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La tua guida ai sistemi di allarme

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  • Antifurto molesto: cosa fare?

    13 Settembre 2019 • SireneNessun commento

    Buona sera,

    Mi chiamo Francesca e ti scrivo dal mio appartamento a Genova perché purtroppo mi trovo mio malgrado in una situazione ormai insostenibile! c’è qualche impianto di antifurto nello stabile in cui vivo con la mia famiglia che suona continuamente, per di più negli orari più assurdi della giornata. Ad esempio, per farti capire la gravità della situazione, stamane erano circa le sei e trenta quando è cominciato il frastuono, so che nel palazzo c’è una sirena con lampeggiante, ma tutte le volte che parte il suono sembra non esserci nessuno in casa che vada a spegnerla, a discapito di noi poveretti che dobbiamo subirla passivamente e di frequente. Ci tengo a specificare che tempo fa ho già chiamato i vigili urbani per esporgli la situazione molesta, ma loro mi hanno detto che purtroppo non possono fare nulla, poiché si tratta di proprietà privata. È vera questa cosa o mi hanno solo liquidata? A questo punto ti chiedo se si può fare qualcosa per risolvere il problema e se sai darmi qualche dritta in merito prima che impazzisco del tutto! Ti ringrazio per l’attenzione e spero tu possa aiutarmi.

    Cordiali saluti

    Francesca da Genova

    Buonasera Francesca,

    grazie a te per avermi scritto, mi spiace per la condizione di disagio in cui ti sei ritrovata insieme alla tua famiglia, ciò che descrivi purtroppo è un fenomeno abbastanza frequente quando si ha a che fare con sistemi di allarme di bassa qualità o che ricevono una manutenzione inadatta e manchevole, specialmente nel periodo estivo con i temporali e gli sbalzi di pressione e di temperatura.

    Ovviamente non posso esprimermi più di tanto sulla condotta dei vigili urbani che ti hanno risposto, poiché non è il mio ruolo e non sono di certo un avvocato, ma al di là di ciò credo sia un comportamento del tutto ingiustificato, e te lo dico perché il fatto che si tratti di una proprietà privata non vieta in alcun modo l’intervento delle forze dell’ordine, e non lo dico io ma l’art. 659 del codice penale. Detto ciò, se il proprietario non è presente all’interno dell’abitazione nel momento in cui parte la sirena, non può essere incolpato per la mancata disattivazione del sistema di allarme, ma certamente gli si può imputare il cattivo funzionamento dell’impianto per negligenza nella gestione e nella mancata manutenzione.

    Inoltre, presumo che anche nella tua città di residenza, come nel resto del Paese, viga un regolamento del comune riguardo la manifestazione dei rumori molesti, con le relative sanzioni da poter applicare! Ad ogni modo, il mio consiglio per te è quello di tentare di contattare il proprietario o in alternativa l’amministratore della struttura in modo amichevole, richiedendo la risoluzione del problema pena la denuncia. Se anche in questo modo non dovesse accadere niente, allora sentiti tranquilla nel prendere provvedimenti, sporgendo denuncia presso la Polizia municipale o i Carabinieri a te più vicini. Spero di essere stato un aiuto valido, nel frattempo puoi tornare a contattarmi ed aggiornarmi sui risvolti della vicenda! Un saluto

    Antifurto molesto: cosa fare?
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  • Sistema d’antifurto: meglio via cavo o via radio?

    08 Settembre 2019 • Installazione antifurtoNessun commento

    È meglio installare un impianto di antifurto via radio o uno via cavo? Questa è una di quelle domande che arriva subito nella mente di chi si appresta ad acquistare ed installare un sistema per la protezione della propria abitazione o attività commerciale. Il quesito che tanti utenti si rivolgono è uno dei più frequenti: per fare chiarezza sulla questione, prima di avvicinarsi al mondo degli impianti di antifurto, risulta fondamentale scegliere fra le due tipologie, la filare o la wireless, a seconda dei differenti criteri di valutazione, della disponibilità economica, delle proprie specifiche esigenze di sicurezza e soprattutto in base alle caratteristiche dell’edificio da porre sotto controllo: sostanzialmente sono le condizioni costruttive a far pendere l’ago della bilancia verso un impianto o verso l’altro.

