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La tua guida ai sistemi di allarme

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  • Centrale Mondialtec: tastiera touch screen, internet e domotica

    12 Maggio 2020 • AntifurtiNessun commento

    Attraverso questo articolo vi proponiamo una veloce e puntuale panoramica sulle innumerevoli potenzialità della centrale antifurto PRO GSM INTERNET proposta dall’azienda romana Mondialtec, con 8/64 zone, tastiera touch screen, GSM e domotica integrati, gestione a 360 gradi via internet, Smartphone, pc e Tablet. Questo modello di centrale è dotato dell’innovativa tastiera touch grafica da 5,7″ con modulo parlante, che oltre a dare un tocco di raffinatezza e tecnologia al sistema di antifurto, permette una gestione più facile e confortevole dell’impianto, nonché l’attivazione domotica di luci, avvolgibili, caldaie, irrigazione e così via, il tutto con un unico e rapido tocco da parte dell’utente. Inoltre, grazie alla tele gestione da remoto più importante e tecnologica di sempre, oltre alla possibilità di gestire la centralina attraverso le telefonate e gli sms, tramite il modulo internet integrato si potrà tenere tutto a stretto controllo da pc, mac, iphone, ipad, smartphone, tablet e dispositivi android. In tutto questo la grafica risulta facile, pulita e funzionale, ed è proprio grazie ad essa che si potrà effettuare la gestione dell’intera domotica. Puoi costruire il tuo sistema di allarme identificando zona per zona e dando una denominazione ad ogni rilevatore. In più, hai a disposizione sino a otto diversi scenari inseribili da programmare e personalizzare, impostando a tuo piacere l’attivazione di notte e/o quella perimetrale, l’attivazione quando ti trovi in cortile e via dicendo, il tutto con la massima autonomia e agiatezza.

    Per tutte queste ragioni la PRO GSM INTERNET rappresenta una centrale modulare straordinaria e del tutto nuova nel panorama dei prodotti per la sicurezza. Di qualunque cosa si possa necessitare (moduli via radio, espansione di zone, di uscite e così via), ti basterà aggiungere un modulo per avere tutto ciò a cui aspiri. Questo modello di centrale è stato progettato per essere performante a 360 gradi, senza perdere al tempo stesso la massima facilità d’uso. Pochi menù e ben impostati permettono all’utente di fare a meno di ricorrere ogni tre per due al manuale delle istruzioni. Inoltre il modulo GSM e la componente internet sono già inseriti nella scheda della centralina, mentre gli sms vocali e i messaggi sono già pre impostati, così da ricevere il tutto già pronto all’uso senza perdere tempo nella programmazione. Come se tutto questo non bastasse, tramite l’integrazione del GSM, la centralina è in grado di comunicare con il combinatore telefonico in modo diretto e immediato per presentarti gli eventi in maniera dettagliata, con una tele gestione da cellulare funzionale ed efficiente.

    Se fino ad oggi hai pensato che gestire le luci, il sistema d’irrigazione, la caldaia o le tapparelle a distanza da remoto era una cosa complicata e costosa, ora potrai ricrederti alla grande! Sarà sufficiente inserire un circuito su ciascun apparecchio che desideri comandare e null’altro; puoi gestire i comandi comodamente dal tuo cellulare. Come già ampiamente specificato, la centrale PRO GSM INTERNET è semplice da programmare, ma se desideri procedere ancor più rapidamente ed avere tutto sott’occhio in una sola schermata, potrai anche collegare il cavo USB alla centralina, programmando tutto dal computer.

    Centrale Mondialtec: tastiera touch screen, internet e domotica
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  • Alimentazione centrale antifurto

    19 Febbraio 2020 • Antifurti, BatterieNessun commento

    Buon pomeriggio,

    mi chiamo Giorgio e da un po’ di tempo a questa parte sto cercando informazioni nell’ambito degli impianti di antifurto per capire quale possa essere il migliore per la protezione del mio appartamento situato al centro di Bergamo; a tal proposito ti scrivo per domandarti a cosa serve l’alimentatore in una centralina d’antifurto, e in che modo si può valutare se la sua potenza è sufficiente o meno. Ti ringrazio tanto per l’attenzione e per l’aiuto che vorrai darmi, attendo di conoscere la tua risposta. Cordiali saluti e complimenti per il tuo blog, lo trovo molto interessante e sempre aggiornato sulle ultime dal mondo dei prodotti per la sicurezza!

