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La tua guida ai sistemi di allarme

Antifurto


  • Gradi di sicurezza di un antifurto

    Siete davvero in tanti a domandarmi in che modo poter decifrare le specifiche tecniche di un impianto di antifurto, per questo motivo quest’oggi ho deciso di proporvi un articolo dettagliato sui gradi di sicurezza di un sistema d’allarme, gradi dei quali molto spesso si legge anche fra le caratteristiche degli impianti ma che sono difficili da comprendere. Realizzare un sistema di sicurezza a regola d’arte vuol dire anche selezionare i vari componenti in base al loro grado di protezione e tener conto delle peculiarità e delle criticità dell’area nella quale verrà realizzato. Prima di tutto è bene specificare che i gradi di protezione sono quattro e che essi partono da un minimo di uno ad un massimo di quattro: questi ultimi sono da valutare, naturalmente, anche in relazione ai connotati e alle caratteristiche proprie dell’ambiente in cui si decide di installare il sistema di antifurto. Vediamo di seguito insieme, grado per grado, di cosa stiamo parlando in termini di garanzie di sicurezza e di certificazione:

    1. Il grado di sicurezza 1 indica un basso rischio, in cui l’attacco può avvenire ad opera di soggetti non esperti; quindi si prevede che gli intrusi abbiano una limitata conoscenza dei sistemi di sicurezza e che abbiano in dotazione attrezzi limitati.
    2. Il grado di sicurezza 2 indica un rischio medio basso, in cui l’attacco può essere commesso da soggetti che hanno competenze di base, quindi minime; possiamo dire che in questo caso si mantiene lo stesso livello di conoscenza del sistema di antifurto del grado 1 (quindi scarso), ma si estende la gamma degli attrezzi a disposizione dei ladri per entrare in azione.
    3. Il grado di sicurezza 3 indica un rischio medio alto, dove gli attacchi possono essere perpetrati da soggetti con diverse competenze; prevede quindi che i malintenzionati abbiano una discreta conoscenza dei sistemi di sicurezza e che abbiano anche una gamma completa di attrezzature e dispositivi elettronici per mettere a segno i colpi.
    4. Il grado di sicurezza 4 sta ad indicare un alto rischio, in cui l’attacco può avvenire ad opera di soggetti senza dubbio molto esperti; prevede una conoscenza elevata degli impianti di sicurezza, con competenze e risorse tali da pianificare dettagliatamente un’intrusione con strumenti e apparecchi sofisticati.

    In poche parole, per riassumere con esempi pratici quanto appena elencato, un furto ai danni di un semplice appartamento o di una casa che sia, rientra nella categoria dei gradi 1 e 2, mentre le effrazioni ai danni dei musei, delle banche o ancora dei casinò e così via, rientrano nella categoria dei gradi 3 e 4. In tale contesto, dunque, il grado di certificazione di un impianto di antifurto deve tener conto di tutti questi parametri e deve garantire, di conseguenza, delle caratteristiche minime. Per esempio, un grado di sicurezza 2 deve prevedere le seguenti funzioni: dei codici di accesso di almeno cinque caratteri; delle tastiere di controllo per inserire e disinserire il sistema di allarme che vanno in blocco dopo tre tentativi di codice sbagliato; un ritardo di ingresso di massimo 45 secondi; la segnalazione di guasti memorizzata in centralina sino al momento dell’effettiva verifica.

    Gradi di sicurezza di un antifurto
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  • Domande installazione antifurto

    Buon pomeriggio,

    mi chiamo Simone, e dopo svariate e sgradite “visite” nelle case dei miei vicini, ho deciso di acquistare ed installare un sistema di antifurto per proteggere al meglio la mia abitazione. Per questo mi piacerebbe avere da te un piccolo aiuto per fare la scelta giusta. Ti premetto che l’impianto verrà installato nel seguente contesto abitativo: il mio appartamento si trova al terzo piano, ha un portone d’ingresso sul pianerottolo del vano scale, due porte finestre che ridanno sul balcone mentre le restanti finestre non presentano vie d’accesso. Detto ciò, ti espongo le mie perplessità: centralina d’allarme con o senza fili? che tipologia di sensore dovrei utilizzare per proteggere il balcone? In quale punto conviene montare la sirena d’antifurto? Sul balcone o fuori da una delle finestre che dà sulla facciata della palazzina? Secondo te occorre proteggere anche le altre finestre che non danno sul balcone? Sapresti suggerirmi un eventuale deterrente da posizionare sul portone principale nel pianerottolo senza incorrere nella manifestazione dei falsi allarmi? Se dovessi avere per me altri suggerimenti, dimmi pure! Aspetto di conoscere il tuo parere, nel frattempo ti ringrazio per l’attenzione e mi scuso per la mole di domande!

