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La tua guida ai sistemi di allarme

frequenza


  • Antifurto a tripla frequenza wireless

    30 Settembre 2018 • Antifurto wirelessNessun commento

    All’interno dei sistemi d’allarme wireless la comunicazione tra i dispositivi presenti, ossia la centralina, le telecamere, le sirene, i sensori ecc., si realizza tramite le onde radio, mentre la trasmissione dei segnali viene gestita dalla centralina. Da un po’ di anni a questa parte si è assistito ad un vero e proprio boom delle vendite di sistemi d’allarmi senza fili rispetto ai tradizionali sistemi via cavo, i quali necessitano del collegamento filare tra i diversi componenti del sistema. In passato, i primi sistemi di allarme senza fili, sfruttavano un “range” di frequenza (tra 433,075 e 434,775MHz). Nel corso del tempo, grazie all’evoluzione progressiva della tecnologia, è possibile usare anche un range di frequenza sugli 868MHz. Detto questo è importante stabilire, ad oggi, quale possa essere la frequenza più sicura ed affidabile tra la 433Mhz e la 868Mhz per poter classificare il livello di qualità dei sistemi senza fili presenti attualmente sul mercato, ma sempre in riferimento ad ogni specifica situazione in cui il cliente installa il sistema.

    In realtà il punto sostanziale non è decretare quale sia la frequenza migliore, bensì capire come avviene la comunicazione tra i componenti (centralina, sensori e sirene). Qui entra in gioco la tecnologia antifurto a doppia frequenza: quest’ultima permette ai dispositivi di inviare e di ricevere i segnali su due frequenze; pertanto la presenza di un doppio canale di comunicazione permette una connessione ed un dialogo più efficacie e sicuro fra i diversi dispositivi. È pur vero che un malintenzionato capace di inibire una frequenza riesca a farlo anche con due: per evitare questo inconveniente, i sistemi a doppia frequenza sono stati dotati di altre funzioni di controllo, ossia l’anti-jamming, che aiuta ad individuare l’eventuale accecamento radio. Un’altra peculiarità della tecnologia a doppia frequenza è data dall’antifurto a tripla frequenza, studiato per rendere maggiormente sicuro il sistema d’allarme e per garantire un livello maggiore di compatibilità tra i diversi dispositivi.

    L’obiettivo principe di un sistema d’allarme wireless è quello di inviare e di ricevere segnali via radio ben decifrabili entro distanze volte ad un utilizzo dia da parte di utenze private che di attività commerciali. Per quanto riguarda il funzionamento, risulta essere molto semplice e intuitivo: il sensore trasmette l’allarme alla centrale, il cuore del sistema, che a sua volta lo decifra e lo trasmette ai dispositivi di comando per la segnalazione dell’allarme. Questi ultimi i dispositivi, per esempio il telecomando, allo stesso modo trasmettono alla centrale i segnali di attivazione (armamento) e disattivazione (disarmamento).

    Gli antifurti wireless utilizzano tecnologie a bassa potenza (Short Range Devices), molto indicata per gli ambienti interni in quanto permettono di oltrepassare gli ostacoli fisici e di trasmettere segnali codificati ad alte velocità. I dispositivi SRD hanno inoltre consumi energetici ridotti ed utilizzano potenze limitate entro i 100mW (non generano inquinamento elettromagnetico). Per quanto riguarda la normativa europea, quest’ultima prevede che per i sistemi senza fili possono essere usate bande di frequenza tra 25MHz e 1.000MHz. Le frequenze dipendono da dispositivi denominati oscillatori di trasmissione: di questi ne esistono due tipi, l’oscillatore al quarzo e l’oscillatore ceramico. Il primo può creare frequenze tra 26,995MHz e 40,700MHz; il secondo tra 433,050MHz e 434,790MHz. Dunque la tipologia di oscillatore determina una divisione in due gruppi dei sistemi wireless e definisce la divisione in due fasce entro la banda disponibile per trasmettere.