    A determinare l’opzione tra l’una o l’altra tecnologia, vi è innanzitutto la presenza o meno della predisposizione: se l’abitazione è dotata di tale predisposizione, ovvero dei tubi e delle canaline per il passaggio e la messa in posa dei cavi, è preferibile optare per un impianto di antifurto via cavo, i cui elementi sono meno costosi, così come lo è la sua manutenzione. Stesso identico discorso vale per tutti quegli utenti che stanno costruendo o ristrutturando casa: predisporre canaline e fili non è troppo dispendioso o difficoltoso quando ci sono i lavori in corso, per cui meglio approfittare.

    Discorso totalmente diverso nel caso in cui non vi è alcuna possibilità di avere la predisposizione; in questo caso dovrebbero essere predisposti gli appositi spazi per il passaggio dei fili, ed in questo caso sia la manodopera che gli interventi di muratura da effettuare potrebbero gravare in maniera notevole sulla spesa e sui tempi di realizzazione. Pertanto un impianto di antifurto senza fili è la scelta più opportuna e conveniente, anche se al contempo presuppone costi dei componenti e di manutenzione più elevati rispetto ai sistemi via cavo (ad esempio le batterie dei sensori d’antifurto vanno sostituite ogni anno in media).

    Vediamo di seguito un elenco riassuntivo che mostra sia i vantaggi che gli svantaggi di entrambi gli impianti di antifurto:

    Antifurto via cavoVantaggi: è compatibile con i principali apparecchi e sensori attualmente in commercio; vi è un notevole risparmio nell’acquisto dei vari elementi rispetto a quelli wireless; non serve sostituire di frequente le batterie della centralina e della sirena, poiché la manutenzione risulta ad un basso livello. Svantaggi: la presenza dei fili può comportare il fatto di non poter installare i sensori esattamente nel luogo desiderato; come già specificato, è indispensabile la predisposizione al sistema filare.

    Antifurto via radio – Vantaggi: rapidità e semplicità nella fase di installazione; opportunità di installare i vari dispositivi nel punto esatto dell’abitazione che si desidera; per quanto riguarda l’aspetto puramente estetico, si evita la presenza di fili in giro per l’appartamento. Svantaggi: alti costi dei componenti; rispetto all’impianto filare, le spese da sostenere per la manutenzione risultano più alte a causa delle batterie da sostituire con più frequenza; non sempre è garantita la compatibilità con gli apparecchi di altre case produttrici.

    Sistema d’antifurto: meglio via cavo o via radio?
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  • Via cavo o via radio, questo è il problema

    Nell’era contemporanea la tecnologia riveste un ruolo importante in molti campi, soprattutto per quanto riguarda gli impianti d’antifurto: il loro uso, infatti, si sta diffondendo in modo considerevole sia in ambito privato che pubblico. Sono numerosi gli utenti che decidono di tutelare la propria casa ma anche un ufficio, un negozio, un’azienda o un’attività commerciale attraverso l’installazione di sistemi di sicurezza. In commercio si possono trovare diverse tipologie di impianti tra cui optare in base alle proprie tasche ed esigenze: per chi si appresta all’acquisto, la prima valutazione da fare riguarda la scelta tra gli impianti d’antifurto via cavo (sistema filare) e quelli via radio (sistema wireless). A tal proposito bisogna capire quali sono le proprie necessità di sicurezza a seconda delle caratteristiche dell’una e dell’altra tipologia.

    Innanzitutto è fondamentale controllare se all’interno dell’edificio che si intende allarmare vi è già la predisposizione per il sistema filare, ossia se sono presenti le canaline per il passaggio e la messa in posa dei cavi; se tale predisposizione c’è, la decisione può ricadere su un antifurto via cavo. In più, se si possiede una casa che si sviluppa su più piani, in commercio sono disponibili i concentratori, ovvero dei dispositivi che consentono al proprietario di poter collegare i sensori filari di un piano in centrale per evitare di far passare un numero eccessivo di cavi; questi apparecchi semplificano notevolmente l’installazione, facendo risparmiare anche tempo e denaro.

