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La tua guida ai sistemi di allarme

Antifurto fai da te


  • Combinatore telefonico gsm

    Quando decidiamo di rendere la nostra casa sicura, installando un sistema d’allarme possiamo contare su alcuni optional che in realtà fanno ormai parte della routine, come per esempio l’implementazione di un combinatore telefonico gsm.
    Quasi un prodotto di serie nei kit in vendita dei sistemi d’allarme con montaggio fai da te, un combinatore telefonico gsm non è altro che una piccola centralina in grado di collegarsi immediatamente con dei numeri predefiniti che si stabiliscono in fase d’installazione per avvisare di un’effrazione in corso.
    Il vantaggio del combinatore telefonico gsm risiede nel fatto di non essere collegato alla linea fissa, essendo progettato per operare con una sua sim (esattamente come se fosse un cellulare) ed è quindi al riparo dall’eventuale taglio della linea telefonica che molti malviventi operano prima di entrare nelle case per commettere dei furti.
    Come funziona un combinatore telefonico gsm?
    Immaginiamo che in casa siano appena entrati ospiti indesiderati e che il sistema di allarme che abbiamo installato abbia recepito la loro presenza. Quando il relè d’allarme entrerà in funzione, azionerà sia le sirene (o ciò che è previsto dal sistema che avete scelto) che il combinatore, il quale in maniera del tutto automatica inizierà ad inoltrare una chiamata a tutti i numeri telefonici memorizzati in fase di installazione nella sequenza in cui sono stati inseriti, o invierà un sms per avvisare dell’intrusione.
    Il combinatore telefonico gsm è sicuramente facile da installare, discreto e occultabile. Fabbricato in metallo o molto spesso in policarbonato può essere collegato alla centralina d’allarme molto semplicemente e possiede una batteria tampone per garantirgli il funzionamento anche durante le interruzioni volontarie e non della corrente elettrica.
    I nuovi modelli, possiedono anche un’uscita per la linea telefonica fissa, o un’anterna esterna per aumentare la portata di trasmissione del segnale gsm. Altri invece implementano dei piccoli microfoni attraverso i quali, nel momento in cui si riceve la chiamata, si possono ascoltare i rumori provenienti dal luogo in cui avviene l’effrazione e altoparlanti in grado di far sentire invece la nostra voce, semplicemente chiamando il numero associato alla sim contenuta nel combinatore e seguendo la procedura.
    Alcuni dei più smart, permettono invece a distanza,il controllo di alcune funzioni di domotica basilare come accensione e spegnimento delle luci o della caldaia, chiusura delle tapparelle e persino l’accensione del forno o della lavastoviglie (in presenza di elettrodomestici compatibili ovviamente!).
    Come abbiamo visto i vantaggi dell’inclusione in un sistema d’allarme di un combinatore telefonico gsm sono molteplici, in quanto garantiscono una sicurezza in più al luogo sorvegliato. Sta alle esigenze di ognuno trovare quello perfetto per il proprio sistema d’allarme.

    Combinatore telefonico gsm
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  • Collegamento dell’allarme carabinieri polizia

    13 dicembre 2017 • Antifurto fai da te, Fisco e leggi1 Commento

    Avete acquistato ed installato un sistema d’allarme per la vostra abitazione o per il vostro esercizio commerciale? Bene, avete fatto il primo passo per sentirvi sicuri! Adesso perchè non seguire lo step successivo? Collegate il vostro sistema d’allarme alla centrale di polizia o alla tenenza locale dei carabinieri.
    Non sapete come fare? Allora siete incappati nella guida giusta. Continuate a leggere per capire come collegare il proprio sistema d’allarme alla polizia o ai carabinieri.

    Perchè collegare il proprio sistema di allarme con la polizia o i carabinieri?

    Collegare il proprio sistema d’allarme con la polizia o i carabinieri può essere molto utile, assicurandovi di ricevere l’opportuno aiuto da parte delle forze dell’ordine in caso di furti.

    Come collegare il proprio sistema d’allarme ai carabinieri

    Per collegare il vostro sistema d’allarme al comando dei carabinieri quello che dovete fare è compilare l’apposito modulo che potrete scaricare al seguente link:
    http://www.carabinieri.it/files/8803.pdf

    Il modulo di richiesta compilato va presentato alla locale tenenza dei Carabinieri e indirizzato al Comando di Compagnia o al Comando Provinciale competente per territorio. Al modulo di richiesta compilato va allegato il comando di omologazione dell’antifurto acquistato. Questo serve a dimostrare che l’antifurto da voi installato rispetti determinati requisiti tecnici e che quindi funzioni in maniera corretta, con la piena assenza di falsi allarmi.
    Nel modulo, durante la compilazione, andranno indicati:

    • Nome e Cognome dell’interessato
    • Dati Relativi all’interessato (data di nascita, residenza, codice fiscale..)
    • La tipologia di edificio in cui l’allarme è installato (se in abitazione o in esercizio pubblico)
    • Numero telefonico da contattare nel caso in cui scatti l’allarme
    • Descrizione del messaggio registrato sul nastro
    • Nominativo ed indirizzo del possessore delle chiavi dell’abitazione o dell’esercizio pubblico nel caso in cui questo con coincida con l’interessato.

