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  • Installazione di un impianto d’allarme: detrazioni fiscali

    11 Febbraio 2019 • Antifurti, Fisco e leggiNessun commento

    Lo sviluppo sempre crescente del settore tecnologico ha portato negli ultimi anni ad una evoluzione notevole nel campo dei sistemi di allarme: questi impianti, infatti, stanno occupando un ruolo davvero considerevole, in quanto sono tanti i cittadini che scelgono di tutelare la propria casa, o ancora un negozio, una azienda, un ufficio, un locale o una attività commerciale grazie all’installazione di sistemi di antifurto. I prezzi per installare questa tipologia di impianti sono scesi notevolmente nel tempo, sino a divenire competitivi ed accessibili ai più. In più, per andare incontro alle persone che decidono di acquistare questi sistemi, il Governo rende disponibile l’accesso a determinate detrazioni fiscali, con lo scopo di agevolare maggiormente questo specifico mercato in crescita.

    Il vasto mondo dei prodotti per la sicurezza, ad oggi rappresenta una risposta valida per contrastare la micro e macro criminalità, ed in tal senso i sistemi di allarme risultano dei buoni alleati anche per la Polizia e per i Carabinieri: più persone si dotano di questi impianti e più alta sarà la possibilità che le forze dell’ordine riescano a fare in modo ottimale e tempestivo il proprio lavoro. Da questo presupposto scaturiscono le agevolazioni fiscali che lo Stato presenta. Dunque, per chi decide di dotarsi di un sistema di allarme per l’abitazione, per l’ufficio e così via, esistono delle detrazioni fiscali del 50 % che riguardano differenti settori, tra cui quello della sicurezza, a patto che i lavori vengano effettuati sugli immobili (sono esclusi, infatti, i contratti firmati con gli organismi di vigilanza e con istituti simili).

    Fanno parte degli aventi diritto alla detrazione fiscale del 50%, quegli utenti che installano i sistemi di allarme e di videosorveglianza, o ancora chi installa casseforti, portoni blindati, grate, recinti e/o cancelli. In questo contesto è fondamentale sapere che possono essere oggetto di detrazione fiscale anche le spese affrontate per la progettazione di un sistema, per la sua installazione, per le perizie e per gli oneri che riguardano l’urbanizzazione. Vediamo ora un esempio di detrazione fiscale riguardante un sistema di allarme: se un impianto di allarme ha un prezzo di 5mila euro (ovvero una spesa minima prevista), si potrà detrarre, nel momento della dichiarazione dei redditi, la somma di 2500 euro, che verranno rimborsati in 10 anni sotto forma, appunto, di detrazioni sulle seguenti dichiarazioni.

    Possono fruire di tali agevolazioni fiscali tutti i proprietari di una casa, di una azienda o di un ufficio, e ancora gli affittuari, i soci di imprese collettive, di società e anche chi gode di usufrutto. Per avvalersi di queste detrazioni bisogna eseguire i pagamenti tramite bonifico bancario o postale, dove vanno specificati i dati personali del richiedente; la richiesta ufficiale deve essere inviata scaricando il modulo pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate accedendo alla sezione dedicata alle Agevolazioni Fiscali. Come specificato prima, le detrazioni fiscali vengono distribuite su quote decennali, ma risultano al contempo molto allettanti, in quanto lo Stato dà agli utenti la possibilità di risparmiare soldi fino al 50% dell’intera somma spesa per i lavori e le prestazioni di professionisti del settore.

    Installazione di un impianto d’allarme: detrazioni fiscali
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  • Sensori Volumetrici: installazione, funzionamento e costi

    13 Agosto 2018 • Sensori volumetrici1 Commento

    All’interno di un sistema di antifurto, sia che quest’ultimo venga installato in una casa, in una attività commerciale o in un ambiente di tipo industriale, i sensori volumetrici rappresentano i veri e propri “occhi dell’allarme”, quindi una componente essenziale, in quanto grazie al segnale elettrico, riportano alla centralina i movimenti, di un ladro o di un malvivente, che avvengono nell’area posta sotto il controllo. In commercio esistono diverse tipologie di sensori volumetrici, per cui a scelta di un sensore piuttosto che di un altro dipende dalle specifiche esigenze dell’utente rispetto al grado di sicurezza che si vuole raggiungere. Scopriamo insieme cosa sono i sensori volumetrici e quali pericoli sono capaci di sventare.