    Se al contrario non è presente la predisposizione all’interno dell’abitazione, è consigliabile optare per un sistema wireless, in quanto la manodopera e gli interventi di muratura da realizzare per la messa in posa dei fili potrebbero gravare non poco sui costi e sulle tempistiche per la realizzazione. In ogni caso è importante affidarsi a rivenditori esperti, in quanto dotarsi di apparecchi di qualità è ovviamente la via giusta per avere un impianto sicuro ed affidabile, nonché le dovute garanzie, certificazioni ed assistenza post vendita. Vediamo ora quali sono le funzionalità, i campi di applicazione e i principali pregi e difetti di ciascun impianto:

    Impianto via cavo

    Pregi: ha bisogno di poca manutenzione, poiché le batterie della sirena e della centralina devono essere sostituite con meno frequenza rispetto a quelle di un impianto senza fili. Per di più, un sistema filare risulta compatibile con prodotti di qualsiasi marca, e gli elementi che compongono l’impianto sono meno costosi rispetto a quelli wireless. Difetti: nel caso in cui non ci fosse la predisposizione per i cavi, si rendono necessarie delle opere di muratura con conseguente aumento della spesa; oltre a ciò, a causa della presenza dei fili, è più difficile installare le periferiche nella zona desiderata.

    Impianto via radio

    Pregi: non necessitano di lavori per la predisposizione, l’installazione risulta più agile e rapida e le periferiche si possono installare nell’area desiderata. Anche l’aspetto estetico ne guadagna, in quanto non ci sono fili in giro per l’edificio. Difetti: permette di utilizzare solo sensori e apparecchi compatibili con la centralina, e richiede una manutenzione frequente come avviene per il cambio delle batterie; in più il prezzo dei componenti wireless è più elevato rispetto a quelli filari.

    Via cavo o via radio, questo è il problema
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  • Telecomandi, chiavi elettroniche e tastiere

    29 Agosto 2019 • Antifurti, TelecomandiNessun commento

    Per chi desidera proteggere al meglio la propria casa, un negozio, un’azienda, un ufficio o un locale commerciale dalle intrusioni e dai furti dei malviventi, ad oggi installare un sistema d’antifurto rappresenta la scelta migliore. Per aumentare la sicurezza di una qualsiasi struttura, infatti, le applicazioni tecnologiche ci vengono in aiuto: basta riflettere sul fatto che spesso, già la sola presenza in casa o in un’attività di un impianto d’antifurto, è in grado di far desistere i ladri: pertanto risulta evidente come l’installazione di un sistema d’allarme ad hoc può fare la differenza in termini di sicurezza. Un sistema d’antifurto è composto da più elementi, ognuno dei quali possiede funzioni, tecnologie e costi propri in base anche al marchio e all’azienda che li produce. È importante, come primo passo, scegliere un impianto efficiente e funzionale alle proprie necessità, valutando con attenzione la qualità delle apparecchiature in relazione al loro prezzo ed alla qualità dei materiali impiegati.

    L’obiettivo di questo articolo, infatti, è proprio quello di agevolare gli utenti nella ricerca dell’impianto ideale per le loro esigenze specifiche, focalizzando l’interesse sui sistemi di controllo, attivazione e disattivazione dell’impianto stesso, ossia i telecomandi, le tastiere e le chiavi elettroniche. Questi dispositivi possono essere di diverse tipologie e modelli, ed uno stesso impianto è capace di supportarne diversi. Tutti e tre gli apparecchi sono necessari, in egual misura, per effettuare l’attivazione e la disattivazione dell’impianto, la differenza principale sta nel fatto che la tastiera viene installata all’interno dell’abitazione, mentre i telecomandi e le chiavi elettroniche vengono utilizzati dall’esterno (in commercio il loro costo parte dai 50 sino ai 200 euro). Detto ciò, è bene sottolineare che gli apparecchi esterni prevedono uno svantaggio, ossia il fatto di segnalare se il sistema è attivo in maniera indistinta, tanto ai proprietari quanto agli eventuali malintenzionati; ma andiamo con ordine descrivendo di seguito le caratteristiche di ognuno.

    Tastiera interna ed esterna: tra i sistemi di controllo per attivare e disattivare l’impianto d’allarme, la tastiera è senza dubbio la più venduta e sicura; l’attivazione e la disattivazione si effettuano digitando un codice numerico o alfanumerico. Oltre alle tastiere da interno, esistono anche quelle da installare all’esterno: queste ultime vengono applicate ad integrazione delle prime, e permettono al proprietario di attivare e di disattivare l’antifurto direttamente dall’esterno.