    Come collegare il proprio sistema d’allarme alla polizia

    Se invece volete collegare il vostro sistema di allarme alla polizia quello che dovete fare è scaricare e compilare il modulo di richiesta attivazione teleallarme presente al seguente link: http://www.poliziadistato.it/statics/15/mod90.pdf
    Per essere attivato il teleallarme è necessario che il richiedente abbia già installato un sistema di allarme a combinatore telefonico omologato sencondo i sensi della legge.
    Anche in questo caso, all’interno del modello sarà necessario indicare:

    • Nome e Cognome dell’interessato
    • Dati Relativi all’interessato (data di nascita, residenza, codice fiscale..)
    • La tipologia di edificio in cui l’allarme è installato (se in abitazione o in esercizio pubblico)
    • Numero telefonico da contattare nel caso in cui scatti l’allarme
    • Descrizione del messaggio registrato sul nastro
    • Nominativo ed indirizzo del possessore delle chiavi dell’abitazione o dell’esercizio pubblico nel caso in cui questo con coincida con l’interessato.

    È importante ricordare che sarà possibile collegare il proprio sistema d’allarme o con la polizia o con i carabinieri e mai con entrambi, proprio per evitare delle rindondanze di segnale.

    Collegamento dell’allarme carabinieri polizia
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  • Integrare sistema antifurto alla videosorveglianza

    Quando si vuole installare un impianto antifurto, oppure quando questo è già presente, non è raro che si senta l’esigenza di collegarlo alla videosorveglianza. Purtroppo però si tratta di un processo molto macchinoso e anche forzato che, come vedremo di seguito, non è realmente necessario.

    Per comprendere le difficoltà che sorgono nell’integrare un sistema antifurto con la videosorveglianza, bisogna prima capire come funzionano entrambi. L’allarme di norma è collegato via radio oppure tramite normali fili elettrici, le telecamere invece sfruttano un particolare cavo coassiale o un cavo di rete (se si tratta di sorveglianza IP che si basa sull’Internet Protocol). Queste differenti modalità di installazione spiegano il motivo per cui un’integrazione di fatto non sia possibile.

    Volendo forzare il sistema e integrare comunque i due sistemi, si avrebbe un sovraccarico della centralina con un considerevole dispendio di energia elettrica che andrebbe a gravare sulle bollette, già abbastanza esose normalmente.

    Una possibilità sarebbe quella di scegliere centrali con sensori ai quali sia abbinata una piccola videocamera. L’immagine catturata da questa verrebbe poi trasmessa al combinatore è in questo modo si otterrebbe un’integrazione, seppur rudimentale, dei due sistemi.

    In alternativa si può sfruttare una particolare funzione delle videocamere di sorveglianza che prende il nome di motion detection. Questa, in maniera molto semplice, invia un allarme appena registrato un movimento nella propria inquadratura. Si tratta però di un sistema piuttosto grossolano, che facilmente cade in trappola e invia falsi allarmi.

    Ma la tecnologia si sta muovendo molto in questo senso e sono state create telecamere per la videosorveglianza in grado di riconoscere movimenti e presenze indesiderate grazie ad un sensore volumetrico. Questo è decisamente molto più preciso del motion detection, anche perché è stato ideato appositamente per adempiere a questo compito.

    In definitiva, non esiste una vera è valida ragione per integrare due sistemi così diversi ma la cosa più sensata da fare è di farli coesistere entrambi. Questo significa, ad esempio, che se l’antifurto invia un messaggio d’allarme o fa partire una chiamata, è sufficiente collegarsi tramite lo smartphone o il tablet al sistema di videosorveglianza e controllare cosa sta accadendo. Bisogna tener presente, comunque, che entrambi i sistemi, anche presi singolarmente, svolgono un ottimo lavoro, soprattutto se si tratta di abitazioni private. Le telecamere, inoltre, soprattutto quando sono visibili, sono un eccezionale deterrente per evitare effrazioni o danneggiamenti. Infine, un’integrazione tra i due sistemi, allo stato attuale delle cose, non aumenterebbe minimamente il livello di sicurezza.

    Integrare sistema antifurto alla videosorveglianza
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  • Sistema wireless villetta muri tufo

    30 novembre 2017 • Antifurti, Antifurto fai da teNessun commento

    L’antifurto wireless non è molto diverso dai normali sistemi di allarme, infatti si differenzia dall’antifurto tradizionale principalmente nella sua conformazione, che non richiedendo un impianto filare risulta più facile da installare, da configurare e riconfigurare in caso di problemi ai sensori o alla centralina.

    Se si è proprietari di villette bisogna valutare anche la possibilità di inserire nella parte esterna (giardino o veranda) dei sensori interrati: la caratteristica di questi sensori è che non possono essere visti e di conseguenza né manipolati e né manomessi.

    L’antifurto wireless viene consigliato soprattutto quando non si ha predisposizione filare, proprio per il fatto che non richiede nessuna traccia nei muri e di conseguenza l’installazione avviene in maniera più facile e veloce.