    Cordialmente

    Simone

    Risposta:

    Buon pomeriggio Simone,

    per quanto riguarda la domanda sul con o senza fili, devi risponderti da solo, poiché anche se entrambi i sistemi di antifurto sono molto validi, la scelta deve essere fatta in base alla struttura dell’abitazione e alla presenza o meno della predisposizione dell’impianto (per esempio: se hai già previsto le canalette per il passaggio dei cavi dell’allarme).

    Il balcone si può proteggere in vari modi, ad esempio tramite i sensori con lente a tenda da installare esternamente agli infissi, o ancora con dei sensori volumetrici da esterno o attraverso i classici sensori per le porte e le finestre.

    Per ciò che concerne la domanda sulla sirena, è sempre preferibile installarla in una posizione non facilmente raggiungibile, montarla sul balcone non mi sembra quindi un’ottima idea. Inoltre dovrebbe essere collocata in un punto ben visibile, meglio ancora se da una via di passaggio. Nel tuo caso specifico, ti suggerisco quindi di sistemarla di fianco ad una delle finestre che non si affacciano sul balcone o in alternativa sul tetto se ne hai la possibilità.

    In più, se come hai detto le finestre che non ridanno sul balcone sono del tutto irraggiungibili, potresti anche evitare di spendere quel denaro o eventualmente destinarlo all’acquisto dei sensori volumetrici per la protezione dell’ambiente interno.

    Riguardo alla porta principale e al deterrente contro i ladri, potresti pensare di installare una sirena o una telecamera finta, anche se francamente non ne vedo l’utilità, specialmente se non sei in casa.

    Altri suggerimenti? Come ho già scritto ti consiglio si installare uno o più sensori volumetrici da interno. In più, se opterai per un sistema antifurto wireless (via radio, senza fili), è meglio dotarsi di una centrale d’allarme a doppia frequenza. Spero di aver risposto in maniera chiara ed esaustiva a tutte le tue domande, un caro saluto!

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  • Antifurto, disturbi e vicinato

    Buon pomeriggio,

    mi chiamo Massimo, ti leggo spesso e ho deciso di scriverti per avere un tuo parere su quanto mi è accaduto. Da un po’ di tempo a questa parte ho acquistato un trasmettitore di segnale audio video che lavora sulla frequenza 2.400 / 2.483 GHz; ci tengo a precisare che tale dispositivo è certificato dal Ministero delle Comunicazioni. Io lo uso per collegare una televisione che non ha la presa dell’antenna vicina, sembra tuttavia che il mio vicino di casa riscontri dei disturbi ai danni del suo sistema di antifurto e per questo mi ha chiesto più volte di disattivarlo! A parer mio il problema è del suo impianto di sicurezza, che probabilmente non è abbastanza schermato o di qualità, non certo mio! Ad ogni modo, per non essere troppo frettoloso ed evitare altri problemi, tu pensi che io possa avere delle responsabilità in tutto questo? Che idea ti sei fatto? Ti ringrazio per l’aiuto che vorrai darmi

    Un saluto e tanti complimenti per questo forum!

    Massimo

    Risposta:

    Buon pomeriggio Massimo,

    prima di tutto, oltre a ringraziarti per i complimenti, ci tengo a precisare che non sono un avvocato, per cui non posso dare delle risposte che potrebbe dare in un contesto simile un consulente legale, ad ogni modo posso dire che, dal mio personale punto di vista, sei tu ad avere ragione. Se come hai riportato nella mail il tuo trasmettitore è omologato e certificato dal Ministero, tale situazione non dovrebbe verificarsi, per cui, da un punto di vista sia legale che tecnico, hai il diritto di usare l’apparecchio. Naturalmente occorre che tu mantenga dei buoni rapporti con il tuo vicino di casa, pertanto ti suggerisco di trovare insieme a lui un modo che vi consenta di usare le vostre rispettive apparecchiature.