    Chiavi elettroniche: parliamo di dispositivi decisamente pratici e funzionali, poiché contengono al loro interno un codice selezionato fra infinite combinazioni (un grattacapo assurdo per qualunque ladro), il quale può essere comunque reimpostato nel caso in cui la chiave venga smarrita; per questo non sussiste alcun rischio di rendere libero l’accesso ai ladri nel caso in cui si perdessero le chiavi di casa o quelle elettroniche insieme.

    Telecomandi: si tratta si apparecchi molto simili alle chiavi elettroniche, poiché basano il loro funzionamento sulla tecnologia a radiofrequenze, ma a differenza delle chiavi elettroniche che funzionano per sfioramento, i telecomandi presuppongono l’utilizzo di pulsanti. Pertanto è consigliabile controllare spesso che il telecomando lavori su frequenze diverse da quelle dei vicini di casa, così da non dover avere a che fare con sgradite interferenze.

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  • Gli animali domestici e il sistema d’antifurto vanno d’accordo?

    24 Agosto 2019 • Senza categoriaNessun commento

    Vuoi acquistare ed installare un impianto di antifurto per la tua abitazione ma non sai in che modo gestire la presenza degli amici a quattro zampe? Per rispondere a questa domanda di seguito troverete consigli e suggerimenti sulle preoccupazioni legate agli animali domestici ed al fenomeno dei falsi allarmi. Uno dei dubbi di chi possiede animali in casa riguarda la compatibilità o meno con il sistema d’allarme, poiché si teme di dover avere a che fare con i falsi allarmi causati dal movimento degli animali stessi. Dunque bisogna scegliere tra il nostro peloso e la messa in sicurezza della casa installando un sistema d’antifurto? La risposta è no, possiamo avere entrambe le cose seguendo due strade principali: confinare l’animale in una stanza priva di sensori volumetrici, per esempio una camera in cui la finestra non è accessibile dall’esterno, oppure sfruttare i sensori Pet Immune. Vediamo in cosa consistono le due situazioni:

    1) Quando si tratta di animali di taglia piccola (quindi fino ai 30 chili), possiamo realizzare un ambiente a loro dedicato: quest’ultimo può essere posto sotto sorveglianza grazie all’installazione dei contatti magnetici (sensori d’apertura da montare sugli infissi) senza installare i sensori di movimento volumetrici. In tal modo l’animale potrà spostarsi liberamente nella stanza senza far scattare falsi allarmi. Questa soluzione è fattibile quando nell’appartamento c’è un locale in cui è impossibile l’accesso dal giardino o dalla strada. Se non esiste in casa una predisposizione di questo tipo, si può tentare di riproporla magari se si possiede una camera priva di oggetti valori, che a sua volta comunica con un corridoio che possiamo proteggere con il sensore volumetrico: in questo modo si potrà dedicare questa camera all’animale, dotando comunque la finestra della stanza dei contatti magnetici.

    2) Se anche questa soluzione non risulta concretizzabile, si dovrà ricorrere ai sensori denominati “PET Immune”: come si evince dal nome, si tratta di piccoli dispositivi immuni agli animali domestici, ciò vuol dire che grazie ad una specifica taratura, sono in grado di capire la differenza tra il corpo di un animale di piccola taglia rispetto a quello più massiccio di un essere umano. Questo tipo di tecnologia fa sì che i sensori riescano a misurare i movimenti di un corpo grazie a dei parametri che riguardano la dimensione e la massa corporea. Per fare un esempio concreto: se un cane entro i 30 kg transita nell’area controllata, il sensore non rileverà una situazione d’allarme, poiché la massa corporea dell’animale viene ben distinta da quella di una persona, evitando così segnalazioni inutili.

    Per quanto riguarda il posizionamento dei sensori PET immune, il proprietario della casa può decidere di dotare tutte le stanze dei sensori se dotare tutta l’abitazione di sensori PET immune, oppure destinarli solo a determinati ambienti, ovvero quelli in cui si muovono gli animali, così da evitare di comprare un numero mirato di sensori. Dunque non esistono reali impedimenti alla convivenza in casa tra gli animali domestici e un impianto di antifurto, basterà fare attenzione a realizzare una corretta installazione ed il gioco è fatto!

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