    Attraverso i sistemi dotati di oscillatori controllati al quarzo, completamente immuni ai disturbi radio, si può ottenere un raggio d’azione molto stabile anche al variare della temperatura; garantiscono inoltre una superiore selettività dei segnali trasmessi ed un raggio anche 10 volte superiore ai sistemi basati sull’oscillatore ceramico (433MHz). Di contro, con sistemi basati sugli oscillatori ceramici, è più alto il rischio che avvengano interferenze ambientali, in quanto la banda che utilizza è spesso usata anche da radiocomandi per cancelli, per chiusure centralizzate auto, per giocattoli per bambini; il disturbo può arrivare anche dai cellulari, dai ponti radio e dai ripetitori, ossia da tutti quei dispositivi che, trasmettendo a potenze superiori, sono capaci di “accecare” i sistemi riceventi con potenza inferiore (433MHz). Inoltre questi dispositivi non permettono la compensazione termica della radiofrequenza, con la conseguente eventuale variazione del raggio d’azione al mutare della temperatura.

    Quando si parla di frequenze di lavoro dei sistemi di trasmissione, si intende la larghezza di banda, ossia un intervallo di frequenze entro il quale opera il sistema. Dunque la banda può essere suddivisa in canali: tanto più è piccolo il canale, “banda stretta”, tanto più il sistema richiede precisione nella trasmissione. Di conseguenza saranno minori i disturbi che esso riceverà da altre trasmissioni non centrate sulla propria “banda passante”.

    Antifurto a tripla frequenza wireless
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  • Antifurti wireless vulnerabili

    23 Febbraio 2015 • Antifurti, Fisco e leggi1 Commento

    sensori_wirelessBuongiorno,

    da poco ho un sistema antifurto con antijamming. Ho provato ad accecarlo con un trasmettitore da radioamatore che funziona sulla frequenza 433 MHz e sono riuscito a mettere fuori uso i sensori, tenendo occupata la banda radio. Con questa tecnica un ladro sarebbe riuscito a ripulirmi casa!

    Ho chiesto spiegazioni a chi mi ha venduto l’impianto e mi è stato detto che l’antijamming si attiva solo se l’interferenza è di un particolare tipo e se dura più di 30 secondi. Per me un sistema del genere è inutile e, dopo aver restituito l’impianto, sono stato rimborsato.

    Così mi sono messo in cerca di altro e ho letto commenti positivi sui sistemi a banda stretta FM con frequency hopping supervisionato (sempre frequenza 433 MHz). Mi sono convinto, l’ho acquistato, ma anche questo si è mostrato vulnerabile per la comunicazione sensori-centrale, ma soprattutto anche qui nessun avviso di presenza di interferenza. Così ho restituito il prodotto e sono stato rimborsato!

    Alla fine ho provato un sistema doppia frequenza con antijamming. Ho fatto i miei soliti test e finalmente posso definirmi soddisfatto: se oscuro una frequenza, l’altra funziona e nel caso la centrale si accorge di un problema su entrambe le frequenze, si attiva e mi avvisa.

    La mia domanda è questa: esistono impianti d’allarme monofrequenza con sistema di comunicazione più decente di quelli che ho trovato io??

    Adesso, invece, una curiosità, la frequenza 2.4 GHz non può essere usata per gli allarmi?

    Grazie e saluti

    Matteo

     

    Ciao Matteo,

    mi fa piacere ricevere mail di questo tipo, la condivisione di un proprio problema può essere d’aiuto a tanti altri e ci fornisce motivi d’approfondimento.

    In base alla mia esperienza, posso dirti che esistono sistemi monofrequenza validi, ma purtroppo sono difficili da distinguere oggigiorno, soprattutto perché il mercato è stato invaso da prodotti a basso costo che hanno generato parecchia confusione nel cliente medio.

    Inoltre, non c’è una vera e propria normativa che tuteli il consumatore che non ha capacità tecniche e analitiche per decidere se il prodotto risponda o meno alle proprie esigenze di sicurezza.

    Per quanto riguarda la frequenza 2.4 GHz posso dirti che in teoria è usabile nel campo della sicurezza, ma nella pratica non siamo ancora pronti per farlo, fondamentalmente perché la frequenza non è ancora inserita in un piano ripartizioni accettato a livello internazionale.

     

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  • Codifica e doppia frequenza – Cosa sono?

    24 Aprile 2014 • AntifurtiNessun commento

    codificaCiao,

    io e mia moglie stiamo scegliendo un allarme da installare e vorremmo capire cosa pensi di un impianto che prevede contatti sulle porte e sulle finestre con tre funzioni (finestra, persiana, anti-shock), una centrale che lavora in monofrequenza con codifica a 48 bit. Che differenze ci sono tra una codifica a 48 bit e una doppia frequenza in termini di sicurezza?