    Giorgio da Bergamo

    Risposta:

    Buon pomeriggio Giorgio,

    prima di cominciare a rispondere alle tue domande ci tengo a ringraziarti per i complimenti sul blog, mi fa molto piacere saperti contento del servizio che giorno dopo giorno offriamo con passione e dedizione ai nostri lettori! Allora, una centralina di antifurto ha il compito di gestire tutti gli elementi che compongono l’impianto d’allarme, e per farlo deve necessariamente ricevere l’energia utile e indispensabile al suo corretto funzionamento. Se c’è una tensione di rete, allora l’energia alla centralina viene fornita dall’alimentatore; nel caso opposto, l’energia viene fornita da una batteria tampone che si trova dentro la centralina stessa. Senza dubbio un valido sistema di alimentazione è importante ai fini del buon funzionamento della centralina e dell’intero impianto di antifurto; a tal proposito risultano migliori le soluzioni esterne, poiché in caso di guasto sono più facili e veloci da sostituire (l’ho riscontrato anche io personalmente sul campo).

    Invece, per quanto riguarda la domanda sul metodo per calcolare il grado di potenza di un alimentatore, la maniera più semplice è senza dubbio quella di realizzare un rapido calcolo partendo da determinate informazioni sull’impianto d’allarme, come ad esempio la capacità della batteria tampone e i dati riguardanti gli assorbimenti a riposo e in allarme degli elementi che compongono il sistema (li puoi reperire nella sezione dedicata ai requisiti tecnici riportati sul manuale delle istruzioni). Una volta determinati questi dati, basterà utilizzare la seguente formula, Cu = (∑Cb : Tr) x 0,8 + Cr, dove Cu sta per Corrente in uscita dall’alimentatore; ∑Cb sta per Somma di tutte le capacità delle batterie tampone presenti nel sistema di antifurto; Tr sta per Tempo minimo della ricarica delle batterie calcolato in ore; Cr sta per assorbimento della corrente a riposo di tutti gli apparecchi alimentati dalla centralina in Ampere.

    Spero d’essere stato sufficientemente chiaro ed esaustivo, ad ogni modo ci tengo a darti un ultimo suggerimento, ovvero quello di usare un alimentatore che abbia un livello di potenza superiore al risultato che ottieni, poiché utilizzare un alimentatore al massimo della sua potenza potrebbe provocare nel tempo eventi di surriscaldamento e/0 di malfunzionamento. Fammi sapere come andrà, e se dovessi avere bisogno di chiedermi altro o di chiarire qualche passaggio non farti problemi a scrivermi ancora, mi fa piacere dare una mano! Un saluto e auguri per il tuo nuovo impianto di sicurezza!

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  • Dispositivi base di un sistema d’antifurto

    14 Marzo 2019 • AntifurtiNessun commento

    Un impianto di allarme è costituito da un insieme di elementi collegati fra loro tramite dei cavi o delle onde radio; tali dispositivi comunicano in maniera diretta e costante con la centrale, ed hanno il ruolo di segnalare ad essa le eventuali anomalie o irregolarità che si verificano nell’ambiente posto sotto controllo. Attraverso questo articolo andremo a delineare gli elementi base di un sistema di antifurto, analizzando le caratteristiche e le funzionalità di ognuno, ovvero della centrale, dei sensori di allarme e della sirena di antifurto.

    Centrale di allarme: questo apparecchio si può definire come il vero e proprio cuore dell’intero impianto; l’installazione della centrale può essere effettuata in prossimità del portone di ingresso per poterla attivare e disattivare con più facilità, o ancora in zone nascoste e dislocate, meno comode per attivarla e disattivarla ma sicuramente molto più sicure in quanto fuori dalla portata di eventuali ladri e malviventi intenzionati a manometterla. Al di là della posizione, comunque, per un ladro non è proprio un gioco da ragazzi riuscire a disattivare una centrale, in quanto bisogna sapere il codice, o nel caso in cui si utilizzano dei telecomandi è necessario decifrarli e immettersi sulla stessa frequenza. Come specificato sopra, alla centrale di allarme sono allacciati tutti gli altri dispositivi che compongono il sistema di antifurto: i sensori, i contatti, le telecamere, il combinatore telefonico e così via. Le centrali possiedono inoltre una funzione fondamentale, ovvero la parzializzazione: è proprio grazie a quest’ultima che risulta possibile suddividere la casa in più zone da monitorare. Tale funzionalità è l’ideale in special modo quando si sceglie di essere protetti stando all’interno dell’abitazione, per esempio durante le ore notturne o nel momento in cui si decide di lasciare aperte le porte e le finestre. Le centrali più innovative hanno la possibilità di connettersi alla rete Internet, si possono gestire a distanza e comunicano con Smartphone, Tablet e pc. Grazie a ciò, per l’utente sarà possibile controllare la propria casa continuamente e facilmente anche da remoto.

    Sensori di allarme: questi dispositivi sono l’occhio vigile dell’impianto, ad essi è affidato il ruolo di controllo della casa. In commercio se ne possono trovare molti, i quali differiscono per il tipo di tecnologia che sfruttano e per le funzioni che possiedono. I più venduti sono i sensori ad infrarosso, capaci di captare la variazione di temperatura che si verifica all’interno della zona controllata. Molto economici e sicuramente efficienti, si possono trovare anche nella variante “Pet friendly”, volta ad evitare i falsi allarmi dovuti al movimento di animali d’affezione presenti in casa. Altrettanto facili e a buon mercato sono i contatti magnetici da applicare sugli infissi delle finestre e sui serramenti delle porte (fanno scattare l’allarme nel momento in cui vengono allontanati e quindi aperti).

