tra 433,050MHz e 434,790MHz. Dunque la tipologia di oscillatore determina una divisione in due gruppi dei sistemi wireless e definisce la divisione in due fasce entro la banda disponibile per trasmettere.

    Attraverso i sistemi dotati di oscillatori controllati al quarzo, completamente immuni ai disturbi radio, si può ottenere un raggio d’azione molto stabile anche al variare della temperatura; garantiscono inoltre una superiore selettività dei segnali trasmessi ed un raggio anche 10 volte superiore ai sistemi basati sull’oscillatore ceramico (433MHz). Di contro, con sistemi basati sugli oscillatori ceramici, è più alto il rischio che avvengano interferenze ambientali, in quanto la banda che utilizza è spesso usata anche da radiocomandi per cancelli, per chiusure centralizzate auto, per giocattoli per bambini; il disturbo può arrivare anche dai cellulari, dai ponti radio e dai ripetitori, ossia da tutti quei dispositivi che, trasmettendo a potenze superiori, sono capaci di “accecare” i sistemi riceventi con potenza inferiore (433MHz). Inoltre questi dispositivi non permettono la compensazione termica della radiofrequenza, con la conseguente eventuale variazione del raggio d’azione al mutare della temperatura.

    Quando si parla di frequenze di lavoro dei sistemi di trasmissione, si intende la larghezza di banda, ossia un intervallo di frequenze entro il quale opera il sistema. Dunque la banda può essere suddivisa in canali: tanto più è piccolo il canale, “banda stretta”, tanto più il sistema richiede precisione nella trasmissione. Di conseguenza saranno minori i disturbi che esso riceverà da altre trasmissioni non centrate sulla propria “banda passante”.

    Antifurto a tripla frequenza wireless
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