    I sensori volumetrici sono caratterizzati dalla tecnologia PIR (Passive Infra Red), che si basa sui raggi ad infrarossi che hanno il ruolo di rilevare il calore. Forse non tutti sanno che gli oggetti con temperature superiori allo zero, effondono energia sotto forma di radiazioni luminose. Ed ecco che entrano in gioco i sensore PIR, i quali non fanno altro che individuare la variazione di temperatura che si verificano all’interno di un determinato ambiente. Si tratta di componenti regolati per discernere i movimenti di un corpo umano da quelli originati dalle vibrazioni presenti nell’ambiente o magari dal vento.

    Per quanto riguarda invece gli animali d’affezione presenti in casa, il loro spostamento dentro il locale in cui agiscono i sensori volumetrici potrebbe provocare falsi allarmismi: pertanto è possibile trovare in commercio sensori volumetrici cosiddetti “Pet friendly”, i quali hanno la capacità di distinguere il movimento di un animale domestico (gatto, cane e quant’altro) da quello di una persona.

    Esistono in commercio anche sensori volumetrici caratterizzati dalla doppia tecnologia: in questo caso la tecnologia degli infrarossi si unisce perfettamente con quella delle Microonde (per queste ultime si parla Effetto Doppler: se un estraneo si sposta in direzione del rilevatore, la frequenza della radiazione risulta più alta di quella precedente; viceversa, se l’intruso si allontana risulterà è più bassa). Quindi quando parliamo di doppia tecnologia ci riferiamo a componenti molto più sofisticate, di conseguenza anche più costose.

    Da menzionare anche i sensori volumetrici per ambiente esterno, i quali differiscono da quelli per l’ambiente interno specialmente per il materiale di realizzazione: quest’ultimo, infatti, deve essere molto più resistente per resistere alle intemperie a cui è esposto quotidianamente.

    Per quanto concerne la fase di installazione dei sensori volumetrici, bisogna tenere conto della struttura e della disposizione dell’edificio che si intende mettere sotto controllo, nonché della conformazione del sistema d’allarme stesso: a tal proposito è sempre consigliabile collocare i sensori in aree di passaggio, ossia scalinate, ingressi, corridoi e più in generale nelle stanze in cui sono presenti oggetti di valore.

    Infine, parlando di costi per l’acquisto di questi sensori volumetrici, bisogna avere le idee chiare prima di procedere all’acquisto, in quanto ci sono delle differenze che sussistono in base alle funzionalità degli stessi: si passa sa sensori assai economici ad altre tipologie più sofisticate e performanti che possono arrivare a costare anche circa 100 euro cada uno.

    Sensori Volumetrici: installazione, funzionamento e costi
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  • Installazione sistema d’allarme e sensori volumetrici infrarosso

    30 Marzo 2015 • Senza categoria1 Commento

    sensori volumetriciCiao,

    a giorni installerò un antifurto wireless, ma non sono un tecnico e non sono certo che i componenti che sto per installare siano quelli giusti.

    In più ti sarei grato se mi facessi capire se posso piazzare due volumetrici nella stessa stanza senza incappare in falsi allarmi. Il locale è grande e per forza di cose ho bisogno di due sensori volumetrici infrarosso che, in alcune zone, si sovrappongono intersecando i loro raggi.

    Ci saranno anche rilevatori a tenda sulle finestre e volumetrici infrarosso per proteggere stanze e centrale d’allarme quando in casa non c’è nessuno.

    Grazie

    Enrico

     

    Buongiorno Enrico,

    ho omesso i dettagli tecnici che hai inviato in quanto presentavano informazioni sensibili e si faceva riferimento alle marche che, come tu ben sai, non possono comparire su questo blog. In linea di massima, sono dei buoni componenti, adatti per un’installazione residenziale con un livello di rischio medio-basso.

    Per quanto riguarda, invece, i sensori volumetrici infrarosso, posso dirti che non emettono, ma rilevano in maniera passiva la presenza di intrusi all’interno del raggio d’azione, per cui non ci sono problemi se installati in due zone diverse della stessa stanza…forse hai fatto confusione con i sensori a doppia tecnologia (microonda+infrarosso), ma non è questo il caso!