    Sirena di antifurto: si tratta di un dispositivo decisivo per l’impianto di allarme, in quanto è l’elemento che emette un suono di 100 decibel, e consente di far scappare i malviventi ed allarmare vicini, passanti e forze dell’ordine (esistono modelli sia da interno che da esterno).

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  • La centrale d’allarme: il cuore del sistema d’antifurto

    25 Dicembre 2018 • Antifurti1 Commento

    L’elemento principale di qualsiasi sistema di antifurto presente in commercio è rappresentato dalla centrale d’allarme, attraverso la quale si può gestite l’intero impianto. Pertanto è possibile attivare, disattivare e coordinare il sistema soltanto tramite la centrale, che gestisce le tempistiche, prende gli impulsi e le informazioni dai sensori, avvia gli attuatori e i vari dispositivi elettronici, gestisce le segnalazioni provenienti dalle telecamere, dai rilevatori e dai contatti magnetici. Generalmente le centrali sono inoltre dotate di una batteria tampone in grado di farla funzionare malgrado l’assenza di corrente elettrica, da un display e da una tastiera che ne facilitano l’utilizzo.

    Sul mercato del mondo della sicurezza si possono trovare tante tipologie di centrale, dai modelli che consentono di gestire più aree a quelli con interfaccia wireless (senza fili), dalle centrali con sirena a bordo a quelle dotate di Combinatore telefonico integrato (dispositivo che permette di avvisare l’utente non appena si verifica un intrusione grazie ad un sms, una e-mail o una chiamata). In commercio vengono proposte diverse centrali, le quali si presentano come una scatola da installare vicino la porta d’ingresso dell’abitazione ma anche di un ufficio, di un negozio o di un qualsiasi locale che si intende allarmare. La scelta tra questi diversi prodotti va fatta in base alle proprie specifiche esigenze di sicurezza. Vediamo insieme le caratteristiche e le funzionalità delle diverse centrali d’allarme:

    Centralina con definizione delle zone – la centrale di allarme consente di suddividere l’impianto in zone da gestire distintamente; in base alla configurazione del sistema, ogni area può essere associata ad uno o più sensori. La divisione in aree dell’edificio risulta davvero molto importante e non va sottovalutata, al contrario va realizzata tenendo ben presente la conformazione dell’abitazione e delle abitudini di chi vi risiede. La divisione in zone è fondamentale soprattutto per due aspetti: 1 – Grazie alla funzione di parzializzazione, che consiste nell’escludere alcune stanze dell’edificio mentre in contemporanea si sceglie di allarmarne delle altre, è possibile attivare soltanto una parte del sistema; per esempio, mentre la protezione perimetrale salvaguarda il perimetro attraverso i suoi sensori posti sulle porte e sulle finestre, all’utente sarà concesso di spostarsi liberamente all’interno della casa senza che far scattare l’allarme. 2 – La divisione in aree permette anche di rilevare con molta precisione i vari allarmi, individuando rapidamente i sensori andati in allarme e determinare se si tratti di falsi allarmi oppure no.

    La centrale d’allarme ed il controllo da remoto – da un po’ di anni a questa parte il settore del mondo della tecnologia è progredito notevolmente facendo molti passi in avanti sia in termini di accessibilità economica che di funzionalità ed efficienza, a tal punto che attualmente le centrali di allarme possono essere gestite e controllate dal proprietario in modo semplice e intuitivo anche a distanza tramite personal computer, Smartphone e Tablet: il tutto avviene grazie a dei specifici software e applicazioni sviluppati direttamente ed appositamente dalle aziende produttrici, facilitando e velocizzando non poco l’uso di questi dispositivi da parte delle persone.

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  • Come collegare centrale e sensori antifurto

    Centrale AntifurtoSono totalmente inesperto, quindi ti chiedo se è possibile fare un collegamento in parallelo su diversi sensori avendo due fili in uscita? Ovviamente impianto d’allarme filare con centrale e sensori su porte e finestre.

    Grazie, Pino

     

    Ciao Pino,

    solitamente il collegamento dalla centrale ai sensori viene fatto in parallelo: c’è un cavo a più conduttori che unisce il sensore alla centralina d’allarme. Puoi fare un collegamento in serie con i contatti magnetici semplicemente collegando due conduttori in entrata e in uscita da contatto a contatto, ma attenzione a chiudere la serie in centrale. Così facendo risparmi in cablaggio, ma non saprai con precisione quale sensore è andato in allarme; la centrale, infatti, segnalerà solo la linea che ha generato l’allarme.

    Ti ricordo che i contatti sono collegati con due conduttori, mentre per i sensori hai bisogno di un cavo con almeno 4 conduttori, per via dell’alimentazione!

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