    In più dal canto tuo, visto che il tuo trasmettitore eroga segnali omini direzionali, oscurare la parte dietro, tanto tu non la utilizzi poiché dirigi la trasmissione nell’altro verso, in questa maniera potresti attenuare la potenza emessa nei confronti del tuo vicino. O ancora, più facilmente, potresti spostare la direzione oppure il posizionamento del trasmettitore e vedere con il vicino se la sua condizione migliora. Al contempo, dal canto suo il tuo vicino potrebbe effettuare delle verifiche sul suo sistema di antifurto: per esempio, se la criticità è data dalla microonda, potrebbe sostituirla con un altro tipo di tecnologia, mentre se il problema ricade sul via radio (wireless, senza fili), a quel punto potrebbe trattarsi proprio di una scarsa qualità della radio.

    Spero di averti fatto un quadro chiaro e comprensibile delle possibilità che hai per affrontare il tuo problema, sono sicuro che parlando con il tuo vicino di casa, ora che sai quali potrebbero essere le strade da percorrere per entrambi, riuscirai a venirne a capo senza grossi problemi e soprattutto in tempi brevi! Comunque, se dovessi avere bisogno di altri chiarimenti o di pormi ulteriori domande, torna pure a contattarmi, e fammi sapere come andrà. Un saluto, a presto e in bocca al lupo per tutto!

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  • Prodotti antifurto blasonati VS qualità a minor prezzo

    Buon pomeriggio,

    mi chiamo Valerio e in questo periodo mi sto informando sui vari sistemi di antifurto poiché a breve mi piacerebbe installarne uno, pertanto ho deciso di condividere con te alcune riflessioni. Ho intenzione di dotarmi di un impianto senza fili e ho avuto modo di notare che le aziende più note offrono dei sistemi a doppia frequenza a prezzi abbastanza inaccessibili! Senza dubbio la sicurezza è un aspetto molto importante, ma io vorrei trovare qualche cosa che sia economicamente accessibile e al contempo efficace e di qualità. A tal proposito ti domando: siamo sicuri che spendendo tanto di più si è davvero tanto più corrisposti in fatto di affidabilità? Io ho molte perplessità… L’altro quesito riguarda la tecnologia che si basa sulla doppia frequenza, che mi assicura di più? Ho effettuato delle ricerche e leggendo ho capito che è più sicura ed evita che il sistema wireless venga sabotato, ma se un ladro è esperto non sarà comunque capace di oscurare e disturbare anche una doppia frequenza? Se decido di optare per un sistema a mono frequenza più economico, meglio scegliere la 433 MHz o la 868 MHz, che è la più consigliata? Sicuro di una tua risposta, ti ringrazio per l’attenzione e la disponibilità!

    Un saluto

    Valerio

    Risposta:

    Buon pomeriggio Valerio,

    approfitto dei contenuti della tua e-mail per rimarcare che la sicurezza è fondamentale, ma lo è ugualmente il confronto consapevole dei vari prezzi proposti in commercio. Naturalmente, comprare del materiale scadente o centellinare sull’installazione significa sborsare invano i propri soldi, tanto quanto lo è acquistare del materiale super professionale, poiché tutto deve essere commisurato alle proprie specifiche necessità di sicurezza.

    È un fatto che i sistemi wireless presuppongono lo svantaggio di non poter constatare in tempo reale il tentativo di manomissione, come succede invece nell’ambito dei sistemi filari (con il taglio dei cavi). La tecnologia che si basa sulla doppia frequenza nasce proprio per ovviare a questo problema, in quanto è più affidabile e sicuramente offre un livello di protezione maggiore. Detto ciò, ti suggerisco di dotarti di un buon impianto di sicurezza che presenti un buon rapporto tra la qualità ed il prezzo; la scelta tra la frequenza 433 MHz e/o la 868 MHz non fa alcuna differenza. Ribadisco che un sistema a doppia frequenza è senza dubbio da preferire rispetto a quello a mono frequenza.