    Abitando in una villetta con una costruzione in tufo molti pensano sia preferibile un impianto filare, ed invece con gli antifurti wireless di ultima generazione presentano caratteristiche di grande affidabilità:

    1) COMODITÀ: il sistema di allarme wi-fi viene installato molto facilmente;
    2) PRATICITÀ: essendo la sua installazione molto rapida ne permette un utilizzo immediato;
    3)PREZZO: non andare a intaccare nessun muro rappresenta un grande vantaggio per l’utente, soprattutto in termini economici.

    Questi sistemi sono concepiti per essere installati direttamente dall’utente senza possedere necessariamente competenze specifiche. I sistemi comprendono un manuale in italiano, compreso di un video con la spiegazione del montaggio semplice ed intuitivo. Per qualsiasi inconveniente ci si può sempre rivolgere al servizio di assistenza altamente specializzato sia sulle caratteristiche dei prodotti che sulla loro installazione.
    Il servizio clienti è a disposizione dal lunedì al sabato.

    Sono apparecchi gestibili dal telecomando, da APP e da tastiera. Le batterie sono incluse.

    Il sistema di antifurto wireless risulta esteticamente più vantaggioso: la connessione senza fili risulta ottimale dato che vanno installati su porte e finestre, in particolare sui battenti, che sono luoghi abbastanza scomodi e antiestetici per porvi dei fili.

    I modelli più interessanti di antifurto con wireless lavorano in dual band, possono essere gestiti da smartphone e si auto proteggono dai tentativi di scansione del codice di sicurezza. Il kit è dotato della possibilità di programmare i tempi di accensione e sono dotati anche di sirena interna wireless. Alcuni modelli sono dotati di una raffinata telecamera che invia immagini via messaggio e che vengono memorizzate secondo programmazione nella scheda integrata.
    Dotati anche di “animal sense” che riconosce l’animale così da non far attivare l’allarme inutilmente.

    Un’importante considerazione và fatta anche per la funzione in caso di mancata corrente: in sostanza se dovesse mancare l’alimentazione, sia la centrale che tutto il resto dell’impianto continua regolarmente a funzionare attraverso la batteria tampone che fornisce l’energia necessaria per rimanere operativa per diverse ore.

    Sistema wireless villetta muri tufo
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  • Antifurto magazzino ricovero attrezzi

    L’antifurto non è solo un qualcosa che viene riservato agli appartamenti, le abitazioni in genere, alle autovetture o ad altri beni che vorremo proteggere; spesso infatti oltre alla nostra casa, possediamo un ricovero per attrezzi esterno all’abitazione. Esistono infatti le casette in legno o costituite da altre tipologie di materiali, che talvolta vengono “visitate” da ladri e malintenzionati.
    Questo perchè all’interno vi possono essere attrezzi o macchinari di vario genere, che molte volte hanno un valore anche molto elevato.
    Per cercare di frenare o comunque porre rimedio a questo fenomeno, esistono dei sistemi di antifurto in grado di segnalare le “visite” non gradite.
    Il primo suggerimento ad esempio è quello di illuminare bene la zona dove si trova il nostro magazzino, l’illuminazione è un primo importante deterrente contro i ladri.
    Ovviamente ciò non è sufficiente, ecco perchè esistono e consigliamo dei sistemi di antifurto, semplici ma efficaci.
    Il primo distinguo che dobbiamo fare è quello relativo all’installazione dello stesso; esistono infatti due grandi famiglie di dispositivi, quelli con cablaggio e quelli senza fili.
    Quelli con cablaggio implicano la realizzazione di impianti elettrici e talvolta di opere murarie, mentre quelli senza fili o wireless non ne hanno bisogno.
    Il wireless ha un costo leggermente superiore, perchè utilizza dei sitemi con tecnologia avanzata. A differenza del sistema antifurto con i fili, ovviamente è più semplice da montare, e quindi per chi intende orientarsi all’installazione fai da te, probabilmente risulterà di più facile realizzazione.
    Il consiglio per chi intendesse utilizzare il sistema wireless è quello di utilizzare un sistema antifurto con centrale monozona.
    Questo vi permetterà di posizionare una centrale monozona all’interno del magazzino o ricovero per attrezzi, collegando l’uscità dell’allarme alla centrale wireless che si trova all’interno della casa.
    Questo consentirà di avere all’interno del garage una sorta di sensore, in grado di segnalare presenze non gradite. Ovviamente bisogna accertarsi di avere un segnale abbastanza forte. Montate anche la sirena e l’impianto è pronto. Stesso discorso può essere esteso al sistema antifurto con i fili; con la differenza che dovremo farli passare in zone dove non siano visibili, in maniera tale che nessuno sappia che abbiamo un sistema di antifurto all’interno del magazzino e, soprattutto nessuno vedendoli possa reciderli annullando l’efficacia del nostro dispositivo.
    Con il sistema wireless questo problema chiaramente non esiste.
    Insomma non necessita installare sistemi complicati con telecamere e sensori vari, è sufficiente un sistema semplice con centrale monozona da installare a prezzi contenuti.

    Antifurto magazzino ricovero attrezzi
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