    Grazie

    Alfonso

     

    Salve Alfonso,

    la codifica e la mono/doppia frequenza sono aspetti diversi di un sistema d’allarme via radio, ma facciamo chiarezza.

    La codifica si applica alla trasmissione dei codici dai sensori e dalle periferiche alla centrale ed è molto simile a un codice segreto: più il codice è lungo, più sarà difficile duplicarlo, più sarà sicuro.

    La doppia frequenza, invece, assicura che i vettori di trasmissione non vengano oscurati da apparecchi che rendano sorda la centrale.

    Quindi, ricapitolando, la codifica assicura che la trasmissione sia pulita e univoca, mentre la doppia frequenza dà maggiore affidabilità e sicurezza rispetto ad attacchi esterni.

    Per quanto mi riguarda, sceglierei la doppia frequenza in quanto un impianto via radio ha un’alta probabilità di essere oscurato.

    Codifica e doppia frequenza – Cosa sono?
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  • Sistemi via radio e problemi di interferenze

    19 Febbraio 2014 • Antifurti, Fisco e leggi2 Commenti

    frequenzeBuonasera,

    vorrei parlarti della funzione anti-jamming sulle centrali a frequenza unica 433 Mhz. A mio modesto parere l’anti-jamming non è sicuro, anzi del tutto inaffidabile dato che si possono generare falsi allarmi a causa dei radioamatori che sono autorizzati a trasmettere su questa frequenza. Non capisco perché i sistemi d’allarme debbano usare una banda così satura di interferenze radio, non sarebbe meglio sfruttare la frequenza 400 Mhz?

    Mi confermi che, ad oggi, la doppia frequenza 433/868 Mhz rappresenta l’unica garanzia di funzionamento esente da disturbi e tentativi di jamming?

    Giacomo

     

    Ciao Giacomo,

    capisco benissimo le tue perplessità, il problema di cui parli è stato posto anche all’Ente Europeo che assegna le frequenze radio, ma purtroppo i sistemi d’allarme sono Lower Power Devices, ossia sistemi con potenza di trasmissione inferiore a 10 mW senza necessità di licenza, come qualsiasi altro apparecchio (giocattoli, baby-monitor, radiocomandi per cancelli, ecc).

    Dopo le tante segnalazioni l’Ente Europeo ha assegnato i sistemi d’allarme agli SRD – Short Range Devices – che operano nella 868 Mhz, meno congestionata, risolvendo in qualche modo il problema, ma l’assegnazione delle frequenze è una questione molto delicata e le applicazioni nel campo della sicurezza non giustificano un’assegnazione riservata, anche se noi esperti continuiamo a sostenere il contrario.

    Sistemi via radio e problemi di interferenze
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  • Ancora sugli antifurto doppia frequenza: meglio la 868mhz?

    frequenzaSalve,

    per un sistema di allarme senza fili è meglio la doppia frequenza o la 868Mhz?

    Leggo che questa frequenza è ad uso esclusivo per gli antifurto mentre altre frequenze non lo sono.

    La centrale superokkio della sicurezzapro è a doppia frequenza?

    Gianni

     

    Buonasera Gianni,

    abbiamo già trattato questo argomento e ti invito a dare uno sguardo a questo articolo:

    Centrale sistema antifurto – Mono o doppia frequenza 433Mhz e 868Mhz. E’ l’antiaccecamento?

    Per quanto riguarda la tua domanda sulla frequenza 868Mhz, non è vero che questa sia dedicata esclusivamente ai sistemi antifurto. Non voglio addentrarmi in  questioni tecniche ma posso dirti che la frequenza sui 868Mhz rientra almeno in 8 classi R&TTE (ovvero la normativa che si occupa delle frequenze radio). Le classi dalla 28 alla 33 definiscono che l’uso delle frequenze  di cui parliamo possa essere dedicato a qualsiasi prodotto “short range” ovvero a corpo raggio come ad esempio i radiocomandi degli apri cancello (che infatti si trovano anche a  868Mhz) ed altre apparecchiature e quindi non solo ai sistemi antintrusione.

    Da tenere presente che generalmente le frequenze alte subiscono una maggiore attenuazione da parte di muri, finestre ecc.

    Si, la centrale della sicurezzapro denominata superokkio è in doppia frequenza vera a 433+868Mhz.

    Saluti

    Ancora sugli antifurto doppia frequenza: meglio la 868mhz?
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