    Auguri!

    Installazione sistema d’allarme e sensori volumetrici infrarosso
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  • Sistemi d’allarme e leggi

    Leggi-e-nomenclaturaSalve,

    scrivo per avere chiarimenti sul DM 37/2008 il cui campo di applicazione è “(…) impianti di sicurezza ad installazione fissa alimentati a tensione inferiore a 50 V in corrente alternata e 120 V in corrente continua (…) ”.

    La mia domanda è questa: per un impianto senza fili, privo di collegamento alla rete, se non per la spina di alimentazione, e per impianti filari 12 Vcc o Bus 485 +/- Vcc non siamo nell’oggetto del DM?

    C’è o meno bisogno dell’iscrizione alla CCIA per l’installazione e/o progettazione?

    Grazie

    Lucio

     

    Ciao Lucio,

    premetto, come sempre, che la materia normativa è complessa e allo stesso tempo interpretabile. Il vocabolo interpretabile è “fissa” e a tal riguardo ci sarebbe da capire cosa intende il normatore per installazione fissa e installazione mobile. Bisognerebbe capire, poi, se un impianto senza fili, o con collegamento attraverso spina presso-fusa, rientra o meno nei canoni di una installazione non fissa. In ogni caso il “senza fili” non richiede certificazione, poiché non ricade nel campo del DM. Tutto il resto sì e quindi c’è bisogno dell’iscrizione in Camera di Commercio. Saluti.

    Sistemi d’allarme e leggi
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  • Installazione fai da te di un sistema d’allarme via cavo

    faidateCiao,

    sto ristruttarando la mia casa e così ho approfittato per far realizzare la predisposizione per il mio futuro impianto d’allarme. L’idea è quella di installarlo da me, per questo vorrei qualcosa di semplice dal punto di vista dell’installazione/configurazione, ma che allo stesso tempo non perda in affidabilità.

    Mi piacerebbe avere un sistema d’allarme configurabile da pc e controllabile da remoto, penso a tablet o smartphone.

    La casa è un appartamento al piano rialzato di una palazzina, con infissi in pvc e senza inferriate, ma con tapparelle che vorrei dotare di un sistema meccanico di bloccaggio antisollevamento e di motorizzazione “intelligente” gestita dalla centrale d’allarme capace di controllare quando esco di casa, quando sto rientrando e quando sono all’interno. Devo precisare che gli accessi all’appartamento sono due, tutti dotati di portoncino blindato.

    Vorrei ci fossero conttati magnetici sulle finestre, roller tapparella e sensori volumetrici a doppia tecnologi , due sirene interne e due esterne, un combinatore GSM, 2 chiavi elettroniche, una per ogni ingresso e, se necessaria, una tastiera per la gestione della parzializzazione.

    Ho bisogno di sapere se posso far passare i cavi per la motorizzazione delle tapparelle nello stesso cavo in cui passano i cavi d’allarme. Se sì, i cavi devono avere specifiche particolari? Infine, un cavo d’allarme quanti sensori riesce a gestire? Vorrei sapere se, con lo stesso cavo, posso collegare sia il sensore di apertura che il roller tapparella…

    Grazie e scusa se mi sono dilungato, ma per chi vuole installare un impianto d’allarme da solo, orientarsi non è semplice.

    Saluti, Rocco

     

    Ciao Rocco,

    hai le idee abbastanza chiare su come vuoi il tuo impianto d’allarme e son ben contento di aiutarti nell’installazione “fai da te”.

    Puoi far passare i cavi per la motorizzazione delle tapparelle nello stesso tubo dei cavi di allarme se il cavo è di grado 4. In più, ti dico che sì, un cavo d’allarme è in grado di pilotare infiniti sensori, il problema sta in quanti ne riesce ad alimentare. Quindi anche nell’ultima domanda che mi poni la risposta è affermativa, ma i sensori devono essere vicini e non devono esserci problemi di caduta di tensione dovuti alla lunghezza del cavo nella serie.

    Data la complessità del tuo impianto e i tanti metri di cavo che scorrono, ti consiglio di dotarti di una buona alimentazione e di una centrale con dimensionamento adeguato.

    Auguri!

    Installazione fai da te di un sistema d’allarme via cavo
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