    Rispetto a modelli e kit super blasonati, costosi e pieni di funzionalità che non utilizzerai mai, la tecnologia a doppia frequenza ti permette, in parole povere, di avere due orecchi invece di uno soltanto! Ci tengo a dire sia a te che a tutti gli altri lettori che mi seguono che non è assolutamente vero che gli impianti a doppia frequenza costino di più di quelli a singola frequenza, basta saper cercare e prendere la giusta decisione in base alle proprie esigenze di sicurezza!

    Spero di averti risposto in maniera chiara e concisa, se dovessi avere bisogno di altro torna pure a scrivermi! Auguri per il tuo sistema, un saluto e a presto

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  • Impianto d’antifurto parzializzato

    Oggigiorno è senza dubbio una necessità comune a moltissime persone quella di poter lasciare le finestre aperte, specialmente durante i mesi estivi e primaverili, anche quando c’è la presenza di un impianto di antifurto installato ed attivo. Generalmente, la più grande preoccupazione da parte degli utenti che installano un impianto di sicurezza o si apprestano a farlo, riguarda l’eventualità che l’impianto d’allarme non funzioni per via delle finestre aperte e che qualche malintenzionato riesca ad introdursi nella propria abitazione. Naturalmente c’è una soluzione a questo problema: si tratta della funzione denominata parzializzazione, che consente il grande vantaggio di poter realizzare diverse zone allarmate in casa. Per esempio, una zona potrà essere quella interna in cui sono montati i sensori volumetrici (servono a riportare alla centrale d’allarme, grazie ad un segnale elettrico, il movimento che si verifica all’interno dell’area posta sotto il monitoraggio dei sensori stessi), mentre l’altra zona potrà essere quella perimetrale con i sensori applicati sugli infissi di vario tipo e sulle varie aperture presenti (servono a proteggere il perimetro della casa e di conseguenza a prevenire l’avvicinamento di eventuali intrusi). Un impianto di antifurto parzializzato consente al proprietario dell’immobile di disattivare i sensori volumetrici quando si è nell’abitazione, e di lasciare attivi i sensori perimetrali che, di solito, sono barriere di protezione che generano dei fasci elettromagnetici sulle aperture intorno alla casa: sono proprio questi fasci a barriera che, una volta oltrepassati, fanno partire il segnale d’allarme alla centraline che a sua volta fa scattare l’allarme.

    Attraverso questi piccoli ed efficaci dispositivi si realizza un vero e proprio muro invisibile all’occhio umano ma notevolmente sensibile all’attraversamento. L’acquisto di questo specifico sistema di protezione ha un prezzo accessibile oltre ad essere facile da installare, ed ha bisogno soltanto di sensori idonei e di una centrale di allarme dotata della funzione di parzializzazione, per l’appunto (attualmente in commercio questi apparecchi sono oramai quasi tutti in grado di assicurare al cliente finale la funzione di parzializzazione). In tale contesto, la sola accortezza che bisogna avere per vedersi garantito il corretto funzionamento del sistema, riguarda la taratura dei sensori perimetrali, la quale deve essere effettuata con molta attenzione per evitare che animali di piccola taglia o ancora le intemperie o le foglie spostate dal forte vento possano provocare la fastidiosa manifestazione dei falsi allarmi. Si tratta di un sistema di antifurto capace di proteggere il perimetro della casa permettendo al contempo di parzializzare le zone quando ci si trova all’interno, anche lasciando le finestre aperte: in questa maniera, infatti, si potrà attivare l’impianto in modalità notte quando si è nell’abitazione, lasciandosi la possibilità di muoversi in totale libertà tra le mura domestiche in totale sicurezza, proteggendo al tempo stesso l’ambiente esterno da eventuali avvicinamenti di ladri e malviventi. È importante ribadire che non c’è bisogno di chissà quali dispositivi per acquisire la funzione di parzializzazione, poiché una buona centrale d’allarme, sia nella versione via cavo (filare) che in quella via radio (wireless, senza fili), garantisce senza alcun problema questo tipo di opportunità.

    Impianto d’antifurto parzializzato
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